Multa a Eni Plenitude, Consumatori: “Una goccia nel mare” (Foto Pixabay)

Multa da oltre 6 milioni di euro dal Garante Privacy a Eni Plenitude per telemarketing e chiamate promozionali fatte senza il consenso dell’interessato. Bene ma non troppo secondo le associazioni dei consumatori, per le quali si tratta di “una goccia nel mare” (UNC) e di una sanzione che “dimostra il fallimento del Registro pubblico delle opposizioni” (Codacons).

Suscita reazioni la multa che il Garante Privacy ha deciso nei confronti di Eni Plenitude, alla quale l’Autorità contesta chiamate promozionali effettuate senza il consenso dell’interessato o rivolte a numeri iscritti al Registro pubblico delle opposizioni e assenza di controlli sui contratti acquisiti tramite contatti illeciti.

“Boom di telefonate commerciali”

Il Codacons si sofferma sul Registro pubblico delle opposizioni e denuncia un “boom di telefonate commerciali” ricevute nell’ultimo periodo dai cittadini.

“Nonostante il Registro conti ad oggi oltre 30 milioni di iscritti, gli utenti continuano a ricevere chiamate da operatori e call center spesso ubicati all’estero o che utilizzano numeri fittizi per non essere rintracciati – afferma il Codacons – Un fenomeno che si sta intensificando nelle ultime settimane, in vista della fine del mercato tutelato dell’energia, e che dimostra come tutte le misure fin qui adottare per contrastare il telemarketing selvaggio si siano rivelate un fallimento totale”.

La sanzione è una ottima notizia ma anche “una goccia nel mare” secondo l’Unione Nazionale Consumatori.

«I consumatori sono martoriati da chiamate moleste a tutte le ore ed evidentemente non sono solo gli operatori secondari ad attuare queste strategie aggressive. Purtroppo, però, si tratta di una goccia nel mare: quanti profitti hanno portato quelle telefonate moleste? – si chiede Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Purtroppo, da gennaio a oggi, con l’imminente fine del mercato tutelato della luce, che scade il 30 giugno, le chiamate moleste si sono moltiplicate a dismisura. Per questo, urge un giro di vite del legislatore che, in materia di luce, gas e telefonia, le materie più critiche, deve togliere valore ai contratti fatti per telefono ripristinando per tutti il sistema dell’opt-in, ossia il regime valido fino al 2009 che proibiva di telefonare a qualcuno se non aveva dato prima il suo espresso consenso a essere chiamato, ossia l’opposto di quanto accade ora».


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