Didattica a distanza

Didattica a distanza, escluso un terzo degli studenti in tutto il mondo

Sono stati esclusi i bambini più piccoli, gli alunni dei paesi più poveri e delle aree rurali, gli studenti delle famiglie con meno risorse economiche in tutti i paesi, anche in quelli ricchi. La chiusura delle scuole durante il lockdown, che al culmine della pandemia ha riguardato quasi un miliardo e mezzo di studenti, si è accompagnata alla didattica a distanza, che rimane anche oggi come anche nel momento in cui si è alle prese con la riapertura delle scuole.

Ma la didattica a distanza non ha raggiunto tutti. Ci sono almeno 463 milioni di bambini e studenti in tutto il mondo che sono rimasti esclusi dall’apprendimento a distanza. Almeno un terzo degli alunni.

 

 

studenti istruzione digitale
Istruzione digitale

 

Unicef: 463 milioni di bambini esclusi dalla didattica a distanza

A dirlo è un rapporto dell’Unicef pubblicato a fine agosto.

«Almeno 463 milioni di bambini le cui scuole sono state chiuse a causa della pandemia non hanno avuto la possibilità di usufruire della didattica a distanza – ha detto il Direttore esecutivo dell’UNICEF Henrietta Fore – Il numero di bambini la cui istruzione è stata completamente interrotta per molti mesi rappresenta un’emergenza educativa globale. Le ripercussioni potrebbero essere avvertite nelle economie e nelle società per i decenni a venire.»

Il rapporto evidenzia i limiti nell’erogazione della didattica a distanza e mostra le profonde disuguaglianze di accesso, con significativi divari tra le diverse regioni.

I più esclusi nel mondo sono stati gli studenti dell’Africa Subsahariana: la metà di loro non sono attrezzati per seguire la didattica a distanza. Più esposti al rischio di perdere i contatti con le scuole sono gli alunni delle famiglie più povere e quelli che vivono nelle zone rurali – a livello globale, tre quarti degli studenti esclusi vivono in aree rurali.

Sempre a livello mondiale, il 72% degli alunni tagliati fuori dalla didattica a distanza sono quelli che vivono nelle famiglie più povere dei rispettivi paesi, percentuale che sale all’86% nei Paesi a reddito medio-alto.

Didattica a distanza, più esclusi i più piccoli

L’esclusione della didattica a distanza è maggiore fra i bambini e gli studenti più piccoli.

«Circa il 70% dei bambini in età prescolare120 milioni in numeri assoluti – non riesce ad essere raggiunto da forme remote di didattica – evidenzia l’Unicef – soprattutto a causa dei limiti dell’apprendimento online per i più piccoli, della mancanza di programmi specifici per questa fascia di età e della carenza di risorse nelle famiglie di appartenenza».

Sono esclusi dalla didattica a distanza il 29% degli alunni nelle scuole primarie, il 24% nelle scuole secondarie di primo grado e il 18% degli studenti delle superiori.

E la realtà, sottolinea l’Unicef, è forse anche peggiore di questi numeri perché in diversi paesi del mondo giovani e bambini sono costretti a lavorare oppure non hanno sostegno e supporto nell’uso della tecnologia.

«Anche quando dispongono in casa di strumenti tecnologici adeguati, molti bambini e ragazzi potrebbero non essere in grado di sfruttare la didattica a distanza a causa di altri fattori, come dover svolgere faccende domestiche, essere costretti a lavorare per contribuire alla sussistenza familiare, non disporre di un ambiente idoneo per partecipare alle lezioni e studiare, o l’assenza di supporto nell’uso delle piattaforme e dei programmi, online o diffusi tramite altri mezzi».

Serve la riapertura in sicurezza delle scuole e servono, evidenzia l’Unicef, forme di recupero scolastico.

 

bambina al pc
Disuguaglianze digitali e povertà educativa

 

Didattica a distanza e divario digitale in Italia

La crisi educativa e le difficoltà nella didattica a distanza riguardano, come tutti i paesi, anche l’Italia. Ci sono 1 milione e 100 mila bambine e bambini che vivono in povertà assoluta, solo il 6,1% vive in famiglie dove c’è un computer per ogni componente, il 33,8% delle famiglie non ha un computer o un tablet in casa.

In Italia 1 famiglia su 4 (il 25,3%) non dispone di un accesso Internet a banda larga in grado di supportare senza problemi massicci flussi di dati e collegamenti audio video necessari alla didattica a distanza e online, ha ricordato un’analisi  dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su dati Istat in riferimento alla prossima riapertura delle scuole.

La didattica online si scontra dunque col divario digitale italiano. Una situazione, aggiunge Uecoop, che colpisce di più le regioni del sud, dalla Sicilia alla Calabria, dalla Basilicata al Molise fino alla Puglia dove in media 1 casa su 3 non dispone di un collegamento online in grado di reggere grandi flussi di dati.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

Parliamone ;-)