I cittadini denunciano crescenti difficoltà nel campo della salute mentale. E all’orizzonte c’è la prospettiva di un Trattamento Sanitario Obbligatorio Prolungato, previsto da un recente ddl, che durerebbe fino a sei mesi. È quanto denuncia Francesca Moccia, coordinatrice nazionale Tribunale per i diritti del malato. Si tratta di un tema che emerge dallo stesso Pit Salute: "Il senso di abbandono delle famiglie, la scarsità di servizi a disposizione, l’aumento dei Trattamenti Sanitari Obbligatori (TSO) e degli strumenti di contenzione evidenziano una carenza di applicazione di psicoterapie che rispettino le persone e che aiutino malati e famiglie nell’inserimento sociale e lavorativo".

Sullo sfondo c’è il disegno di legge Ciccioli e altri, che prevede il prolungamento del TSO fino a sei mesi, prolungabili di altri sei mesi. Commenta Francesca Moccia: "Già da un paio di edizioni del rapporto – racconta Moccia – le segnalazioni nell’ambito della salute mentale sono cresciute. È un campanello d’allarme, l’abbiamo notato già un anno fa, anche se è un problema che ci portiamo dietro da diversi anni. Il taglio dei servizi ha ridotto i servizi proprio per queste categorie di persone. Uno dei problemi che denunciano le famiglie è il senso di abbandono: non sanno a chi rivolgersi. Un altro problema rilevante è quello della contenzione: le famiglie denunciano metodi "forti" che non sono assolutamente adeguati".

"Ci preoccupa – continua Moccia – il disegno di legge in discussione su questo argomento, che invece prevede proprio un rafforzamento dei ricoveri nell’ambito della salute mentale piuttosto di una linea di altro tipo che prediliga un approccio differente, che mira all’inserimento nel mondo del lavoro, all’inserimento sociale, o un approccio psicoterapeutico sicuramente più lungo ma più fruttuoso. Il ddl Ciccioli e altri prevede la novità del TSO-P, il TSO Prolungato: dura sei mesi ed è rinnovabile per altri sei mesi. C’è dunque un rafforzamento di questa forma di trattamento – lo dice la parola stessa "trattamento sanitario obbligatorio" – che non lascia spazio a nessuna discussione, a nessun approccio basato sul consenso. Noi invece prediligiamo – conclude Moccia – anche nel campo della salute mentale una forma di accesso ai servizi e alle cure basata comunque sul rapporto dignitoso fra il medico e il paziente. E nella salute mentale questo è ancor più evidente. Adesso invece il TSO dura sette giorni".

 

di Sabrina Bergamini

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