salute mentale

Salute mentale e coronavirus

Non c’è salute senza salute mentale. Il disagio psicologico legato all’emergenza Covid e all’impatto delle misure di contenimento è molto diffuso e destinato probabilmente a crescere, evidenzia un report delle Nazioni Unite. Non tutti sono pronti ad affrontarlo.

La salute mentale sembra decisamente in secondo piano anche nella pianificazione delle misure che dovrebbero aiutare nella ripresa in Italia. Almeno questa la denuncia del Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi che, insieme agli ordini regionali, dice che «l’ultimo decreto del Governo interviene sugli aspetti economici della crisi, ma sembra ignorare completamente l’allarme sulle conseguenze della pandemia per la Salute Psicologica delle cittadine e dei cittadini. Ma non c’è vera ripresa senza salute psicologica».

 

ragazzo solo davanti a una finestra

 

Salute mentale, la solidarietà non basta

Un recente documento della Nazioni Unite parla chiaro: non si può aspettare oltre. L’emergenza sanitaria e il bisogno della popolazione hanno già attivato la solidarietà degli psicologi, che in tanti si sono attivati in iniziative di sostegno. Su dieci psicologi mobilitati per la pandemia, dice un sondaggio fra gli inscritti, sette lo hanno fatto in modo solidale. Circa duemila sono coinvolti nel numero verde attivato dal Ministero della Salute.

La solidarietà però «non basta. E oltretutto non si può chiedere a dei professionisti di lavorare gratuitamente per mesi. I bisogni psicologici dei cittadini necessitano di considerazione e rispetto; i professionisti devono essere sostenuti e riconosciuti».

«La comunità professionale e scientifica della Psicologia italiana chiede al Governo e al Parlamento l’inserimento di misure concrete a protezione della Salute Psicologica».

Salute mentale, cosa fare

Fra le azioni suggerite ci sono l’assunzione di psicologi e investimenti nel settore.

«La psicoterapia è quasi scomparsa dal servizio pubblico, e il disagio ottiene solo psicofarmaci come risposta – denunciano gli psicologi – In questa fase storica senza precedenti si è mostrata l’esigenza di un coordinamento più efficace tra Ospedali e Territorio: è necessario allora recuperarlo attraverso la previsione, il potenziamento e la valorizzazione delle Unità di Psicologia che si interfacciano con i bisogni assistenziali e il territorio attraverso le varie figure come lo psicologo di cure primarie, di continuità assistenziale, per assicurare interventi di prossimità e di comunità».

Oltre a queste risposte, gli psicologi propongono un bonus per la popolazione più a rischio e a basso reddito in modo che possa avere rapido accesso nel privato per risposte immediate dove il disagio è maggiore.

«Senza questi provvedimenti urgenti – concludono gli psicologi – non ci sarà risposta neanche per le necessità più urgenti e le situazioni più vulnerabili, come i sopravvissuti al Covid, i parenti dei deceduti, gli operatori sanitari, ma anche i minori in situazioni di disagio, le donne vittime di violenza, le persone con disabilità, a rischio di per disturbi psichici e suicidio. Non c’è salute senza salute psicologica, si curano persone oltre che corpi».

 

 

Supporto psicologico
Supporto psicologico a distanza, attivo il numero verde

 

Nazioni Unite: i problemi di salute mentale aumenteranno

Il Documento delle Nazione Unite su “COVID-19 and the Need for Action on Mental Health” del 13 maggio scorso denuncia che il disagio psicologico legato alla pandemia è molto diffuso.

Le difficoltà riguardano l’effetto del virus sulla salute e l’isolamento fisico, la paura di contrarre il virus, di perdere i propri cari, la lontananza dagli affetti durante il distanziamento, l’incertezza legata ai problemi economici, col rischio di perdere lavoro e redditi. Sono tutte fonti di sofferenza.

«È probabile un aumento a lungo termine del numero e della gravità dei problemi di salute mentale», si legge nel Report.

Salute mentale, chi è più a rischio

Per alcune persone il rischio è maggiore. Specifici gruppi di popolazione mostrano alti livelli di sofferenza psicologica legata al Covid-19, come gli operatori sanitari in prima linea e i soccorritori. Ci sono gli anziani e le persone con problemi di salute preesistenti, “terrorizzati e soli”. Ci sono l’infanzia e l’adolescenza, che in alcuni contesti rischiano anche un aumento di abusi.

«Le difficoltà emotive tra i bambini e gli adolescenti sono esacerbate dallo stress familiare e dall’isolamento sociale», denuncia il documento. Pesano l’interruzione dell’educazione e l’incertezza sul futuro. In Italia e in Spagna i genitori raccontano che fra le principali conseguenze psicologiche della pandemia sui bambini ci sono difficoltà di concentrazione, irritabilità, irrequietezza, senso di solitudine.

Sulle donne pesa un grande stress e un impatto spropositato, mentre la tutela della salute mentale rischia di non essere nemmeno presa in considerazione per chi vive in contesti di crisi umanitarie.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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