Proposte UE clima

Le grandi sfide legate alla lotta crisi climatica, l’economia circolare, le infrastrutture e la mobilità, l’agroecologia e la transizione ecologica, questi i temi del confronto avvenuto oggi tra Legambiente e sei ministri dell’Esecutivo Draghi. Temi che troviamo anche al centro del PNRR redatto dall’associazione ambientalista.

Attraverso un lavoro corale durato 6 mesi, Legambiente ha indicato nel suo report, per le 6 missioni indicate dall’Europa, 23 priorità di intervento, 63 progetti territoriali da mettere in campo, le opere da non realizzare e un pacchetto di riforme trasversali e settoriali necessarie per accelerare la transizione ecologica.

Il PNRR di Legambiente

Legambiente ha quindi presentato gli interventi prioritari che, secondo il suo parere, l’Italia dovrà realizzare per non sprecare le risorse del Next Generation EU e per dar gambe al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) che il Governo Draghi dovrà ultimare ed inviare a Bruxelles entro la fine di aprile.

Dalla riconversione green del distretto industriale di Taranto e Brindisi, in Puglia, ad una mobilità ad emissioni zero nei capoluoghi di provincia della Pianura Padana e del centro sud, dalla bonifica dei territori e delle falde inquinate a partire dalla Terra dei Fuochi in Campania, la Valle Del Sacco nel Lazio, le aree petrolifere di Basilicata e Sicilia e il caso dei PFAS in Veneto e Piemonte, alla realizzazione di parchi eolici offshore in Sardegna, nel Canale Sicilia e in Adriatico per accelerare la diffusione delle rinnovabili.

 

rinnovabili PNRR Legambiente

 

Per poi passare alla delocalizzazione delle strutture dalle aree ad elevato rischio idrogeologico come nelle province di Crotone e Vibo Valentia in Calabria, di Messina in Sicilia e in Campania alla realizzazione di digestori anaerobici per il trattamento della frazione organica differenziata, con produzione di biometano e compost di qualità, per le aree metropolitane del Centro Sud: Roma, Napoli, Reggio Calabria, Bari, Catania, Palermo, Messina e Cagliari.

A partire da queste città, ogni provincia deve diventare autosufficiente negli impianti di riciclo che, oltre ad evitare costi, danni ambientali e rischi di smaltimento illegale del “turismo dei rifiuti”, permetterebbero la fertilizzazione del suolo e la decarbonizzazione dei trasporti.

“Ormai mancano 30 giorni alla scadenza fissata da Bruxelles per l’invio del PNRR –  ha dichiarato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – Dal nuovo Esecutivo guidato da Mario Draghi ci aspettiamo scelte coraggiose e radicali sui progetti da finanziare, puntando solo sulle tecnologie pulite per la produzione di energia rinnovabile, sull’idrogeno verde, sugli impianti di economia circolare, sulla mobilità a emissioni zero in città e sulle tratte extra urbane, sulla rigenerazione urbana, sull’agroecologia, sul turismo sostenibile e sulle aree protette. Solo così si potrà concretizzare la transizione ecologica di cui si parla da anni e proiettare davvero l’Italia al 2030 rendendola più verde, pulita e inclusiva”.

Digitalizzazione e infrastrutture ferroviarie

Tra le dieci opere faro, anche la ricostruzione e digitalizzazione con la banda ultra larga delle aree del cratere del terremoto del Centro Italia, la realizzazione di infrastrutture ferroviarie per la Calabria e la Sicilia che, al posto del Ponte sullo Stretto, necessitano di una rete di trasporto regionale per superare isolamento e disservizi e aumentare e diversificare i flussi turistici.

E infine la connessione ecologica, digitale e cicloturistica dell’Appennino e lo sviluppo del biologico e dell’agroecologia sulle montagne alpine e appenniniche e nelle aree rurali attraverso la creazione di biodistretti.

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