Sostenibilità, ASviS: “accelerare la transizione ecologica, senza lasciare indietro nessuno”

Sostenibilità, ASviS: “accelerare la transizione ecologica, senza lasciare indietro nessuno”

Presentato il Quaderno ASviS: “accelerare la transizione, senza lasciare indietro nessuno”

L’ASviS ha presentato il Quaderno ‘La transizione ecologica giusta’, dedicato alla giusta transizione verso fonti energetiche sostenibili e rinnovabili: “Serve più coraggio sul clima: trasformare i sussidi ambientalmente dannosi in opportunità per cambiare passo”

Ogni anno in Italia consumiamo 5,3 volte le risorse generate dal territorio nazionale, è quanto emerso oggi durante la presentazione del Quaderno ASviS ‘La transizione ecologica giusta’, durante l’evento centrale del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2022., che ha messo al centro il tema della giusta transizione verso fonti energetiche sostenibili e rinnovabili.

“Per invertire questa tendenza insostenibile bisogna potenziare ulteriormente l’economia circolare e ridurre la dipendenza dalle materie prime e il consumo di suolo“, ha affermato la Presidente dell’ASviS Marcella Mallen.

“La mancanza di una visione d’insieme della complessità della natura di cui facciamo parte e delle interazioni con il nostro sistema sociale ed economico ci porta a compiere diagnosi incomplete e approssimative, se non del tutto erronee, producendo di conseguenza scelte inadeguate. Ecco perché la transizione ecologica, per poter essere attuata, per definizione deve essere ‘giusta’ e deve passare da una trasformazione culturale, mobilitando quella massa critica necessaria ad accelerare un cambiamento del nostro modo di abitare la Terra”, ha concluso Mallen.

Sviluppo sostenibile e giusta transizione, i temi del Quaderno ASviS

“Il Quaderno ASviS sulla Transizione ecologica giusta – spiega l’Alleanza in una nota – abbraccia con una visione olistica le sfide dei 17 Goal dell’Agenda 2030 approvata nel 2015 dai 193 Stati dell’Onu e approfondisce il valore delle interdipendenze tra le dimensioni ambientale, sociale, economica e istituzionale dello sviluppo sostenibile, nel quadro dell’evoluzione verso un sistema capace di allineare il bene delle persone e delle comunità al bene dell’umanità intera, nel tempo. L’attuazione di tale processo passa dal rafforzamento del multilateralismo, ovvero dalla capacità delle istituzioni – locali, nazionali e sovranazionali, in primis dell’Unione Europea – di coordinarsi per assolvere alla loro funzione primaria di perseguire l’interesse comune”.

“Gli effetti sempre più dirompenti delle devastazioni ambientali e dei cambiamenti climatici, insieme alla crisi energetica, agli squilibri economico-finanziari e all’aumento delle disuguaglianze, particolarmente evidenti in Italia, ci confermano che gli allarmi lanciati dagli scienziati già 50 anni erano fondati – ha affermato il Presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini. – Siamo ormai consapevoli che il modello di sviluppo dominante negli ultimi decenni non funziona”.

Come spiegato nell’introduzione del Quaderno, “la transizione giusta non lascia nessuno indietro e si prende cura dei più deboli. Trova le misure necessarie per fare in modo che la transizione energetica sia soluzione per il contrasto alla povertà energetica. Riduce le diseguaglianze nel diritto alla salute, anche rispetto alla diversa esposizione all’inquinamento, attraverso la rigenerazione dei territori. Richiede la più ampia partecipazione perché deve essere pianificata e attuata con il contributo della società civile, valorizzando le capacità creative dei giovani, il ruolo delle donne, le esperienze degli anziani, le diversità, nell’ottica culturale sintetizzata dal motto europeo “uniti nella diversità”. Costruisce il dialogo tra cittadine e cittadini, istituzioni, imprese, scuola, università e ricerca per individuare le migliori soluzioni, trasformando le attività produttive e il sistema economico nel motore della transizione”.

L’economia dunque, secondo l’ASviS, “deve tornare a essere uno strumento: il mezzo principale per accelerare la transizione, per servire l’interesse collettivo, per guardare oltre all’orizzonte dell’individuo e abbracciare una visione d’insieme del benessere umano nel tempo”.


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