Le proposte di Legambiente per un Servizio Idrico Integrato sostenibile

Le proposte di Legambiente per un Servizio Idrico Integrato sostenibile

In Italia oltre il 36% dell’acqua potabile non arriva ai rubinetti, mentre in 18 città la metà dell’acqua immessa nelle condutture viene dispersa. Sono i dati relativi ai capoluoghi di provincia (2018) diffusi da Legambiente, che ha lanciato oggi alcune proposte da mettere al centro del confronto sul Servizio Idrico Integrato, affinché la risorsa idrica diventi uno dei pilastri del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

“Nella discussione sul Recovery plan italiano –  dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – si continua a parlare di progetti lontani dai bisogni dell’Italia, ma non si mettono in programma gli interventi realmente utili come i depuratori, gli acquedotti o le reti fognarie. Un Servizio Idrico Integrato sostenibile è centrale per andare nella direzione prevista dalle direttive comunitarie, in termini di disponibilità dell’acqua per le persone, di tutela della risorsa idrica e per un’efficace politica di adattamento al cambiamento climatico a partire dalle città”.

Servizio idrico Integrato, Legambiente: servono innovazione e investimenti

Legambiente propone, in primo luogo di ammodernare la rete di distribuzione dell’acqua potabile, che permetta non solo di ridurre le perdite di rete, e quindi gli sprechi, ma anche di diminuire i volumi prelevati all’origine.

Secondo l’associazione occorre, inoltre, porre fine alla cronica emergenza depurativa in Italia, per la quale – ricorda Legambiente – “l’Italia è già stata condannata dall’Unione europea a pagare 25 milioni di euro, cui se ne aggiungono altri 30 ogni semestre di ritardo nella messa a norma degli impianti, a causa delle procedure d’infrazione aperte nei nostri confronti dall’Ue”.

 

Servizio Idrico Integrato sostenibile
Servizio Idrico Integrato sostenibile

E ancora, separare le reti fognarie, tra acque di scarico e meteoriche: occorre, quindi, non solo completare il sistema di raccolta degli scarichi urbani, ma anche realizzare interventi volti alla separazione delle acque industriali e di prima pioggia.

Quarta proposta, prevedere investimenti sulla ricerca e lo sviluppo di sistemi e impianti innovativi, a partire dai digestori anaerobici per il trattamento dei fanghi e la produzione di biometano.

Legambiente propone, inoltre, di introdurre delle misure per lariqualificazione idrica” degli edifici e degli spazi urbani nei meccanismi di incentivazione e defiscalizzazione, così come avviene per gli interventi di efficientamento energetico.

E, infine, rafforzare la rete dei controlli ambientali con l’approvazione dei decreti attuativi previsti dalla legge 132 del 2016.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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