Vendite al dettaglio, consumi fermi (Foto Pexels da Pixabay)

Le famiglie tagliano gli acquisti alimentari e mettono meno cibo in tavola. Non sono esaltanti i dati sulle vendite al dettaglio di ottobre all’esame delle associazioni dei consumatori, che sottolineano proprio il diverso andamento delle vendite in valore e in volume. A ottobre, rispetto a un anno fa, le vendite al dettaglio aumentano dell’1,3% in valore ma in volume sono ferme. Il dato, specialmente se si guarda ai prodotti alimentari, significa un taglio sostanziale delle spese in cibo. Così Assoutenti parla di “debacle totale” nel comparto alimentare, che scende dello 0,9% nel corso dell’intero 2025.

Meno cibo in tavola

“A ottobre il valore delle vendite alimentari si impenna al +2,3% su anno, ma in volume rimane fermo allo 0% – analizza Assoutenti – Andamento che peggiora se si guarda all’intero 2025, con le vendite alimentari che tra gennaio e ottobre crollano del -0,9% in volume ma aumentano del +2,1% in valore”.

Su questa situazione pesano come un macigno i rincari alimentari, che su alcuni prodotti segnano aumenti a doppia cifra (basti pensare a caffè, cioccolato, cacao, ma la lista dei rincari comprende anche carni, uova, latticini).

«I dati dimostrano come le famiglie, per far fronte agli incrementi dei prezzi, taglino sempre di più gli acquisti alimentari, mettendo meno cibo in tavola – spiega il presidente Assoutenti Gabriele Melluso – Il governo deve intervenire con urgenza per calmierare i prezzi al dettaglio e introdurre misure in grado di sostenere realmente la capacità di spesa dei cittadini e i consumi».

Consumi al palo

L’Unione Nazionale Consumatori parla di dati altalenanti. L’aumento riporta le vendite al livello di luglio.

Per il presidente Massimiliano Dona «non è certo scongiurato il rischio di un Natale in bianco ed è presto per cantare vittoria, anche se la ripresa di ottobre fa intravedere un possibile spiraglio di luce, visto che il Black Friday di novembre dovrebbe dare un’ulteriore spinta alle vendite».

«Il problema è che se scorporiamo l’aumento dei prezzi, le vendite in volume sono stabili su base annua. I consumi, insomma, sono al palo – prosegue Dona – Il Paese è fermo. Tra evitare di precipitare in una recessione e intraprendere un cammino di ripresa c’è ancora una distanza siderale».

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