Ponte sullo Stretto di Messina, gli ambientalisti presentano un Contro-Dossier (Fonte: Kyoto Club)

Ponte sullo Stretto di Messina, gli ambientalisti presentano un Contro-Dossier (Fonte: Kyoto Club)

Kyoto Club, Legambiente e WWF contestano le conclusioni della Relazione del Gruppo di Lavoro (GdL) incaricato, a suo tempo, di valutare le alternative per l’attraversamento stabile dello Stretto di Messina dalla Ministra delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli. Tale relazione era stata poi trasmessa al Parlamento dal Ministro delle Infrastrutture e la Mobilità Sostenibile Enrico Giovanni il 7 maggio scorso.

“Una Relazione irricevibile perché viziata dalla esclusione pregiudiziale di una delle alternative (il miglioramento e potenziamento con soluzioni innovative del traghettamento) e perché mancante degli elementi di base essenziali – costi di realizzazione, manutenzione e gestione e valutazione degli impatti ambientali – per poter giustificare la scelta di ponte”, affermano gli ambientalisti nel loro Contro-Dossier dal titolo “La corretta valutazione delle alternative all’attraversamento stabile dello Stretto di Messina”.

Per questo chiedono che la Relazione venga rinviata al Ministero per le Infrastrutture e la Mobilità Sostenibile, perché si proceda ad un vaglio delle ipotesi più sostenibili e realizzabili dal punto di vista economico-finanziario, sociale e ambientale.

Ponte sullo Stretto di Messina, il parere degli ambientalisti

Nella Relazione del GdL incaricato dal MIMS – spiegano le associazioni – si ritiene non fattibili i progetti di tunnel, ma si accredita comunque due ipotesi: il ponte sospeso ad unica campata e quello a più campate con piloni in alveo, (la soluzione preferita dal gruppo di esperti) per l’attraversamento stabile dello Stretto di Messina.

“Ma – ricordano gli ambientalisti – il General Contractor Eurolink non ha mai prodotto gli approfondimenti tecnici ed economico- finanziari sul progetto del 2010 del ponte sospeso, che il Governo Monti aveva richiesto entro l’1 marzo 2013, progetto che non ha mai superato la fase di conclusiva di valutazione di impatto ambientale. Mentre il ponte a più campate è solo una mera ipotesi del GdL, senza nemmeno uno studio di fattibilità”.

Le associazioni ambientaliste contestano, poi, che nella Relazione del GdL manchino aspetti indispensabili per poter valutare la necessità di un’opera pubblica, quali i costi di realizzazione, manutenzione e gestione delle due ipotesi di attraversamento stabile che vengono accreditate.

 

Stretto di Messina

 

Inoltre definiscono “assolutamente superficiali” le descrizioni degli effetti sociali e territoriali  e “lacunose” le valutazioni  degli impatti sulle componenti ambientali, in un’area di grandissimo pregio che presenta una delle più alte concentrazioni di biodiversità al mondo, e  dove sono stati registrati i terremoti più devastanti avvenuti in Italia.

Le richieste delle associazioni

Per questi motivi le associazioni ritengono che sia necessario considerare e sviluppare l’alternativa progettuale costituita dal traghettamento, e procedere, eventualmente, a valutare le diverse ipotesi tecniche indicendo una gara europea, basata su chiari parametri di trasparenza e indipendenza, per evitare ogni conflitto di interesse.

Nel Contro-Dossier delle associazioni, che in questi giorni viene distribuito alle Commissioni parlamentari competenti e inviato al Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, Enrico  Giovannini, al Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani e al Ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco, si chiede di “sviluppare l’alternativa progettuale costituita dal miglioramento e potenziamento del traghettamento con soluzioni innovative, e, quindi, degli interventi sul sistema infrastrutturale e logistico per favorire l’instradamento dei treni, l’accessibilità degli autoveicoli, ed il miglioramento dei servizi quotidiani dei pendolari nell’area dello Stretto”.

“È quella del traghettamento l’alternativa migliore dal punto di vista economico-finanziario, sociale e ambientale – affermano le associazioni – che assicura già oggi, senza ulteriori impatti, tempi di attraversamento di 20-35 minuti con corse per le persone con le auto al seguito, che avvengono con una frequenza di 40 minuti o 1 ora, a seconda delle compagnie di navigazione, e con tempi per il traghettamento dei treni che, con migliorie relative all’imbarco di convogli interi, possono essere portati da 1 ora e 10 a 40 minuti”

“Ma su cui occorre investire anche per la ricerca di soluzioni innovative – proseguono – con nuove tecnologie che riducano ulteriormente i tempi di percorrenza e migliorino i servizi nell’area dello Stretto”.

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