didattica a distanza

Dad un anno dopo, la fatica e i problemi della scuola a distanza

Durante le lezioni gli studenti (praticamente tutti: il 96%) hanno chattato con i compagni. L’88% ha mangiato. Quasi uno su quattro ha cucinato. Se la didattica a distanza deve accompagnarsi alla concentrazione, vale il detto: dad, abbiamo un problema. Anzi, più di uno.

A un anno di distanza dall’inizio della dad, un’indagine di Parole O_Stili e Istituto Toniolo, condotto con il supporto tecnico di Ipsos, racconta che «è peggiorata la capacità di seguire le lezioni e la relazione con i professori. Solo il 17% dei genitori ha imposto limiti di tempo nell’utilizzo dello smartphone, il 14% nell’accesso ai social e il 13% nell’accesso ad alcuni giochi on line. Il 77% degli studenti vuole tornare in presenza, continuando a utilizzare gli strumenti digitali, ma in modo più efficace per l’apprendimento».

 

dad un anno dopo
Dad un anno dopo. Fonte: indagine di Parole O_Stili e Istituto Toniolo, condotto con il supporto tecnico di Ipsos, 2021

 

Dad un anno dopo, la fatica di seguire le lezioni

La dad un anno dopo fa sentire i suoi effetti. Oltre il 40% degli studenti ha percepito un peggioramento delle proprie attività di studio. Il 65% fatica a seguire le lezioni e le spiegazioni dei professori.

Non è facile mantenere la concentrazione in dad e durante le lezioni gli studenti fanno altro: chattano con i compagni, vanno sui social, parlano coi familiari. Mangiano. Addirittura si mettono ai fornelli.

«Il 96% durante la DAD ha chattato con i compagni, l’89% è stato sui social media, l’88% ha consumato cibo e il 39% ha cucinato».

«Studenti, docenti e genitori sono stati un po’ abbandonati in questo lungo anno di didattica a distanza. Non basta avere gli strumenti digitali che funzionino: non c’è apprendimento significativo senza una relazione significativa, fatta anche di sguardi che sanno bucare lo schermo e arrivare al cuore dei ragazzi – dice Rosy Russo, presidente di Parole O_Stili – Vivere il digitale non si improvvisa, richiede educazione e cultura. È per questo che chiediamo al Ministero dell’Istruzione di introdurre in tutte le scuole un’ora di cittadinanza digitale alla settimana a partire dal mondo dell’infanzia».

I problemi della dad…

La ricerca è stata fatta su oltre 3500 studenti della scuola superiore e su circa 2000 insegnanti della scuola primaria e secondaria.

Uno dei problemi principali della dad è la distanza relazionale fra compagni di classi e fra studenti e professori: 1 su 4 ha sofferto un peggioramento del rapporto e del dialogo con l’insegnante. Oltre il 70% ha beneficiato di un rilevante supporto da parte dei familiari, che però hanno dovuto compensare una carenza di competenze tecnologiche.

Secondo i docenti, rispetto a prima della pandemia è aumentato il divario fra gli studenti, fra chi ha più risorse socioeconomiche e chi ne ha di meno (lo dice oltre il 56% degli insegnanti). Per oltre il 29% le prestazioni sono complessivamente peggiorate per tutti gli studenti, a prescindere dal background.

… le potenzialità del digitale

Attenzione perché nell’analisi della dad ci sono anche le potenzialità degli strumenti digitali. Per il 79% degli studenti questi hanno permesso di svolgere lezione a distanza. Per il 60% hanno permesso di stare in contatto con i compagni. Ma solo per il 35% la dad ha consentito di apprendere in modo più efficace. Solo per il 33% è utile nel gestire la relazione con gli insegnanti. Molto meno ha invogliato a studiare: solo per il 23% degli studenti.

Fra l’altro sia studenti che docenti vorrebbero che in futuro il digitale fosse più presente a scuola (il 47% degli studenti e il 63% dei docenti) ma con pratiche “un po’ diverse” da come sono oggi.

Molti studenti hanno inoltre sperimentato il digitale in modo spontaneo e creativo, non solo per confrontarsi durante le lezioni, ma anche per svolgere attività autonome fuori dall’orario di lezione (per ricerche e gruppi di studio a distanza).

Naturalmente è aumentato il tempo che gli studenti hanno trascorso sui social. Più 73%. Tutti gli intervistati sono su WhatsApp (è usato dal 99%). Il 94% usa Instagram. YouTube è usato dall’86% e Tik Tok dal 66% degli intervistati. Soltanto il 17% dei genitori ha imposto limitazioni sulle ore trascorse allo smartphone, il 14% sui social il 13% sui videogiochi.

La fatica della dad

La didattica a distanza è stata insomma vissuta con grande fatica. Oltre alla mancanza delle relazioni in classe e dell’interazione diretta, la tecnologia è stata declinata nelle modalità di lezione tradizionali.

Dice Alessandro Rosina, Docente di Demografia e Statistica Sociale (Università Cattolica) e coordinatore scientifico di Laboratorio Futuro dell’Istituto Toniolo: «La richiesta che arriva è quella di tornare in presenza ma traendo dall’emergenza anche la spinta per un uso più positivo ed efficace gli strumenti digitali sperimentati. Sia studenti che insegnanti vorrebbero infatti un maggior uso in futuro del digitale, non in funzione sostitutiva ma come arricchimento dell’attività didattica».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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