Sicurezza nelle scuole, Cittadinanzattiva: a 20 anni dalla tragedia di San Giuliano ci sono ancora crolli (foto pixabay)

C’è ancora molto da fare per avere scuole sicure. Su oltre 40 mila scuole in Italia, oltre 17 mila edifici scolastici sono situati in zone a medio ed elevato rischio sismico ma gli edifici migliorati e adeguati sismicamente solo solo il 2% mentre quelli progetti secondo la normativa antisismica sono solo il 7%, 2700 strutture scolastiche. Sono i dati ricordati da Cittadinanzattiva, che il prossimo 22 novembre celebrerà la XX Giornata nazionale della sicurezza nelle scuole. A venti anni dalla tragedia di San Giuliano di Puglia, il crollo della scuola elementare (era il 31 ottobre 2002 alle ore 11. 32 ) in cui morirono 27 bambini e la loro insegnante.

«Sono passati 20 anni dal crollo della scuola Iovine di San Giuliano di Puglia, e da allora molto è stato fatto per migliorare l’edilizia pubblica del nostro Paese, soprattutto in relazione alla classificazione sismica del territorio, alla revisione della normativa antisismica, ad interventi di adeguamento per molti edifici pubblici. Ma molto resta da fare, come ogni anno mostriamo con i dati del nostro Rapporto sulla sicurezza delle scuole», ha detto Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva.

 

Crollo nell’Università di Cagliari, Cittadinanzattiva: 11 casi dall'inizio dell'anno scolastico
Crollo nell’Università di Cagliari, Cittadinanzattiva: 11 casi dall’inizio dell’anno scolastico (Fonte immagine: Pixabay)

 

Sicurezza nelle scuole, già 15 crolli quest’anno

Gli episodi di crollo negli edifici scolastici continuano. Spesso solo un caso fortuito evita che ci siano feriti o vittime. Secondo il dossier sulla sicurezza a scuola di Cittadinanzattiva, che ogni anno attraverso la rassegna stampa locale individua e segnala gli episodi di crolli, distacchi di intonaco ma anche di finestre, muri di recinzione e alberi caduti in prossimità delle scuole, sono 45 i casi di crollo registrati negli istituti di vario ordine e grado fra settembre 2021 e agosto 2022. Circa un episodio ogni quattro giorni di scuola. Ci sono stati feriti, danni, interruzione della didattica ma fortunatamente i crolli sono avvenuti di notte, nel week end o in periodi di chiusura delle scuole per le festività.

L’associazione continua ad aggiornare il conto e dall’inizio di questo anno scolastico a oggi ha contato in rassegna 15 crolli, il più preoccupante nell’Aula dell’Università di Cagliari, pochi giorni fa. Questi eventi, aggiunge Cittadinanzattiva, «testimoniano la necessità di incrementare i sopralluoghi preventivi da parte di Comuni, Province, Città Metropolitane, di prevedere fondi ad hoc sia per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria che per indagini diagnostiche di soffitti, controsoffitti, solai».

«Per fare ciò occorrono risorse aggiuntive che gli enti locali possano destinare a queste azioni – continua Bizzarri – Per questo ci rivolgiamo al Governo e al nuovo Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, perché si faccia memoria di questa tragedia impegnandosi da subito nel proseguire gli interventi di edilizia scolastica già previsti, nell’intervenire e rimuovere le cause dei ritardi e nel programmare nuovi provvedimenti urgenti».

Anche in merito ai fondi stanziati con il PNRR, Cittadinanzattiva spiega che stanno emergendo ritardi rispetto alla scadenza del 31 dicembre per tutti gli interventi riguardanti la messa in sicurezza, la costruzione di nidi, infanzia, palestre e mense. «Ritardi che il più delle volte sono causati da rallentamenti burocratici negli apparati centrali e difficoltà tecniche in quelli periferici. Bisogna correre ai ripari per evitare un effetto domino sulle scadenze successive, dagli effetti inimmaginabili».

Sarebbe un “bel segnale”, conclude Bizzarri in vista della Giornata della sicurezza nelle scuole del prossimo 22 novembre, «se, in occasione della Giornata, il Ministro non solo ricordasse le vittime della scuola ma convocasse l’Osservatorio nazionale dell’Edilizia scolastica per fare il punto sullo stato attuale, ascoltare gli attori coinvolti, indicare le linee programmatiche».


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