I treni non passano, la scuola non apre
Latina Scalo, quando la scuola dell’infanzia non apre perché i treni non passano
La circolazione ferroviaria sulla Roma-Napoli stamattina è bloccata per danni da maltempo alle porte di Roma. E così a Latina Scalo un’intera scuola dell’infanzia non apre i battenti perché gli insegnanti non arrivano
La scuola dell’infanzia non apre perché i treni non passano. La circolazione ferroviaria in panne blocca i pendolari e ferma anche il diritto all’istruzione. Accade a Latina Scalo, dove la sospensione del traffico ferroviario sulla linea Roma-Formia-Napoli fa rimanere chiusa un’intera scuola dell’infanzia perché le insegnanti non arrivano. E a quanto pare, neanche i collaboratori che aprono i cancelli.
Ore 8.00: stamattina la scuola non apre
Questa mattina purtroppo non arriva nessuno con i treni. E’ tutto bloccato. Non c’è la possibilità di trovare sostituzioni perchè sono tante le insegnanti assenti. La scuola purtroppo non potrà essere aperta.
Siamo nell’anno di grazia 2021 e alle 8.00 di mattina sulla chat scolastica, quella ufficiale – nel frattempo il whatsappdown è rientrato, e c’è da dire: meno male, altrimenti stavamo tutti davanti ai cancelli a guardare l’orizzonte piovoso – si abbatte la comunicazione che getta nel panico intere famiglie. La scuola dell’infanzia Scalo Ferroviario rimane chiusa. Off. E qualcuno stava già davanti ai cancelli, perchè alle 8 è orario di apertura.
La scuola non era seggio elettorale. Ma oggi rimane chiusa perché nessuno può venire a insegnare (così ci dicono), non arrivano neanche le maestre del secondo turno, anzi non arrivano neanche i collaboratori che aprono i cancelli. Anzi, si viene a sapere più tardi, ne è arrivata solo una.

La scuola chiude perché non c’è il treno
E per quale motivo? Perché la linea ferroviaria Roma-Napoli è bloccata da questa mattina. Non ci sono treni. E le insegnanti arrivano in gran parte col treno. Quindi, a treni bloccati, la scuola non apre. Kaputt, famiglie care, i bambini rimangono a casa. Almeno ci avessero avvertito prima, così li lasciavamo dormire (e ci facevamo un bel sonno anche noi, invece di farci venire la gastrite).
Doveva succedere, prima o poi – perché la provenienza fuori sede del corpo insegnanti era ben noto da tempo. Ed è successo oggi, anno di grazia 2021, prima giornata di pioggia e maltempo autunnale.
Il sito delle Ferrovie dello Stato riporta che sulla linea Roma-Napoli via Formia e sulla Roma Nettuno il traffico ferroviario è sospeso per danni da maltempo nella stazione di Torricola, una stazioncina alle porte della Capitale.
Dice l’aggiornamento di Ferrovie dello Stato delle ore 10.00
«La circolazione ferroviaria sulle linee Roma – Napoli (via Formia) e Roma – Nettuno è sospesa fino a nuovo avviso per danni provocati dal maltempo all’infrastruttura e agli impianti della stazione di Torricola.
Sulla linea Roma – Nettuno i treni sono sostituiti con bus (in entrambe le direzioni).
Sulla linea Roma – Formia:
- I treni Intercity della lunga percorrenza modificano il percorso via Cassino e non effettuano le fermate di Formia e Latina, collegate con bus sostitutivi con le stazioni di Cassino e Frosinone.
- I treni Regionali subiscono variazioni: alcuni modificano il percorso via Cassino, altri sono attestati nella stazione di Latina e sostituiti con bus nella tratta Roma – Latina. Tra Latina e Napoli il servizio regionale è garantito in entrambe le direzioni con possibili ritardi e variazioni.
I tecnici di Rfi proseguono le attività per il ripristino dell’infrastruttura ferroviaria, previsto non prima del giorno 8 Ottobre. Seguiranno aggiornamenti».
La desolazione dei genitori
«Mi sono offerta di andare io ma mi è stato risposto non c’è proprio nessuno, nemmeno i collaboratori per aprire la scuola», scrive desolata sulla chat delle mamme la rappresentante di classe, che fa l’insegnante, è abilitata all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e si era offerta di andare lei, a tenere i nostri (e il suo) bambino.
Non ci sarà anche un problema di graduatorie e di organigramma? Se i treni fanno tardi le maestre possono arrivare in ritardo. Il risultato è che la scuola (è già successo lo scorso anno) può chiedere ai genitori di ritardare un po’ l’arrivo dei figli, magari di farli entrare poco prima della chiusura, tanto che sarà mai arrivare un po’ più tardi?
Il risultato è che poi all’improvviso, in una giornata autunnale di ottobre, dopo il forte temporale notturno, si scoperchia il vaso di Pandora della nostra scuola del 2021. I treni sono fermi, si ferma pure la scuola.
La vicepreside: “Non si possono unire gli alunni”
E la scuola cosa risponde? Abbiamo sentito Sabrina Nardella, vicepreside dell’Istituto Comprensivo Aldo Manuzio (di cui la scuola dell’infanzia Scalo Ferroviario fa parte) e referente Covid.
«Su dieci insegnanti che servono per coprire le classi, nove sono rimaste bloccate sui treni. Gli altri due plessi, con più persone del posto, sono aperti. Una fino alle 13 e l’altra per il turno intero».
C’è un insieme di cause e concause che hanno provocato il disagio.
«Non si possono unire gli alunni – prosegue Nardella – perché ogni sezione deve costituire una bolla a sé stante per il Covid».
Alla domanda sul perché non siano state chiamate sostituzioni, la vicepreside ha spiegato che anche la segreteria «non è totalmente in forze» e che «per un giorno non riusciamo a chiamare perché le disponibilità arriverebbero alle 11 e avremmo tutta la mattina scoperta».
Nel caso in questione, poi, c’è stato anche il problema dei collaboratori. Ne è arrivata solo una, che ha preso servizio alle 7.30. Le altre scuole del quartiere, insomma, pur con una forte componente pendolare, hanno fruito della presenza di più insegnanti di sostegno provenienti dalla zona. Se tutto fosse successo domani, conclude la responsabile, ci sarebbe stata anche l’insegnante di religione. E insomma, la scuola sarebbe rimasta aperta.

