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Gli effetti economici della pandemia sulle famiglie, dossier Bankitalia

Contrazione dei redditi, flessione dei consumi, difficoltà nel pagare rate, bollette e affitti. L’effetto della pandemia sulle famiglie italiane nel 2020 è quello di un generale impoverimento, contrazione dei redditi e dei consumi, presenti e anche futuri.

La Banca d’Italia ha pubblicato i “Principali risultati della terza edizione dell’Indagine Straordinaria sulle Famiglie italiane nel 2020“. L’indagine sulle famiglie italiane, terza edizione, è stata fatta alla fine di novembre 2020 per raccogliere informazioni sugli effetti dell’epidemia di Covid-19 sulla situazione economica e sulle aspettative delle famiglie.

Durante la seconda ondata pandemica, scrive la Banca d’Italia, le condizioni economiche attuali e prospettiche sono peggiorate rispetto all’estate ma si sono mantenute meno negative di quelle riportate nella prima ondata.

«Un terzo delle famiglie ha riferito di aver subito una riduzione del reddito nel 2020; tra queste, solo un quinto ne prefigura una ripresa nel corso del 2021. Rispetto a prima della pandemia, le famiglie hanno riportato di aver ridotto la frequenza delle spese per alcuni servizi, a causa sia delle minori disponibilità economiche sia della paura del contagio, che ha continuato a scoraggiare queste tipologie di consumi; la flessione ha interessato in misura maggiore le regioni più esposte all’emergenza sanitaria».

 

famiglia

 

Pandemia e reddito delle famiglie nel 2020

Il 20 per cento dei nuclei familiari si attende nel 2021 un reddito inferiore a quello percepito nel 2020. Questa percentuale, spiega Bankitalia, raddoppia tra le famiglie che dichiarano di aver già subito una riduzione del reddito nel 2020. Soltanto un quinto ne prefigura una ripresa.

La pandemia ha colpito maggiormente le famiglie dei lavoratori autonomi e dei disoccupati: oltre la metà ha riferito una diminuzione delle entrate nel corso del 2020.

L’impatto economico della pandemia comprende la difficoltà di pagare rate e bollette.

«Quasi il 40 per cento degli affittuari e oltre il 30 per cento delle famiglie indebitate hanno dichiarato di avere difficoltà nel sostenere il pagamento dell’affitto o delle rate del debito – prosegue l’indagine –A partire dall’inizio dell’epidemia, circa il 15 per cento delle famiglie ha richiesto o ha preso in considerazione la possibilità di richiedere un prestito a una banca o a una società finanziaria, indicando come motivazione principale la necessità di disporre di liquidità e di finanziare le spese correnti».

Oltre la metà degli italiani vive in famiglie che non hanno risorse finanziarie sufficienti per mantenere uno standard minimo di vita di tre mesi senza entrate. Più di un quinto delle persone si trova in questa condizione e in più vive un calo di reddito familiare.

Le conseguenze della pandemia sui comportamenti di consumo

Le conseguenze dell’emergenza sanitaria si fanno sentire anche sui consumi.

«La spesa effettuata in novembre per abbigliamento, alberghi, bar e ristoranti è inferiore al periodo precedente la pandemia per circa l’80 per cento delle famiglie; quella in servizi di cura della persona per circa due terzi di esse. La flessione dell’insieme di queste voci di consumo ha interessato in misura maggiore le regioni che al momento della rilevazione erano in zona rossa e arancione».

Poco meno di un terzo delle famiglie italiane pensa di ridurre i consumi per alimentari, abbigliamento e calzature e beni e servizi per la casa nei primi mesi del 2021. Fra questi, la metà indica una riduzione di spesa inferiore al 20 per cento, poco meno di un terzo pensa a una flessione superiore al 30 per cento.

Codacons: si rischia nuova ondata di povertà

Per il Codacons i dati di Bankitalia confermano il generale impoverimento delle famiglie.

«La riduzione del reddito delle famiglie dimostra in modo lampante come le misure di sostegno messe in campo dal Governo non siano state sufficienti – dice il presidente Carlo Rienzi – Milioni di nuclei sono in difficoltà col pagamento di affitti, rate e bollette, e il rischio concreto è quello di una nuova ondata di povertà in Italia nel corso del 2021. La riduzione del reddito, poi, avrà effetti a lungo termine per i consumi, con ripercussioni negative a catena per commercio e industria».

L’associazione chiede al Governo «di intervenire non con bonus a pioggia, ma con misure strutturali, partendo dalla detassazione di beni e servizi essenziali come bollette di luce e gas, alimentari e carburanti, in modo da alleggerire la spesa delle famiglie, e prorogare il blocco dei licenziamenti per tutto il 2021».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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