Nuovi Ogm, consultazione europea. Slow Food: tre settimane per dire no
Nuovi Ogm, Slow Food: tre settimane di tempo per dire no
Gli agricoltori hanno bisogno di sostegno per la transizione all’agroecologia e non dei nuovi Ogm, dice Slow Food, che invita a rispondere alla consultazione della Commissione europea. C’è tempo fino al 22 ottobre
«Invitiamo la società civile a mobilitarsi contro la nuova generazione di Ogm», dice Slow Food. Gli agricoltori, sottolinea, hanno bisogno di sostegno per la transizione all’agroecologia e non dei nuovi Ogm, le nuove tecniche genomiche che la Commissione europea sta valutando.
Nuovi Ogm vs agroecologia
Il tema è complesso. Lo scorso 24 settembre la Commissione europea ha pubblicato una Valutazione d’impatto iniziale nel tentativo di allentare la legislazione sulle piante prodotte con tecniche genomiche. Fino al 22 ottobre, spiega Slow Food, i cittadini sono invitati a esprimere il proprio parere sul progetto legislativo, rispondendo alla consultazione disponibile sul sito della Commissione.
L’invito di Slow Food è quello di esprimere contrarietà alle nuove tecniche genomiche, o nuovi Ogm.
«Attraverso il Green Deal e la strategia Farm to Fork, la Commissione europea si è impegnata ad accelerare la transizione verso un sistema alimentare sostenibile per davvero. Aprendo alla modifica delle norme europee in vigore sugli Ogm, la Commissione cade però nella trappola di cercare soluzioni tecnologiche per migliorare il sistema alimentare, invece di investire e promuovere sistemi agroecologici che portano benefici agli agricoltori, alle comunità locali e all’ambiente in generale» ha commentato Marta Messa, direttrice di Slow Food Europe.
Ci sono tre settimane di tempo, fino al 22 ottobre, perché i cittadini comunitari, non solo esperti e agricoltori, ma anche membri delle organizzazioni della società civile e privati cittadini, esprimano le proprie opinioni sul piano messo a punto dalla Commissione europea.

Nuovi Ogm, di cosa si tratta
Ma cosa sono i nuovi Ogm?
«Lo scorso aprile, la Commissione europea ha pubblicato un rapporto nel quale si legge che le nuove tecniche di manipolazione genetica (le cosiddette New Breeding Techniques, Nbt, o Nuove tecniche genomiche, Ngt, come per esempio il metodo CRISPR-Cas9) “potrebbero assicurare benefici per la società europea”, anche per quanto riguarda il livello di sostenibilità dei nostri sistemi alimentari. In quel testo, si giunge alla conclusione che sia necessaria una norma che regoli questi nuovi Ogm», spiega Slow Food.
Secondo la sigla, la Commissione europea (che ha pubblicato una valutazione d’impatto iniziale a fine settembre) sovrastima i potenziali benefici dei nuovi Ogm e minimizza i rischi che si corrono con una loro deregolamentazione.
«La Commissione europea – dice Slow Food – sta cercando di allentare le norme che attualmente regolano gli Ogm, con una duplice preoccupante conseguenza: i nuovi Ogm potrebbero non aver più bisogno di essere indicati come tali in etichetta, e la loro provenienza non essere conoscibile».

Slow Food e i nuovi Ogm
A giugno 2021, in risposta al rapporto di aprile della Commissione, Slow Food ha pubblicato un policy brief nel quale ribadisce la propria posizione sui nuovi Ogm, chiedendo che continuino a essere strettamente regolamentati, considerati i rischi per la biodiversità, l’incompatibilità con un sistema agricolo basato sull’agroecologia e le minacce rappresentate ai mezzi di sussistenza degli agricoltori di piccola scala. In generale, spiega ancora la sigla, « l’agricoltura basata sugli Ogm vuole ignorare la vocazionalità ambientale, favorendo lo sviluppo di monocolture intensive che sono causa del progressivo impoverimento delle terre di tutto il Pianeta. Inoltre, questo processo mette sempre più a rischio la conservazione delle sementi tradizionali e perciò anche delle comunità rurali che si vedono sempre più spesso private di ciò che ha sempre rappresentato il proprio mezzo di sostentamento».

