EDITORIALE. L’elettore-principe si riprende lo scettro, di A. Longo
C’è una lezione che le forze politiche di maggioranza e opposizione dovrebbero apprendere dalle elezioni di Milano e Napoli: i cittadini hanno deciso di riprendersi il diritto di scegliere chi li deve governare. Pisapia e De Magistris erano due outsider a cui nessuno, un mese fa, avrebbe riconosciuto la possibilità di diventare sindaco delle due metropoli. Vincono con grande distacco rispetto agli avversari, sostenuti da partiti che governano il paese e molte regioni, tra cui anche Lombardia e Campania. Ma vincono anche rispetto ai loro concorrenti interni di coalizione, perché Pisapia ha avuto la meglio sul candidato del PD alle primarie e De Magistris addirittura non ha voluto neppure l’apparentamento per il secondo turno con i partiti del Centrosinistra. Il tempo ci dirà se questa tendenza avrà ripercussioni importanti anche a livello politico nel paese ma intanto una cosa la possiamo dire con certezza: è finito il tempo dei parlamentari "scelti" dalle Segreterie nazionali o peggio personalmente dal padre-padrone della maggioranza di governo.
E’ tempo di riflessione per tutti, di conseguenze da trarre in termini di leggi elettorali, scelte dei candidati e programmi. Il cittadino-elettore vuole contare di nuovo, vuole scegliere e se non glielo permettono punta su forti personalità che si propongono quasi come "indipendenti" dai partiti o dalle coalizioni di riferimento. Qualcuno potrebbe concludere che in fondo è sempre una manifestazione di quel protagonismo e leaderismo che Berlusconi ha incarnato come nessun altro nella storia italiana e forse europea. Ma si tratta di personaggi ben diversi, che hanno fatto proprio della "normalità", della legalità, dell’attenzione ai problemi e non alle battaglie ideologiche, su cui Berlusconi ha costruito invece il suo quindicennio di potere quasi indiscusso, la cifra della loro proposta politica e della loro candidatura.
E un’altra differenza importante c’è tra i due schieramenti: per il centrodestra i candidati li ha scelti personalmente Berlusconi; il centrosinistra ha voluto e realizzato le primarie, riconoscendo ai cittadini il diritto di scegliere.
E’ un giorno importante: l’elettore-principe si è ripreso lo scettro.
di Antonio Longo

