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Nuovi OGM, società civile e produttori biologici e agroecologici bocciano il parere della Commissione europea

In Europa serve un nuovo quadro giuridico per le biotecnologie. La Commissione europea ha presentato uno studio sulle nuove tecniche genomiche (NGT), «tutte le tecniche atte a modificare il genoma di un organismo sviluppate dopo il 2001, quando è stata adottata la legislazione dell’UE sugli Ogm», che evidenzia il loro potenziale per l’agricoltura sostenibile e invita ad aggiornare la politica in materia.

«Lo studio dimostra che le NGT, che sono tecniche per modificare il genoma di un organismo, possono contribuire a un sistema alimentare più sostenibile nel quadro degli obiettivi del Green Deal europeo e della strategia “Dal produttore al consumatore”», afferma la Commissione europea.

Allo stesso tempo lo studio riconosce che l’attuale legislazione sugli Ogm non è più adatta alle biotecnologie innovative. La Commissione vuole avviare un processo di consultazione per discutere dell’elaborazione di nuovo quadro giuridico per queste biotecnologie.

Nuove tecniche genomiche, il contesto

Il Consiglio dell’Unione europea, nel novembre 2019, aveva invitato la Commissione a fare uno studio “alla luce della sentenza della Corte di giustizia nella causa C-528/16 sullo status delle nuove tecniche genomiche ai sensi del diritto dell’Unione”.

Nel 2018 la Corte di giustizia della Ue aveva stabilito che gli Ogm ottenuti attraverso le nuove tecniche genomiche devono rispettare i requisiti di valutazione del rischio, tracciabilità ed etichettatura ai sensi della normativa Ue sugli Ogm.

La Corte si era espressa sulla mutagenesi, un insieme di tecniche che consentono di modificare il genoma di una specie vivente senza inserire DNA estraneo. Secondo la Corte, i «rischi legati all’impiego di tali nuove tecniche di mutagenesi potrebbero risultare simili a quelli derivanti dalla produzione e dalla diffusione di OGM tramite transgenesi».

La Corte aveva concluso che la direttiva sugli Ogm si applicava anche agli organismi ottenuti attraverso tecniche di mutagenesi successivi alla sua adozione.

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“Nuove tecniche genomiche promuovono sostenibilità”

Lo studio della Commissione europea porta di fatto a un’inversione di rotta.

Ha detto Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare: «Lo studio pubblicato oggi (ieri, ndr) conclude che le nuove tecniche genomiche possono promuovere la sostenibilità della produzione agricola, in linea con gli obiettivi della nostra strategia “Dal produttore al consumatore”. Mantenendo come principio guida la sicurezza dei consumatori e dell’ambiente, è giunto il momento di instaurare un dialogo aperto con i cittadini, gli Stati membri e il Parlamento europeo per decidere insieme la via da seguire in relazione all’impiego di queste biotecnologie nell’UE».

 

Lo studio della Commissione sulle nuove tecniche genomiche

Le nuove tecniche genomiche si sono diffuse in molte parti del mondo.

Lo studio della Commissione dice che «i prodotti NGT possono contribuire alla sostenibilità dei sistemi alimentari con piante più resistenti alle malattie, alle condizioni ambientali e agli effetti dei cambiamenti climatici. I prodotti possono inoltre beneficiare di qualità nutrizionali più elevate, quali un tenore più sano di acidi grassi, e di una minore necessità di fattori della produzione agricola come i pesticidi».

Queste nuove biotecnologie, prosegue lo studio, possono allora contribuire agli obiettivi di innovazione e sostenibilità dei sistemi alimentari. Si tratta di tecniche molto diverse che permettono di ottenere risultati diversi. Secondo la Commissione, «alcuni prodotti vegetali sviluppati con tali tecnologie sono altrettanto sicuri per la salute umana e animale e per l’ambiente quanto le piante coltivate in maniera convenzionale».

Le preoccupazioni connesse ai prodotti NTG riguardano il possibile impatto sulla sicurezza e sull’ambiente, a partire dalla biodiversità, e la coesistenza con l’agricoltura biologica e senza Ogm. Ci sono poi problemi di etichettatura.

Lo studio arriva poi alla conclusione che bisogna aggiornare le norme. L’attuale legislazione sugli Ogm del 2001, dice la Commissione, non è più adatta in relazione ad alcune nuove tecniche genomiche e va adeguata al progresso scientifico e tecnologico.

Ora la discussione verrà portata al Consiglio Agricoltura e Pesca di maggio. La Commissione discuterà le sue conclusioni col Parlamento europeo. E nei prossimi mesi verrà fatta una valutazione comprendente una consultazione pubblica, per esaminare le opzioni strategiche relative alla regolamentazione sui vegetali ottenuti tramite determinate NGT.

Le prime reazioni di Cia e Copagri

Il passo dell’Europa sulle biotecnologie agrarie riceve l’apprezzamento della Cia-Agricoltori italiani.

«Le nuove biotecnologie agrarie non hanno nulla a che vedere con gli Ogm e sono un importante passo in avanti dell’ingegneria genetica», dice la Cia apprezzando lo studio della Commissione sulle nuove tecniche di modificazione del genoma (anche dette genome editing).

«Il genome editing – ha detto il presidente Cia, Dino Scanavino – non presuppone inserimento di Dna estraneo mediante geni provenienti da altre specie. Si opera, infatti, internamente al Dna della pianta, che rimane immutato e assicura la continuità delle caratteristiche dei nostri prodotti, garantendo anche l’aumento delle rese, insieme alla riduzione dell’impatto dei prodotti chimici e al risparmio di risorse idriche».

Sulla stessa linea è Copagri (Confederazione produttori agricoli).

«Prendiamo atto con grande soddisfazione della presa di posizione dell’Esecutivo UE, che ha evidenziato la netta distinzione tra gli Organismi geneticamente modificati ‘tradizionali’ e le nuove tecniche genomiche-NGT, andando così a ribaltare quanto stabilito nel luglio 2018 dalla Corte di Giustizia UE; l’Esecutivo UE ha infatti chiarito che queste ultime nulla hanno a che spartire con i ‘vecchi OGM’, ma che al contrario possono contribuire al raggiungimento degli obiettivi di una maggiore sostenibilità ambientale ed efficienza produttiva, garantendo la sicurezza dei consumatori e dell’ambiente». Così il presidente della Copagri Franco Verrascina.

«Vale la pena di ricordare che le NGT, ovvero tutte le tecniche atte a modificare il genoma di un organismo, sono ormai diffuse in molte parti del mondo in ragione del grande contributo che possono offrire alla sostenibilità dei sistemi alimentari, grazie a piante più resistenti alle malattie, alle condizioni ambientali e agli effetti del climate change, con produzioni che possono inoltre beneficiare di qualità nutrizionali più elevate e di una minore necessità di fattori della produzione agricola come i pesticidi».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

1 thought on “Nuove tecniche genomiche, Commissione europea: possono promuovere l’agricoltura sostenibile

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