Dalla Banca Centrale Europea arriva un nuovo taglio sui tassi di interesse dell’area euro. Oggi il Consiglio direttivo dell’istituto centrale di Francoforte ha deciso di tagliare di un quarto di punto il tasso di riferimento principale, portandolo all’1% dal 13 maggio 2009. Un taglio di mezzo punto percentuale per il tasso di interesse marginale, che si attesta sull’1,75%, mentre resta invariato il tasso di interesse sui depositi, allo 0,25%.

La decisione di oggi porta il costo del denaro al minimo storico dal 1999, da quando cioè la Bce ha iniziato a gestire la politica monetaria. Il differenziale tra il costo del denaro negli Stati Uniti e quello nell’Eurozona si attesta sull’1%, tenuto conto che la Fed ha praticamente azzerato il tasso sul Fed Funds, fissando un range compreso tra 0 e 0,25%.

Secondo Adiconsum il taglio degli interessi produrrà "un risparmio per le famiglie di qualche decina di euro sulle rate mensili dei mutui, un piccolo aiuto dati i tempi di crisi da non sottovalutare. Perché questo accada – scrive l’Associazione dei consumatori in una nota – è indispensabile, però, che le banche seguano il comportamento della BCE e adeguino al più presto le rate al nuovo tasso e non continuino ad aumentare lo spread, vanificando così da decisione della BCE". Ad avviso di Adiconsum, non è più possibile che i tassi applicati dalle banche rimangano costanti, nonostante la discesa dei tassi Euribor e BCE.

"Finalmente, dopo mesi che lo chiedevamo, Trichet si è deciso a tagliare i tassi, portandoli all’1%. – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presiedenti di Federconsumatori ed Adusbef – Ora, però, bisognerà prestare la massima attenzione e vigilare affinché non siano le banche ad incassare questa riduzione del costo del denaro, ma siano le famiglie indebitate a beneficiare di alleggerimenti delle proprie rate dei mutui a tassi variabili, che si dovrebbero ridurre ulteriormente di 14-15 € al mese. Ma la riduzione non dovrebbe interessare solo le rate dei mutui, ma anche gli interessi sui prestiti che continuano ad essere ancora troppo elevati, e che, per quanto riguarda la cessione del quinto e le carte revolving, raggiungono anche il 20%, valore che potremmo definire in campo usurario".

"La nostre associazioni – aggiungono Adusbef e Federconsumatori – provvederanno, attraverso un monitoraggio negli sportelli, ad accertarsi che tutti i benefici non vadano solo alle banche, affiancando e vigilando sul ruolo di controllore della Banca d’Italia. C’è un altro aspetto, inoltre, che non va sottovalutato: la riduzione del costo del denaro alleggerirà l’esposizione economica di Governo, istituzioni ed imprese. Grazie a questo sollievo ci sarà spazio, quindi, per detassare i redditi delle famiglie a reddito fisso, lavoratori e pensionati. È questa infatti un’operazione indispensabile per rilanciare i consumi e l’intera economia, che di certo non si potranno risollevare solo grazie a manovre marginali quali Social Card e Bonus Famiglia".

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