Mense scolastiche

Mense scolastiche, menù green e sani

La pandemia dovrebbe spingere verso un obiettivo ambizioso: trasformare la mensa scolastica in «servizio pubblico universale e gratuito».

La mensa scolastica è, o dovrebbe essere, un elemento centrale nella scuola dell’infanzia e primaria. Tempo pieno e refezione scolastico sono le richieste di Cittadinanzattiva che oggi rivendica un obiettivo per il piano estate: la mensa per tutti gli studenti in forma gratuita.

Le tariffe della mensa scolastica in Italia

L’associazione ha presentato oggi l’indagine sulle tariffe delle mense scolastiche.

Ogni famiglia spende in media 80 euro al mese per la mensa scolastica di un bambino che frequenti la scuola primaria o dell’infanzia.

La spesa annuale per la mensa scolastica nella scuola dell’infanzia, in questo anno scolastico (2020/2021) è di 717 euro su base nazionale. Per la scuola dell’infanzia il costo medio del pasto è di 3,99 euro, quello mensile di 79,72 euro e quello annuale di 717,44 euro, con un aumento minimo rispetto allo scorso anno pari a 0,65%.

La spesa annuale per la mensa scolastica nella scuola primaria è in media di 727 euro su base nazionale. Per la scuola primaria il costo medio del singolo pasto, su base nazionale, è di 4,04 euro, su base mensile di 80,79 euro e annuale di 727,11 euro con una variazione minima rispetto al 2019 pari a 0,25%.

 

Mense scolastiche
Mense scolastiche

 

Mensa scolastica e differenze territoriali

Ci sono poi differenze territoriali nell’articolazione delle tariffe. Quelle più elevate sono al Nord, dove la mensa scolastica costa in media 813 euro per nove mesi di pasti nella scuola primaria, e 802 euro in quella dell’infanzia. Segue il Centro, 697 euro nella primaria e 676 euro nell’infanzia. Più contenuti i costi al Sud con 662 euro di tariffa per la mensa nella primaria e 649 euro nell’infanzia.

L’Emilia Romagna è la regione più costosa, con una spesa media mensile di 103 euro, mentre  la Sardegna quella più economica con 65 euro mensili.

L’indagine sulle tariffe delle mense scolastiche prende in esame le tariffe di tutti i capoluoghi di provincia sia per la scuola dell’infanzia che per la primaria. La famiglia di riferimento è composta da tre persone (due genitori e un figlio minore), ha un reddito lordo annuo di 44.200 euro, con corrispondente ISEE di 19.900 euro. Nel calcolo della quota annuale del servizio di ristorazione scolastica si è ipotizzata una frequenza di 20 giorni mensili per un totale di 9 mesi escludendo eventuali quote extra annuali e/o mensili.

 

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Tariffe mense scolastiche 2020-2021, Cittadinanzattiva

 

La mensa scolastica e la pandemia

Cittadinanzattiva analizza il tema mensa scolastica anche alla luce della pandemia. La chiusura della scuola ha privato gli alunni di un pasto completo (in alcune fasce deboli, l’unico pasto completo della giornata) mentre la riapertura si è accompagnata ad elementi di criticità nelle mense, come l’adozione del lunch box e di menù semplificati.

Si legge nel dossier: «Questo anno di pandemia appena trascorso, con la chiusura delle scuole per lunghi periodi e in modo molto differenziato tra regioni, ha fatto sì che diminuisse ulteriormente la possibilità per un elevato numero di bambini e bambine di poter avere un pasto completo una volta al giorno. Tra chi ne ha usufruito, è stato rilevato non in modo sistematico ma in base alle segnalazioni pervenute anche alla nostra organizzazione, come la semplificazione dei menù, l’adozione del lunch box in molte scuole, la somministrazione dei pasti spesso nelle aule abbia prodotto un calo tangibile nella qualità del pasto, nell’aumento degli avanzi, nella produzione di stoviglie mono uso».

«L’altra grande questione – aggiunge Cittadinanzattiva – è rappresentata dai dati allarmanti riguardanti l’aumento di tutti i disturbi alimentari in questo ultimo anno, per tutte le fasce di età, con cui occorrerà fare i conti da qui ai prossimi anni».

 

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Mense scolastiche scuola infanzia 2020 – 2021, Cittadinanzattiva

 

Mensa scolastica, servizio pubblico

L’associazione punta a un obiettivo: rendere la mensa un servizio pubblico universale e gratuito.

«Tra gli obiettivi indicati nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è prevista la creazione di circa 1.000 nuove mense scolastiche – dice Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva –  Scelta importante ma non sufficiente soprattutto ora che, a causa delle difficoltà economiche in cui versano tante famiglie per la crisi indotta dalla pandemia, per molti ragazzi il pasto a scuola rappresenta il pasto più completo se non addirittura l’unico. Chiediamo che il Governo trovi le risorse per garantire il tempo pieno e la mensa scolastica ad un numero sempre maggiore di bambini, soprattutto nelle regioni del Centro Sud. La pandemia dovrebbe spingerci verso un ulteriore ambizioso obiettivo: trasformare la mensa in servizio pubblico universale e gratuito».

È un obiettivo che si collega al piano della scuola d’estate appena presentato dal Miur (che sarà su base volontaria).

Per Cittadinanzattiva «garantire il tempo pieno e la possibilità di usufruire della ristorazione scolastica in maniera gratuita, a cominciare in modo sperimentale dall’estate, rappresenta un incentivo importante per favorire la presenza dei bambini e ragazzi nelle scuole per le quali il Ministero ha appena varato, con nostra grande soddisfazione, il piano di apertura per l’estate».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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