Contact tracing, Parlamento UE: garantire privacy

Contact tracing, Parlamento UE: garantire privacy

Anche a Bruxelles si discute sull’uso delle applicazioni per tracciare i contagi di Covid-19, con particolare riguardo agli aspetti legati alla privacy, argomento dibattuto anche in Italia in merito all’app Immuni. Giovedì scorso, al Parlamento Europeo, i deputati hanno espresso in merito alle app un parere favorevole, osservando che, “insieme ad altre misure correlate alla COVID-19 come il distanziamento sociale, le mascherine e i test, le applicazioni per la ricerca di contatti fra persone possono aiutare a gestire la diffusione della pandemia”. Ma è necessario preservare la privacy degli utenti.

Garantire la privacy e la sicurezza dei cittadini

Di fatto la maggior parte dei Paesi dell’UE ha già lanciato o intende lanciare un’applicazione di tracciamento mobile per rintracciare gli individui infetti o a rischio di contrarre il virus. E, a tal proposito, la maggior parte dei deputati ha sottolineato l’importanza di garantire la sicurezza e la privacy sui dati personali dei cittadini.

Quali caratteristiche devono avere le applicazioni?

Secondo il parere espresso dai deputati, le app devono essere volontarie, non discriminatorie e trasparenti, “l’uso dell’applicazione deve essere strettamente limitato al tracciamento dei contatti e i dati devono essere cancellati non appena la situazione lo consente”, hanno affermato i deputati. Inoltre, hanno sottolineato la necessità di un approccio coordinato nello sviluppo e nell’utilizzo delle applicazioni per garantire la loro interoperabilità transfrontaliera.

Ed è il Commissario Didier Reynders a rassicurare i presenti sull’impegno delle autorità per garantire la protezione dei dati, affermando che “le autorità nazionali collaboreranno con le autorità di protezione dei dati dell’UE per garantire che le applicazioni di tracciamento siano conformi alle leggi UE sulla privacy e sulla protezione dei dati”.

Immuni, pubblicata la documentazione sulla App

Secondo un’indagine di Altroconsumo, in Italia il 70% della popolazione è favorevole a scaricare l’App Immuni, scelta dal Governo per tracciare i contagi da Covid-19 in Italia.

Come funzionerà l’applicazione? Bending Spoons, la società che ha sviluppato Immuni, ha pubblicato su Github la documentazione e la grafica relative all’app.

 

Immuni (Fonte: Github)
Immuni (Fonte: Github)

Immuni, come funziona

Come spiegato nel documento, Immuni è una soluzione tecnologica incentrata su un’app per smartphone iOS e Android ed è dotata di un sistema di tracciamento dei contatti basato su Bluetooth Low Energy.

Quando due utenti si trovano a distanza ravvicinata i rispettivi dispositivi si scambiano in forma anonima una temporary exposure key. Si tratta di un codice numerico cifrato temporaneo, generato in modo casuale dall’applicazione, che non contiene informazioni né sul dispositivo, né sull’utente. In questo modo l’app tiene traccia del contatto avvenuto, ma senza rilevare dati sulle identità o sul luogo in cui questo contatto è avvenuto. Il documento specifica, infatti, che il sistema non utilizza alcun dato di geolocalizzazione, compresi i dati GPS.

Sarà poi l’App ad avvisare l’utente nel caso sia avvenuto un contatto a rischio.

 

Immuni (Fonte: Github)
Immuni (Fonte: Github)

Quando una persona risulta positiva, ha la possibilità di segnalarlo caricando su un server i codici casuali trasmessi nei giorni precedenti, operazione che può avvenire solo con la convalida di un operatore sanitario. Immuni controlla periodicamente i codici presenti sul server e li confronta con quelli memorizzati nei dispositivi degli utenti; tramite questo controllo incrociato può determinare se l’utente sia stato esposto a un contatto a rischio. Gli utenti entrati in contatto con quella persona riceveranno quindi una notifica sul proprio dispositivo.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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