Secondary ticketing, dall'Agcom una sanzione di 23,5 milioni di euro a Viagogo

Secondary ticketing, dall'Agcom una sanzione di 23,5 milioni di euro a Viagogo (Fonte immagine: Pixabay)

Violazione delle norme in materia di secondary ticketing, questa la motivazione alla base del provvedimento dell’Agcom, che ha sanzionato la Società Viagogo AG per 23.580.000 euro. L’Autorità, inoltre, ha ordinato di rimuovere i contenuti illeciti ancora presenti sul sito in un termine di 7 giorni.

Secondary ticketing, l’indagine dell’Agcom su Viagogo

Viagogo – spiega l’Autorità in una nota – gestisce una piattaforma globale di vendita online, sul mercato secondario, di biglietti di eventi e non risulta essere titolare di sistemi di emissione. Ma la normativa di riferimento – art. 1, comma 545, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 – vieta la “vendita o qualsiasi altra forma di collocamento di titoli di accesso ad attività di spettacolo effettuata da soggetto diverso dai titolari, anche sulla base di apposito contratto o convenzione, dei sistemi per la loro emissione”. Viene fatta salva unicamente “la vendita ad un prezzo uguale o inferiore a quello nominale di titoli di accesso ad attività di spettacolo effettuata da una persona fisica in modo occasionale, purché senza finalità commerciali“.

Le evidenze istruttorie hanno consentito, quindi, di accertare violazioni di tale normativa per la vendita o comunque il collocamento sul sito www.viagogo.it di titoli di accesso per 131 eventi – a prezzi superiori anche fino a sei/sette volte rispetto a quelli nominali – relativi a concerti di importanti artisti italiani ed internazionali quali, ad esempio, Maneskin, Vasco Rossi, Sting, Green Day, Dua Lipa, Pearl Jam, Placebo, Cesare Cremonini, Paolo Conte e Andrea Bocelli.

“La pratica del secondary ticketing – spiega l’Agcom – ha l’effetto di inflazionare i prezzi dei biglietti, aumentando le barriere per l’accesso dei consumatori a eventi culturali, anche a danno della comunità degli artisti, degli organizzatori di eventi e dei rivenditori primari. Ciò assume particolare rilevanza in un momento importante per la ripresa del settore degli eventi live, dopo l’interruzione forzata dovuta alla pandemia da COVID-19.”.

 

secondary ticketing

 

La Guardia di Finanza, inoltre, attraverso il monitoraggio “anonimo” della piattaforma web Viagogo, ha fotografato/individuato/cristallizzato le modalità di acquisizione diretta di titoli di accesso ad eventi, che sarebbero poi stati rivenduti a prezzo maggiorato agli utenti finali. Il provvedimento finale è stato assunto con il formale concerto dell’Antitrust, secondo quanto previsto dalla legge.

UNC: contro il bagarinaggio online interventi insufficienti

“Bene, ottima notizia, ma non basta” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

È inaccettabile che il bagarinaggio online prosegua indisturbato e ininterrottamente da anni nonostante le svariate condanne dell’Antitrust, dell’Agcom e l’intervento del legislatore, che ha solo messo un freno, evidentemente insufficiente, a queste odiose speculazioni”, prosegue Dona.

“È intollerabile che siano venduti ancora oggi biglietti con prezzi superiori anche fino a sei, sette volte quelli iniziali, violando il diritto di pagare il giusto prezzo del biglietto, senza ricarichi ingiustificati ed illegali – conclude -. Evidentemente quanto fatto finora non è stato bastato”.

Viagogo, la replica

A stretto giro è arrivata la replica di Viagogo.

“Nonostante la società viagogo AG rispetti la decisione adottata dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, non può che ritenersi sorpresa da questa sanzione. Infatti, il Consiglio di Stato ha già sollevato seri dubbi sulla compatibilità della legge sul c.d. secondary ticketing – e le relative sanzioni imposte, incluse quelle a viagogo – con i principi fondamentali dell’Unione Europea in materia di concorrenza, libera circolazione dei servizi ed esenzione di responsabilità delle piattaforme di intermediazione pure per le condotte illecite dei suoi utilizzatori. Sul punto, si ricorda che la natura “passiva” della piattaforma viagogo è già stata accertata dal Consiglio di Stato in una precedente sentenza definitiva in cui è stato altresì confermato che viagogo non vende biglietti per eventi e, pertanto, non è responsabile delle vendite illecite dei medesimi effettuate dagli utilizzatori della piattaforma. Per questo motivo, il Consiglio di Stato ha rinviato il caso alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea al fine di ottenere una pronuncia definitiva circa la compatibilità della legge sul secondary ticketing – e le relative sanzioni – con i menzionati principi superiori di diritto europeo. Viagogo confida che in tale procedimento verrà chiarita la sua estraneità rispetto alle censure mosse dall’Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni e che tutte le sanzioni amministrative imposte saranno conseguentemente annullate.”


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