Osservatorio indifesa: 61% dei giovani vittima di bullismo o cyberbullismo

Polizia Postale: aumentano i minori vittima di reati online

Nella Giornata nazionale contro la pedofilia, che ricorre oggi, la Polizia Postale e delle Comunicazioni diffonde dati allarmanti sull’aumento dei reati online contro bambini e adolescenti.

Nel 2020 aumentano del 77% i casi di reati contro minori e adolescenti, dalla pedopornografia all’adescamento online, dal cyberbullismo al revenge porn alle truffe. Aumentano del 96% le denunce di cyberbullismo. In cinque anni, poi, aumenta in modo vertiginoso anche il numero dei minori denunciati per aver commesso reati online.

Con la pandemia c’è un boom di minori vittime di reati online. E la tendenza del 2021 non lascia intuire nessun cambio di marcia.

 

stop al bullismo
Oggi la Giornata contro bullismo e cyberbullismo

 

2020, aumentano i reati online contro i minori

L’analisi della Polizia Postale parte dallo stravolgimento anche tecnologico portato dalla pandemia e dall’accelerazione nell’uso delle nuove tecnologie da parte dei minori – per la scuola, per mantenere i contatti con amici e nonni.

«Dalla scuola dell’infanzia fino all’università, ogni studente ha intensificato la relazione con smartphone, tablet e pc per poter riconquistare un po’ di normalità e le lunghe giornate isolati, in casa, hanno inoltre reso più indulgenti i genitori dei più piccoli nel limitare e controllare l’uso di consolle, social network, app e videogiochi – scrive la Polizia Postale – Il bilancio di questa accelerazione dei processi di integrazione tra infanzia, adolescenza e internet presenta anche profili decisamente preoccupanti».

Nel 2020, la Polizia Postale e delle Comunicazioni denuncia un complessivo incremento pari al 77% dei casi in cui sono stati compiuti reati online in danno di bambini e ragazzi: pedopornografia, adescamento online e cyberbullismo ma anche estorsioni sessuali, revenge porn e truffe sono fra i tipi di aggressioni rivolte ai più piccoli in rete.

Il Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online ha potuto rilevare che sono i reati di sfruttamento sessuale dei minori realizzati tramite social network, circuiti di file sharing, darknet ad aumentare di più. La partecipazione dei giovani online in tanti aspetti della vita di relazione attrae l’attenzione di criminali adulti e fa aumentare la circolazione di immagini pedopornografiche: nel 2020 i casi trattati sono aumentati del 132% e gli abusanti indagati del 90%.

 

ragazzino con smartphone
Bambini iperconnessi e rischio di adescamento online

 

 

Pedopornografia, adescamento e cyberbullismo

«Nel 2021, il trend in crescita non accenna a dare tregua – prosegue la Polizia Postale – e travolge bambini sempre più fragili per età: solo nel primo quadrimestre del 2021, si verificano incrementi pari al 70% dei casi trattati per reati connessi con la pedopornografia e l’adescamento online rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Bambini piccolissimi di età compresa tra 0 e 9 anni vengono agganciati sui social, sulle app di gioco e condotti in relazioni tecnomediate di tipo abusante da adulti senza scrupoli; solo nei primi 4 mesi di quest’anno 52 casi a fronte dei 41 dell’intero anno precedente».

Aumenta anche il cyberbullismo e coinvolge bambini sempre più piccoli. Il cyberbullismo registra un incremento dei casi di denunce pari al 96%. Si conferma anche il coinvolgimento di bambini sempre più piccoli. Nei primi quattro mesi dell’anno sono già 77 le denunce che riguardano bambini sotto i 13 anni contro i 34 casi del primo quadrimestre del 2020.

 

Minori denunciati per reati online

Un altro dato inquietante dato dalla Polizia Postale è l’aumento dei minori in veste non di vittima, ma denunciati per reato o condotte gravi e lesive.

«Negli ultimi 5 anni il numero complessivo dei minori denunciati per aver commesso reati online è cresciuto ad un ritmo vertiginoso, con un incremento pari al 213%. Ragazzi sempre più giovani che sono accusati di reati sempre più infamanti: adolescenti che fanno circolare immagini sessuali di ex-fidanzatine, si scambiano file pornografici e immagini di abusi sessuali di minori, insultano e denigrano compagni e conoscenti. Negli ultimi 5 anni, l’età media dei ragazzi accusati di reati gravi come la pedopornografia si è abbassata di un punto, passando dai 16 ai 15 anni del 2020 ed è in crescita l’interessamento di ragazzi anche non ancora imputabili. Nel 91% dei casi sono maschi che contribuiscono a far circolare materiale pedopornografico e che entrano nel circuito penale minorile con un’etichetta grave ma di difficile inquadramento rispetto a livelli di consapevolezza spesso labili e condizionati dall’impulsività del gesto cibernetico».

Scrive per noi

Redazione
Redazione
Helpconsumatori è la prima e unica agenzia quotidiana d’informazione sui diritti dei cittadini-consumatori e sull’associazionismo organizzato che li tutela.

Parliamone ;-)