microplastiche nei fiumi

Microplastiche nei fiumi, Foto di Lorenzo Zelaschi

Microplastiche nei fiumi, il record è per il Tevere

Microplastiche nei fiumi e rifiuti abbandonati non risparmiano i corsi d’acqua d’Italia. Osservati speciali sono Volturno, Lambro, Isonzo e Tevere al centro del progetto Zero plastica in mare di Legambiente in collaborazione con BNL Gruppo BNP Paribas. Sulle rive di altri sette fiumi, censiti 589 rifiuti ogni 100 metri lineari

Microplastiche nei fiumi, ci sono e si trovano in quantità – se vengono raccolte. La presenza di microplastiche e rifiuti abbandonati non risparmia i fiumi italiani e le sponde. La densità di microplastiche trovate nel Tevere è di 1,14 microparticelle/me se si considera la portata media del fiume si può solo immaginare la quantità di microparticelle che arrivano fino al mare.

Sullo sponde dei fiumi d’Italia si conta poi una media di 589 rifiuti ogni cento metri lineari. Sono soprattutto residui in plastica. E si trovano salviette umidificanti, frammenti di plastica e polistirolo, mozziconi di sigaretta fra i rifiuti più trovati.

A denunciare la presenza di microplastiche nei fiumi e rifiuti abbandonati è Legambiente con il primo monitoraggio a livello nazionale delle microplastiche nei fiumi (in collaborazione con ENEA), nell’ambito del progetto Zero plastica in mare realizzato in collaborazione con BNL Gruppo BNP Paribas, e dei rifiuti lungo le sponde (prima edizione) – effettuati rispettivamente su quattro e sette fiumi, per un totale di 11 corsi d’acqua monitorati.

 

microplastiche nei fiumi
Microplastiche nei fiumi, Foto di Lorenzo Zelaschi

 

Microplastiche nei fiumi, i risultati

Osservati speciali per la presenza di microplastiche sono stati il Volturno, in Campania, il Tevere nel tratto laziale, il Lambro in Lombardia e l’Isonzo in Friuli-Venezia Giulia.

Il Tevere – spiega una nota stampa – è quello che presenta una densità di microparticelle maggiore, pari a 1,14 microparticelle/m3.

Lambro e Volturno registrano rispettivamente una densità pari a 0,51 e 0,56 microparticelle/m3, mentre l’Isonzo (SO) risulta quello meno concentrato, 0,02 microparticelle/m3.

I numeri delle concentrazioni medie possono sembrare esigui, ma se si considera – spiega Legambiente – la portata media dei fiumi oggetto della campagna si può immaginare la quantità di microplastiche che vengono trasportate fino a mare, laghi o altri fiumi: nel Tevere ogni secondo passano in media 230 m3, per l’Isonzo la portata è di 172 m3/s, per il Volturno arriviamo a 82 m3/s mentre per il Lambro la portata media ammonta a 5,8 m3/s.

Rifiuti sulle sponde, al primo posto c’è sempre la plastica

Oltre alle microplastiche nei fiumi, preoccupa lo stato di salute di altri sette corsi d’acqua monitorati da Legambiente: Picentino (in Campania), Po e del Panaro (in Emilia Romagna), Noncello e Tagliamento (in Friuli Venezia Giulia), Tevere (sponda laziale e umbra) ed Esino (nella Marche).

Qui su un’area campionata totale di circa 27600 mq sono stati trovati 5892 rifiuti, con una media di 589 rifiuti ogni 100 metri lineari.

Ancora una volta la plastica (76%) si conferma il materiale più trovato seguita, a lunga distanza, da vetro/ceramica (6%), metallo (6%), carta/cartone (5,8%), tessili (3,8%), gomma (1,1%). Il restante 1,1% è costituito da legno trattato, materiale COVID, oggetti in materiali misti, prodotti chimici/sintetici, bioplastiche, rifiuti da cibo.

Nella top five dei rifiuti più trovati: le salviettine umidificate in TNT (17%), i frammenti di plastica (14%), seguiti da quelli in polistirolo (10%), da mozziconi di sigarette (9%) e per finire bottiglie e contenitori per bevande in plastica (6%). Salviette umidificate, mozziconi e bottiglie e contenitori per bevande sono tra i rifiuti che rientrano nella Direttiva SUP e dunque saranno presto sottoposti alle misure individuate dalla nuova norma.

«I dati che emergono dai nostri monitoraggi – spiega Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – ci dimostrano ancora una volta l’importanza e l’urgenza di tenere alta l’attenzione anche sui fiumi e sui corsi d’acqua, su cui pesa sempre di più anche il problema dell’inquinamento da microplastiche e dei rifiuti abbandonati lungo le sponde».

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