Il Codacons diffida Meta (Foto Pixabay)

Il Codacons ha recentemente emesso una formale diffida nei confronti della società Meta, proprietaria dei popolari social network Instagram e Facebook. La richiesta del Codacons è chiara e inequivocabile: impedire l’iscrizione ai minori di 13 anni alle piattaforme digitali, in ottemperanza alle condizioni d’uso stabilite da entrambi i servizi. L’obiettivo di questa mossa è duplice in quanto da un lato, si intende tutelare i minori dalle possibili conseguenze negative legate all’uso precoce dei social media; dall’altro, si vuole garantire il rispetto delle normative vigenti in materia di protezione dei minori e della privacy online.

Almeno 13 anni? I minori dichiarano di essere più grandi

Le condizioni d’uso di Instagram e Facebook sono chiare nel richiedere che gli utenti abbiano almeno 13 anni per registrarsi e utilizzare i servizi. Questa restrizione è stata stabilita per vari motivi, tra cui la necessità di proteggere i minori dall’esposizione a contenuti inappropriati, cyberbullismo, e potenziali minacce per la loro sicurezza online. In sede di iscrizione ai due social, la data di nascita può essere facilmente aggirata da qualunque utente che può dichiarare un’età maggiore di quella minima richiesta.

Tuttavia, nonostante queste disposizioni, è noto che molti minori di 13 anni riescono comunque ad iscriversi ai social network, spesso falsificando la propria età o ottenendo l’accesso tramite account di familiari. Questa pratica espone i minori a rischi significativi e solleva importanti questioni etiche e legali. La realtà messa in luce dall’ISTAT dimostra infatti una presenza massiccia, pari al 40,7%, di minori che hanno aperto un profilo sui social network indicando un’età maggiore.

Il Codacons ha quindi deciso d’intervenire, mettendo in guardia la società Meta e chiedendo un’azione immediata per garantire il rispetto delle regole stabilite. La diffida inviata al colosso dei social media non è solo un richiamo formale, ma anche un tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla necessità di adottare misure più efficaci per proteggere i minori online. Questo perché non è un mistero che l’approccio precoce a queste piattaforme aumenta i rischi derivanti dalla dipendenza da social media, ossia la frequentazione compulsiva in maniera incontrollata, tale da compromettere altri ambiti di vita quotidiana.

La decisione del Codacons arriva in un momento in cui l’attenzione sulla sicurezza dei minori su internet è sempre più alta, con crescenti preoccupazioni riguardanti il cyberbullismo, la dipendenza da social media e la tutela della privacy. È fondamentale che le aziende che gestiscono piattaforme online assumano la responsabilità di proteggere i propri utenti più vulnerabili, implementando misure efficaci per prevenire l’accesso non autorizzato e garantire un ambiente sicuro e salutare per tutti.

La risposta di Meta a questa diffida sarà cruciale e potrebbe avere un impatto significativo sul modo in cui vengono gestite le politiche di accesso e sicurezza sui social media. La società potrebbe scegliere di rafforzare i controlli sull’età degli utenti durante il processo di registrazione, adottare misure più rigorose per identificare e rimuovere gli account dei minori non autorizzati, o sviluppare nuovi strumenti per proteggere la sicurezza e la privacy dei giovani utenti.


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