Immuni

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A giugno è partita Immuni, la App per il tracciamento dei contagi da Covid-19, che, a differenza delle normali applicazioni, non richiede l’uso del gps né della geolocalizzazione ma solo il Bluetooth dello smartphone.

Come funziona Immuni?

Una volta installata, l’app richiede l’inserimento di pochi dati, come il proprio Comune di residenza e il sistema funzionerà in automatico. Quando due utenti si trovano a distanza inferiore a un metro, i rispettivi dispositivi si scambiano in forma anonima una temporary exposure key.

Si tratta di un codice numerico cifrato temporaneo, generato in modo casuale dall’applicazione, che non contiene informazioni né sul dispositivo, né sull’utente. In questo modo l’app tiene traccia del contatto avvenuto, ma senza rilevare dati sulle identità o sul luogo. Sarà poi l’App ad avvisare l’utente nel caso sia avvenuto un contatto a rischio.

 

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La posizione di Adoc

Secondo l’associazione Adoc, ad oggi i dati emersi dall’utilizzo dell’applicazione Immuni sono preoccupanti.

“Ad oggi gli italiani che hanno scaricato l’App Immuni sono poco più di 5 milioni, pari al 13% della popolazione. Ci chiediamo come mai l’App, strumento indispensabile per la prevenzione, soprattutto in un momento così delicato, non abbia sortito gli effetti desiderati”, ha dichiarato Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc.

“Dal 13 luglio sono state inviate 809 notifiche, bloccando almeno quattro potenziali focolai” – continua Tascini.

L’Adoc chiede, dunque, a tutti i cittadini senso di responsabilità e chiede di “non nascondersi dietro il problema della privacy, in quanto basta andare su applicazioni di molta più diffusa installazione per rendersi conto della valanga di autorizzazioni richieste per il completo funzionamento di queste sullo smartphone”.

“L’ulteriore riflessione – conclude Adoc – riguarda la possibilità di rendere l’app Immuni obbligatoria proprio per l’importanza che questa può avere per il contrasto al Coronavirus”.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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