Livia Zollo, Direttrice UNC: “Il nostro nuovo impegno parte dal digitale e dalla diversità di genere” (Foto Pixabay)

È tempo di cambiamenti per l’Unione Nazionale Consumatori, che apre alla modernità nel suo statuto e vi porta temi nuovi come il digitale. Una fra le novità emerse dall’Assemblea generale di ieri, e non di poco conto, sono le nuove cariche sociali. Abbiamo intervistato Livia Zollo, appena diventata Direttrice dell’Unione Nazionale Consumatori.

Cosa è emerso dall’Assemblea UNC? Apre lo statuto alla modernità con nuovi termini e nuovi temi come il digitale, la sostenibilità, l’intelligenza artificiale e un linguaggio inclusivo che parla anche alle consumatrici… In che modo questi temi e queste parole entrano nella vostra azione? E cosa ne deriverà?

L’Unione è la più antica associazione di consumatori e consumatrici in Italia e ciò che ha permesso, dopo quasi 70 anni, di essere ancora incisivi sulla tutela dei diritti è l’attenzione ai continui cambiamenti della società. Dall’Assemblea UNC è emerso un grande impegno nell’apertura dello statuto alla modernità partendo da un linguaggio più inclusivo che tiene conto non solo dei consumatori ma anche delle consumatrici.

Questi temi e queste parole entrano nella nostra azione in diversi modi. Ad esempio, ci impegniamo a utilizzare le nuove tecnologie digitali per migliorare l’esperienza di iscrizione e assistenza di chi si iscrive all’UNC per comunicare in modo più efficace con loro; promuoviamo tra le imprese un dialogo sulla centralità del consumatore e consumatrice in un’ottica di sostenibilità e di etica d’impresa. Inoltre teniamo conto dei suggerimenti e delle opinioni e influencer del nostro settore con occhio attento alle piattaforme e social media per capire meglio anche le tendenze di consumo, le nuove forme di aggregazione e comunicazione adattando le nostre attività progettuali (sia a livello europeo che nazionale) proprio per raggiungere target di diverse generazioni da rendere maggiormente consapevoli in tema di consumi.

Infine, in qualità di divulgatori di informazioni preziose per le esperienze di acquisto e fruizione di servizi, ci impegniamo ad avviare l’ utilizzo di un linguaggio inclusivo che rispecchi la diversità per utenti. Questo ci permetterà anche di comunicare in modo più efficace e di creare legami più soldi con il nostro pubblico.

Cosa significa in concreto innovare e agire su questi argomenti?

Innovare significa introdurre nuove idee e metterle in pratica per creare cambiamenti positivi. Riuscirci per i diritti implica quindi un impegno concreto e tangibile per garantire che i consumatori siano trattati con equità, rispetto e trasparenza da parte delle imprese. Lavorare nel no profit permette di contribuire a queste sfide con approccio proattivo e creativo coinvolgendo diverse competenze e professionalità al pari di tanti altri settori organizzativi maggiormente strutturati. Anzi le nuove professionalità emergono dal nostro settore ma si formano molto sul campo mentre  introdurre nei percorsi formativi l’ora di “diritto dei consumi” darebbe una bella spinta al consumerismo, inoltre si diventa consumatori e consumatrici in età sempre più precoce ma senza una adeguata consapevolezza dei propri diritti.

Quali sono secondo lei le sfide principali dei consumatori in questi anni – penso ad esempio all’intelligenza artificiale, appena regolamentata in Europa – e nel prossimo futuro?

Credo che affronteremo diversi cambiamenti che riguardano:

Privacy e sicurezza dei dati: con la diffusione sempre maggiore dell’intelligenza artificiale, algoritmi predittivi dovremmo fare i conti con la tutela dei propri dati sensibili (penso all’impatto dei dati sullo stato di salute, stato economico, etc.).

Disinformazione e fake news: con la crescita dei social media e delle piattaforme online, siamo esposti sempre di più a notizie/recensioni false e manipolazioni dell’informazione. Questo potrebbe portare a una diffusione di disinformazione e a una perdita di fiducia.

Impatto delle tecnologie: l’uso intensivo e la crescente dipendenza dalle tecnologie digitali potrebbe avere un impatto significativo sull’ambiente e sui comportamenti delle persone, ad esempio in termini di consumo energetico e di produzione di rifiuti elettronici. Chi consuma dovrà prestare attenzione a queste questioni e cercare di adottare comportamenti più sostenibili.

La nostra sfida soprattutto sta nel favorire la comprensione circa le opportunità e i rischi di tutto ciò che di nuovo sarà introdotto nel quotidiano senza cadere in facili demonizzazioni.

Cambiano le cariche sociali e lei è diventata Direttrice. Ci parla di questa novità?

Beh intanto per la prima volta l’Unione ha una vicepresidente donna …è un onore per me e non sarò l’ultima!!!! Pensiamo al dopo di noi per il bene dell’associazione e da oggi, da Statuto, l’impegno è garantire la diversità di genere nelle figure apicali! Essere stata promossa anche a Direttrice è per me una grande soddisfazione e un’importante responsabilità.

Il mio ruolo principale è quello di guidare e coordinare le attività dell’Unione, cercando di ottimizzare i processi e garantire il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Lavoro da tanto nel no profit (un ambito normato da poco seppur con tanta burocrazia e con tante complessità), devo essere in grado di lavorare a stretto contatto con il team per assicurarmi che tutti siano motivati verso gli stessi obiettivi partendo da un allineamento dei valori dell’Unione! Questo nuovo ruolo mi dà la possibilità di mettere in pratica le mie competenze di coach e di leadership, e di contribuire in maniera più significativa alla crescita dell’Unione. Ci tengo a dire che questo nuovo ruolo mi è stato proposto con una specifica missione: favorire il benessere organizzativo dando valore alle competenze di chi contribuisce alla crescita e sviluppo dell’Unione Nazionale Consumatori. Per affrontare le nuove sfide e dare voce ai diritti non basta l’attitudine ad attivare relazione di aiuto (un fine nobile e che contraddistingue chi sceglie di lavorare nel terzo settore) ma per essere incisivi è necessario formarsi e saper lavorare in team con competenze specifiche. Attualmente il team del nazionale è composto al 90% da donne …. insomma sono avvantaggiata e ho anche una grande stima di Massimiliano Dona e Marco Vignola…la nostra forza è l’Unione!


Vuoi ricevere altri aggiornamenti su questi temi?
Iscriviti alla newsletter!



Dopo aver inviato il modulo, controlla la tua casella per confermare l'iscrizione
Privacy Policy

Parliamone ;-)