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Mare in Europa, molti i rischi per l'ecosistema marino

Sovrasfruttamento, inquinamento, incuria, perdita di biodiversità, cambiamento climatico. Sono tante le minacce che mettono a rischio il mare in Europa e gli ecosistemi marini del continente. Ed è rimasto poco tempo per agire a ripristinare buone condizioni marine ed ecosistemiche. Perché le attuali condizioni dei mari europei sono «problematiche».

Di fronte all’eccessivo sfruttamento delle risorse marine, all’inquinamento e al cambiamento climatico, è necessario intraprendere azioni urgenti per riportare i mari europei a buone condizioni. Secondo la relazione dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) sugli ecosistemi marini europei, pubblicata ieri, stiamo esaurendo il tempo a disposizione per invertire decenni di incuria e uso improprio.

 

mare europa cipro

 

Marine Messages: si rischiano danni irreversibili per gli ecosistemi marini

La relazione Marine Messages II sottolinea che l’uso passato e presente del mare in Europa, dal Mediterraneo al Baltico, si sta facendo sentire: ci sono specie minacciate, habitat marini alterati, inquinanti, biodiversità che si perde. E a questo si aggiunge il cambiamento climatico che peggiora l’impatto di tutte le altre minacce.

«Gli effetti combinati di tali cambiamenti potrebbero arrecare danni irreversibili agli ecosistemi marini», denuncia la relazione dell’Agenzia.

Tuttavia in alcune aree marine si segnala qualche ripresa legata all’impegno profuso, spesso durante decenni, per ridurre determinati effetti come quelli causati da contaminanti, eutrofizzazione e pesca eccessiva.

La Commissione europea e la direttiva sull’ambiente marino

Sono lontani gli obiettivi europei. È improbabile che tutti gli Stati europei raggiungano in tutte le loro acque  l’obiettivo del “buono stato ecologico” che la direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino dell’UE (MSFD) richiedeva per il 2020, cioè oggi.

L’attuazione della direttiva europea fra l’altro è stata esaminata sempre ieri dalla Commissione, che evidenzia i problemi da affrontare che minacciano il mare in Europa: l’eccesso di nutrienti, il rumore sottomarino, i rifiuti di plastica e altri tipi di inquinamento, così come la pesca non sostenibile.

Quasi la metà delle acque costiere europee, spiega la Commissione, è soggetta a un’intensa eutrofizzazione. E anche se c’è stata una riduzione dei contaminanti, nelle maggior parte delle specie marine si assiste all’accumulo di plastica e residui chimici della plastica.

 

plastica in mare
La plastica è un nemico letale per le specie marine

 

Mare in Europa, i rischi: sfruttamento, perdita di biodiversità, clima

Tutto questo è rafforzato dalla relazione dell’Agenzia europea per l’ambiente. Gli ecosistemi marini sono già sovrasfruttati e su di essi preme la crescita ulteriore dell’economia marittima europea. Si prevede un aumento della concorrenza per le risorse marine come il pesce, i combustibili fossili, i minerali o la produzione di energia rinnovabile.

«Malgrado gli impegni assunti a livello mondiale e dell’UE, la perdita di biodiversità nei mari europei non è stata arrestata – denuncia il dossier dell’AEA – Numerose valutazioni delle specie e degli habitat marini continuano a mostrare uno «stato di conservazione sfavorevole». Gli studi evidenziano la situazione difficile in cui si trovano specie come uccelli marini, mammiferi marini (foche e balene) e stock ittici, come quelli del merluzzo».

Cambiamenti di temperatura e del contenuto di ossigeno e acidificazione degli oceani indicano che nelle regioni marine europee sono in atto cambiamenti negativi sistemici, che riducono la resilienza dell’ecosistema marino, compresa quella al cambiamento climatico.

Bisogna agire subito

Si può migliorare ma bisogna agire subito e seguire la pista del Green Deal. L’Europa può compiere progressi verso il raggiungimento di buone condizioni per i suoi mari all’interno dell’attuale quadro politico dell’UE entro il 2030, dice l’Agenzia, e per farlo «devono essere ridotte le pressioni sugli ecosistemi marini. Con l’ambizione di proteggere il 30 % dei mari europei e di sottoporre il 10 % a una protezione rigorosa, la nuova strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030 porta un nuovo impulso in tale direzione».

«I nostri mari ed ecosistemi marini soffrono a causa di anni di grave sovrasfruttamento e incuria – ha detto Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’AEA – Potremmo presto raggiungere un punto di non ritorno ma, come conferma la nostra relazione, abbiamo ancora una possibilità di ripristinare gli ecosistemi marini se agiamo in modo deciso e coerente e realizziamo un equilibrio sostenibile tra il modo in cui utilizziamo i mari e il nostro impatto sull’ambiente marino. In questo contesto, la nuova strategia dell’UE sulla biodiversità fino al 2030 e altri elementi del Green Deal europeo rinnovano la speranza di interventi di protezione e ripristino urgenti e coerenti».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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