ALIMENTAZIONE MDC Marche: premiate le buone pratiche dell’agroalimentare regionale
Sono il Consorzio produttori "Oliva ascolana del Piceno Dop" e il centro "Terra d’Incontro" della Cooperativa "La Fraternità" le due realtà che si sono aggiudicate il premio "Le buone pratiche dell’agroalimentare marchigiano", conferito oggi presso la sede della Regione Marche a conclusione del progetto "Le Marche a Tavola 2010" ideato dal Movimento Difesa del Cittadino Marche e cofinanziato dalla Regione. Parole chiave dell’iniziativa: qualità, tipicità e utilità sociale.
"A conquistare la giuria – informa una nota stampa – sono state la qualità e la tipicità della neofita Dop "Oliva ascolana del Piceno", una realtà di nicchia in grado però di offrire al consumatore un prodotto espressione della tradizione rurale e gastronomica locale, tutelato contro le scadenti imitazioni grazie alla tenacia di pochi. Ad oggi si contano nelle Marche solo 18 olivicoltori riconosciuti per un totale di 6.015 piante censite e oltre 152 quintali di oliva verde conferita dai produttori ai trasformatori di oliva in salamoia. Testimonianza di come il lavoro agricolo non si esaurisca in attività di produzione e offerta è l’esperienza del Centro "Terra d’Incontro" di Montecassiano, emanazione della cooperativa sociale "La Fraternità". Si tratta di un centro educativo agricolo per persone svantaggiate che produce frutta e verdura biologica, acquistata da mense scolastiche e gruppi di acquisto solidale, con l’obiettivo di valorizzare la terra quale strumento di educazione al lavoro per i ragazzi svantaggiati ma anche per la società che impara ad accogliere il loro lavoro".
Commenta il presidente MDC Marche Micaela Girardi: " Sono state premiate due realtà virtuose dell’agroalimentare marchigiano molto diverse ma accomunate dalla esigenza di maggiore conoscenza da parte dei consumatori: la toccante esperienza del Centro Terra d’Incontro di cui è portatore Denis Marini a Montecassiano vuole contare su continuità di ordinativi per accogliere un numero più alto di ragazzi svantaggiati. L’iscrizione nel registro DOP per l’oliva ascolana è il risultato virtuoso di una scelta molto impegnativa che è ancora poco conosciuta dai marchigiani. Una maggiore consapevolezza del consumatore può far crescere la produzione locale di alta qualità, ma per ottenere ciò serve un impegno più forte delle istituzioni".

