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Vaccino anti-Covid, disabili e malati rari

Le persone con disabilità grave avranno priorità nelle vaccinazioni anti-Covid. È quanto garantisce una lettera di risposta che il Ministero della Salute ha inviato alle associazioni Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) e Fand (Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilità). Il Ministero garantisce la priorità nazionale per i disabili ai sensi della legge 104.

Disabilità e vaccino anti-Covid, le denunce della Fish

Negli ultimi mesi più volte la Fish aveva lanciato l’allarme sul fatto che molte delle persone con disabilità rischiavano di rimanere fuori dalle previsioni contenute nel piano vaccinale che era stato aggiornato il 3 febbraio.

La maggior parte delle persone con disabilità rischiavano l’esclusione dalle prime fasi delle vaccinazioni, «ossia la buona parte di coloro che non sono ricoverati nelle residenze sanitarie assistenziali (Rsa) o nelle residenze sanitarie per disabili (Rsd)». Proprio le persone che «a prescindere dalla loro condizione di salute sono tra le più a rischio di essere contagiate e al tempo stesso di contagiarne altre; data l’impossibilità, appunto, di assicurare il distanziamento fisico», spiegava la Federazione.

 

caregiver

 

Il Ministero della Salute: priorità ai disabili gravi

Nella lettera inviata l’8 marzo, il Ministero della Salute precisa che «una volta completata la vaccinazione del personale sanitario, del personale operante e degli ospiti nelle strutture residenziali assistite e delle persone con età superiore agli 80 anni, nell’ottica di rispetto di principi di equità e di protezione della fragilità, si procederà a dare priorità ad alcune categorie di cittadini affetti da specifiche patologie valutate come particolarmente critiche».

Fra essi, prosegue la lettera, rientrano le persone affette da sindrome di Down e «soggetti affetti da disabilità fisica, sensoriale, intellettiva, psichica corrispondenti ai portatori di handicap gravi ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104». Secondo la legge, infatti, «le situazioni riconosciute di gravità determinano priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici».

Anche la ministra per le disabilità Erika Stefani ha assicurato: «Verranno aggiornate le Raccomandazioni che stabiliscono le priorità nell’accesso ai vaccini, e saranno esplicitate, tra le categorie con accesso prioritario, quelle delle persone con disabilità grave riconosciute ai sensi dell’art. 3 comma 3 della Legge 104.» Così la ministra ha annunciato l’aggiornamento delle raccomandazioni del Ministero della Salute che stabiliscono le priorità nell’accesso alle vaccinazioni anti Covid-19 per includere anche le persone con disabilità grave.

La Fish chiede chiarezza alle Regioni

La Fish chiede ora alle Regioni di adeguarsi alle disposizioni del Ministero, perché le vaccinazioni stanno procedendo in ordine sparso. La Federazione solleva il tema della gestione regionale delle vaccinazioni, che seguono spesso una differenziazione per patologie. Il risultato rischia di essere una triste “guerra tra poveri”.

«Basti pensare all’esempio di alcune regioni, dove si riconoscono come persone che hanno la priorità nella vaccinazione soltanto quelli affetti da disabilità gravissime, che versano, cioè, in uno stato di coma, vegetativo, che siano dipendenti da ventilazione meccanica assistita che, in altre parole, siano in condizione di dipendenza vitale che necessiti di assistenza continuativa e monitoraggio 24 ore su 24, 7 giorni su 7».

 

vaccino malattie rare
Omar. Osservatorio malattie rare

 

Vaccino, malati rari e persone fragili

A sollevare il tema della vaccinazione di tutti i disabili, delle persone fragili e dei caregiver è anche Omar, l’Osservatorio Malattie Rare, che si chiede: anche in disabili che non rientrano nella condizione di gravità ai sensi della legge 104 verranno vaccinati in via prioritaria?

«Oltre al mancato inserimento di tutte le persone con disabilità e, più in generale, di tutte le persone con malattia rara nelle categorie prioritarie del piano vaccinale, vi è una grande confusione anche nella gestione delle campagne vaccinali nelle varie Regioni italiane – spiegano dall’Osservatorio – Le procedure che ciascuna Regione sta mettendo in atto nelle vaccinazioni rischia infatti di creare, come in alcuni casi sta già succedendo, una differenziazione delle patologie che non tiene conto delle reali fragilità dei pazienti, garantendo in tal modo la priorità nella somministrazione del vaccino solo ad alcune categorie vulnerabili e non a tutte le categorie vulnerabili».

 

 

L’appello: vaccinare tutte le persone fragili

Un appello promosso dall’Intergruppo Parlamentare Malattie Rare ha chiesto di inserire tutte le persone con disabilità nelle categorie prioritarie del piano vaccinale, in un’ottica di tutela di tutte le categorie a rischio e fragili, malati cronici e rari. L’appello ha raccolto consensi anche al di fuori del mondo delle malattie rare – è stato firmato ad esempio da Cittadinanzattiva.

Ora l’Osservatorio ha messo online una sezione dedicata alle vaccinazioni con un focus dedicato alle persone con malattie rare, disabilità e i loro caregiver. A questo link ci sono tutte le informazioni sulla campagna vaccinale rese pubbliche dalle Regioni, comprese le date di vaccinazione previste e le modalità di prenotazione regione per regione.

La vaccinazione dei caregiver

Un tema, che è stato finora trascurato, è poi l’importanza di vaccinare i caregiver delle persone fragili.  

«Bisogna ricordare che chi è minore di 16 anni non può vaccinarsi, ma che tantissime malattie rare sono pediatriche – ha detto qualche giorno fa Monica Bertoletti, Amministratrice AIBWS ODV-Associazione Italiana Sindrome di Beckwith-Wiedemann, una delle Associazioni dell’Alleanza Malattie Rare – Noi mamme e caregiver dobbiamo uscire per lavorare, o per fare la spesa, o per andare a prendere i farmaci per i nostri figli, non possiamo rischiare di trasmettere loro il contagio. Ma la necessità di vaccinare i caregiver viene anche da altro, cosa succede alle persone che assistiamo se improvvisamente ci ammaliamo, se siamo costrette a interrompere ogni contatto fisico, impossibile da eliminare nel lavoro di cura?».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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