zampe dei cani

NO alla candeggina per pulire le zampe dei cani

No alla candeggina per pulire le zampe dei cani. Nemmeno diluita. È tossica. Si sono dovuti mobilitare veterinari e associazioni animaliste per smentire l’ultima trovata che circola contro il coronavirus, ovvero quello di limitare la possibile fonte di contagio pulendo le zampe degli amici a quattro zampe con candeggina.

Le zampe dei cani non vanno pulite con la candeggina

La fonte delle “informazioni” è stata in questo caso la trasmissione su Canale 5 di Barbara d’Urso, in cui un veterinario in streaming ha detto che dopo aver fatto una passeggiata col proprio cane è possibile pulirgli le zampe con clorexidina diluita o addirittura candeggina diluita. Cinofili e veterinari sono dovuti intervenire di gran corsa, ribadendo che la candeggina e i solventi non vanno assolutamente usati sulle zampe degli animali.

«La candeggina non va assolutamente usata neanche diluita – ha detto Luca Robutti, presidente dell’ordine dei Medici Veterinari della provincia di Savona (fonte: la Stampa)  – Si rischia di fare dei danni anche molto seri. I cuscinetti nelle zampe sono molto sensibili, si potrebbero generare abrasioni o anche effetti peggiori qualora ad esempio l’animale poi si leccasse le parti trattate. Sul muso ancora più risolutamente no. Tra gli effetti nocivi potrebbe portare a vomito, erosioni della mucosa, del tartufo e delle labbra».

 

 

 

La Lega del Cane: i cani non sono fonte di contagio

Sono informazioni fuorvianti e pericolose, ammonisce la Lega nazionale per la difesa del cane (LNDC).

Spiega Luca Lombardini, Veterinario e Vice-Presidente Nazionale LNDC Animal Protection: «La candeggina può essere molto pericolosa per i nostri amici animali e quindi, non conoscendo bene le proporzioni di diluizione, è assolutamente da evitare. Quello che invece possiamo fare, se proprio pensiamo sia necessario, è pulire i polpastrelli delicatamente con una salvietta utilizzando i prodotti a base alcolica preparati anche per noi umani, come ad esempio l’Amuchina».

«È davvero sconcertante sentire delle informazioni così poco corrette arrivare da una trasmissione che ha così tanto seguito – dice Piera Rosati, Presidente Nazionale LNDC Animal Protection – Voglio comunque ricordare che i nostri animali domestici non sono fonte di contagio e che è molto improbabile che il cane riporti a casa il virus dalla strada e pulire le zampe è una misura da prendere solo se si vuole essere eccessivamente zelanti. In ogni caso però vanno evitati prodotti che possono causare danni ai polpastrelli o danni peggiori nel caso in cui l’animale si lecchi e li ingerisca».

 

Le indicazioni dell’Istituto superiore di sanità

Per chi ancora avesse qualche dubbio, vale l’indicazione data dall’Istituto superiore di sanità sulla pulizia delle zampe del cane di ritorno da una passeggiata.

Se torno da una passeggiata con il mio cane devo pulirgli le zampe?

La sopravvivenza del nuovo Coronavirus negli ambienti esterni non è al momento nota con certezza. Se il cane viene a contatto con le zampe con secrezioni respiratorie espulse a terra da persone infette è teoricamente possibile che possa trasportare il virus anche se non vi sono al momento evidenze di contagi avvenuti in questo modo. Quindi, si tratta di osservare l’igiene accurata delle superfici e delle mani lavando i pavimenti con soluzioni a base di cloro all’0.1% (la comune candeggina o varechina), le altre superfici con soluzioni a base di cloro allo 0,5% e le mani con acqua e sapone per oltre 20 secondi o con soluzioni/gel a base alcolica, per uccidere i virus. E’ possibile al rientro a casa lavare le zampe del cane con acqua e sapone, analogamente a quanto facciamo con le nostre mani, avendo cura di asciugarle bene e comunque è opportuno evitare di farlo salire con le zampe su superfici con le quali veniamo a contatto (ad esempio su letti o divani).

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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