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E-commerce e vendita integratori e detergenti, gli impegni di Carlita Shop

Il coronavirus e gli affari scorretti online. Col pretesto del Covid-19 si diffonde una serie di pratiche aggressive, ingannevoli, poco chiare, fatte da siti di ogni tipo, di e-commerce e di raccolta fondi. Ed è dunque sul commercio elettronico e sulle modalità di azione degli operatori online che si sta concentrando l’azione dell’Antitrust, che ha adottato una serie di provvedimenti cautelari e d’urgenza per fermare pratiche ingannevoli nei confronti dei consumatori.

Si tratta di comportamenti che fanno leva sull’allarme scatenato dalla pandemia, sulla comprensibile preoccupazione dei cittadini, sulla ricerca di prodotti che possano in qualche modo tutelare la salute e sulla propensione a fare donazioni a scopo benefico. Sono proprio questi i due settori nei quali l’Antitrust è intervenuto con due recenti provvedimenti. L’Autorità ha infatti disposto l’eliminazione, da un sito di e-commerce, di ogni riferimento all’efficacia preventiva contro il Covid-19 di una serie integratori, oli e detergenti (che non erano presidi medici). E ha deciso un intervento cautelare nei confronti di un sito che gestisce raccolta fondi a scopo benefico.

 

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Coronavirus, il mondo sta cambiando

 

Infondate capacità antivirali, l’Autorità contro il sito carlitashop.com

Infondate capacità antivirali, antisettiche e antibatteriche. Così venivano pubblicizzati alcuni oli e integratori online, spacciati come attivi nei confronti del virus. L’Antitrust ieri ha avviato un procedimento istruttorio, e ha disposto insieme in via cautelare l’eliminazione di ogni riferimento all’efficacia preventiva contro la Covid–19 dei detergenti, prodotti cosmetici e integratori pubblicizzati e commercializzati sia sul sito https://carlitashop.com che sulla relativa pagina Instagram.

La pratica bloccata è molto grave, argomenta l’Antitrust, che valuta la promozione dei prodotti online ingannevole e aggressiva perché il sito «sfrutta l’alterata capacità di valutazione del consumatore dovuta all’allarme suscitato dal costante aumento del numero dei soggetti contagiati dalla COVID-19».

Di cosa stiamo parlando? «Sulla homepage del sito e attraverso il profilo Instagram – spiega l’Autorità – sono pubblicizzati e venduti prodotti (quali l’”Olio Essenziale di Manuka Antivirale Purificante Antibatterico Optima Naturalis”, l’”Integratore antivirale Manuka Defense Plus Optima Naturals”) di cui si decantano infondate capacità “antivirali”, antibatteriche e antisettiche nonché di rafforzamento del sistema immunitario e di protezione delle vie respiratorie, grazie a principi attivi che combatterebbero microorganismi in grado di scatenare infiammazioni nelle vie respiratorie e nei polmoni. Si vantano inoltre le proprietà disinfettanti e la capacità di contrastare il contagio da parte di detergenti e creme cosmetiche. Nessuna di tali affermazioni trova in realtà conforto nella letteratura scientifica e nessuno dei prodotti pubblicizzati è un presidio medico-chirurgico».

 

Raccolta fondi, azione cautelare verso il sito web gofundme.com

Nel mirino dell’Antitrust è finita anche la raccolta fondi a scopo benefico. In questo caso, l’accusa dell’Autorità è che la donazione viene presentata come gratuita mentre ci sono costi legati all’uso delle carte di credito e di debito.

L’Antitrust, sempre ieri, ha disposto dunque un intervento in via cautelare nei confronti del sito web www.gofundme.com che gestisce una piattaforma attraverso la quale è possibile effettuare raccolte di fondi a scopo benefico (crowdfunding). Un’azione considerata urgente perché particolarmente grave è stata valutata la pratica oggetto di indagine.

«Il sito – spiega l’Autorità – promuove la possibilità di effettuare le donazioni, tra cui molte sono attualmente in favore degli ospedali e reparti ospedalieri delle zone più colpite dall’emergenza Coronavirus, in maniera gratuita e senza costi per il donante. In realtà, sussistono costi connessi alle transazioni con carte di credito e debito. Inoltre, la Piattaforma consente ai consumatori di elargire, per finanziare il proprio funzionamento, delle commissioni facoltative su ogni transazione; tuttavia, al momento di effettuare la donazione, la commissione è preimpostata su un valore pari a una quota percentuale della somma donata, laddove solo il consumatore che clicca su “Altro” in un menu a tendina adiacente, inserendo l’importo zero, può annullarla».

Per l’Antitrust le modalità di acquisizione delle commissioni facoltative rappresentano un condizionamento indebito verso chi dona, che potrebbe non rendersi conto della possibilità di modificare o annullare la cifra preimpostata dalla piattaforma. E questo, spiega l’Autorità, «appare particolarmente insidioso data la finalità con cui i consumatori si rivolgono a GoFundMe, quella di effettuare versamenti in beneficenza, che comporta un’attenzione ridotta ai meccanismi di funzionamento del sito e/o una maggiore propensione a disporre delle proprie risorse finanziarie».

Il meccanismo di preselezione della commissione facoltativa, ha deciso l’Autorità, deve essere subito eliminato e al consumatore che dona deve essere lasciata libertà di scelta.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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