profilazione nutrizionale

Profilazione nutrizionale, Efsa pubblica consulenza scientifica per la Farmo to Fork Strategy (fonte foto: Efsa)

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha pubblicato la consulenza scientifica per l’iniziativa dell’UE «Dal produttore al consumatore» relativa alla profilazione nutrizionale.

In Europa, spiega l’Efsa, «l’assunzione di energia, grassi saturi, sodio e zuccheri aggiunti/liberi è troppo elevata: ridurla contribuirebbe a combattere le malattie croniche legate a una cattiva alimentazione. Al contempo, dato che nella maggior parte delle popolazioni adulte europee l’assunzione di potassio e di fibre alimentari è insufficiente, un aumento del consumo di tali sostanze contribuirebbe a migliorare la situazione sanitaria».

Profilazione nutrizionale, consulenza Efsa

Sono queste alcune delle principali conclusioni cui giunge l’Efsa nella consulenza scientifica in materia di profilazione nutrizionale pubblicata oggi.

Gli esperti di nutrizione hanno individuato i nutrienti e i componenti alimentari non nutritivi rilevanti per la salute pubblica dei cittadini europei, le categorie di alimenti che rivestono un ruolo importante nelle loro diete e i criteri scientifici atti a orientare la scelta dei suddetti nutrienti a fini di profilazione nutrizionale.

«Poiché l’assunzione eccessiva di acidi grassi saturi, sodio e zuccheri aggiunti/liberi e un’assunzione inadeguata di fibre alimentari e potassio sono associati a effetti negativi sulla salute, questi potrebbero essere inclusi nei modelli di profilazione dei nutrienti – si legge nella consulenza – L’energia potrebbe essere inclusa perché una riduzione dell’assunzione di energia è di importanza per la salute pubblica per le popolazioni europee».

Profilazione nutrizionale, la richiesta della Commissione europea

A febbraio 2021 la Commissione europea aveva chiesto all’Efsa di fornire una consulenza scientifica su cui basare un futuro sistema europeo per l’etichettatura nutrizionale, da apporre sulla parte anteriore delle confezioni alimentari.

In base al piano d’azione per la strategia UE dal produttore al consumatore, la Commissione europea vuole infatti presentare, entro la fine del 2022, una proposta di etichettatura nutrizionale armonizzata e obbligatoria, destinata alla parte anteriore delle confezioni alimentari, e di definizione di profili nutrizionali per limitare la promozione di alimenti ad alto tenore di sostanze come ad esempio sale, zuccheri e/o grassi.

Lo scorso anno dunque la Commissione ha chiesto all’Efsa di fornire consulenza scientifica sulle sostanze nutritive importanti per la salute pubblica delle popolazioni europee, compresi i componenti non nutrienti degli alimenti (ad esempio energia e fibre alimentari); sui gruppi di alimenti che rivestono un ruolo importante nelle diete delle popolazioni europee e relativi sottogruppi; sui criteri atti a orientare la scelta di sostanze nutritive e altri componenti non nutrienti degli alimenti per stabilire profili nutrizionali.

Nel mandato non è stato chiesto all’Efsa di sviluppare un modello per la definizione di profili nutrizionali né consulenza sugli attuali modelli di profilazione già in uso per scopi diversi. Nel quadro della strategia Dal produttore al consumatore, la Commissione vuole proporre per la fine del 2022 la revisione della normativa vigente sulla fornitura di informazioni alimentari ai consumatori. Il contributo scientifico dell’Efsa costituirà la base per la proposta della Commissione.

«In qualità di gestore del rischio, la Commissione europea proporrà il modello di profilazione nutrizionale da adottare per queste due diverse finalità. Non è un compito dell’EFSA», precisa l’Autorità, che ha pubblicato online una serie di domande per chiarire il compito e le azioni richieste.

Ne riportiamo di seguito alcune.

 

zucchero
Zuccheri nella dieta, assunzione sia più bassa possibile

Quali criteri scientifici dovrebbero essere adottati per orientare la scelta dei nutrienti ai fini della profilazione nutrizionale?

La scelta dei nutrienti dovrebbe dipendere principalmente dalla loro rilevanza per la salute pubblica, vale a dire quando apporti eccessivi o inadeguati di determinate sostanze sono associati a effetti nocivi per la salute. Tuttavia, i nutrienti potrebbero essere scelti anche per altri motivi, ad esempio perché sono marcatori di altre sostanze nutritive importanti per la salute pubblica o per dare priorità al consumo di determinati alimenti che appartengono alla stessa categoria.

A titolo di esempio per quest’ultimo caso, il nostro parere rileva che i gestori del rischio possono decidere di includere determinati omega-3 nei modelli di profilazione dei nutrienti per incoraggiare il consumo di pesce grasso in linea con le loro raccomandazioni nutrizionali, anche se i dati sull’assunzione di tali acidi grassi sono insufficienti per concludere se il loro consumo sia quantitativamente adeguato o meno.

 

Quali nutrienti si potrebbero prendere in considerazione nei modelli di profilazione nutrizionale?

Nei modelli in questione si potrebbe considerare quanto segue:

  • l’assunzione di grassi saturi, sodio e zuccheri aggiunti/liberi supera i limiti raccomandati nella maggior parte delle popolazioni europee; tale assunzione eccessiva è associata a effetti nocivi per la salute;
  • considerando l’alta prevalenza del sovrappeso e dell’obesità in Europa, è importante prevedere una diminuzione dell’assunzione di energia a vantaggio della salute pubblica delle popolazioni europee;
  • nella maggior parte delle popolazioni adulte europee l’assunzione di potassio e fibre alimentari è inadeguata e tali apporti insufficienti sono associati a effetti nocivi per la salute;
  • l’assunzione di ferro, calcio, vitamina D, folato e iodio è insufficiente nell’ambito di specifiche sotto-popolazioni. Spesso un aumento dell’assunzione di tali nutrienti tramite la dieta non è sufficiente a soddisfare il relativo fabbisogno; tuttavia, vi sono alimenti e categorie di alimenti che contribuiscono in misura rilevante a una migliore assunzione dei suddetti nutrienti e che di norma costituiscono oggetto di politiche nazionali e/o raccomandazioni individuali.

Quali sono le principali categorie di alimenti che contribuiscono alla dieta degli europei?

Il ruolo nella dieta e i relativi contributi di diverse categorie di alimenti variano da un paese europeo all’altro a causa delle diverse abitudini e tradizioni alimentari.

Tra di esse vi sono cibi amidacei (soprattutto cereali e patate), frutta e verdura, legumi e leguminose, latte e latticini, carne e prodotti a base di carne, pesce e crostacei, noci e semi nonché bevande analcoliche, come indicato nelle linee guida nutrizionali nazionali basate sugli alimenti negli Stati membri.

Quali categorie di alimenti sono consigliate a livello nazionale?

Le linee guida nazionali incoraggiano il consumo di cereali integrali, frutta e verdura, noci e semi, latte e latticini a basso contenuto di grassi, pesce e acqua. Si sconsiglia invece il consumo di prodotti alimentari che, a causa di processi di trasformazione, hanno un alto contenuto di grassi saturi, zuccheri e/o sodio, anche all’interno di queste categorie alimentari.

Le linee guida promuovono anche il regolare consumo di legumi e leguminose in parziale sostituzione della carne (in particolare carni rosse e carni lavorate), nonché di oli vegetali ricchi di grassi monoinsaturi e polinsaturi (per esempio oli d’oliva, di girasole, di granoturco e di colza), anziché di grassi ad alto tenore di grassi saturi (per esempio oli di palma e di cocco, burro e altri grassi animali).

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