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Test per anticorpi Covid-19, l'Antitrust avvia verifiche sui prezzi

Quanto costano nelle strutture private i testi per anticorpi Covid-19? È quello che sta cercando di capire l’Antitrust, che ha avviato una verifica su segnalazione della Regione Lazio nei confronti di strutture sanitarie private e laboratori di analisi romani che pubblicizzano i test sierologici. A “prezzi esorbitanti”, ha denunciato la Regione nella segnalazione inviata all’Autorità, prezzi molto lontani dagli standard che la stessa amministrazione ha stimato per questo tipo di esami.

Secondo la regione Lazio, dovrebbero avere un costo fra 20 e 45 euro a seconda della tipologia. Ma anche se l’Antitrust nella sua nota non rilascia cifre, cronache e notizie di stampa raccontano di test venduti anche a 120 o 150 euro.

 

Covid-19

Test per anticorpi, l’Antitrust chiede informazioni sui prezzi

«Nell’ambito della propria attività istituzionale di monitoraggio dell’andamento dei prezzi dei beni e dei servizi maggiormente interessati dall’attuale emergenza CoVid-19, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – si legge in una nota – ha inviato una serie di richieste di informazioni ad un gruppo di strutture sanitarie e laboratori di analisi romani che hanno pubblicizzato l’offerta di test sierologici per l’identificazione di anticorpi diretti verso il virus SARS-Co-V-2».

L’iniziativa scaturisce da una comunicazione ricevuta dalla Regione Lazio in cui l’amministrazione racconta di aver ricevuto segnalazioni sull’offerta di test sierologici, da parte di strutture private, «a prezzi esorbitanti».

Informazioni da inviare entro il 20 aprile

L’Antitrust chiede dunque alle strutture sanitarie di inviare, entro lunedì 20 aprile, una serie di informazioni. Queste: indicare la tipologia di test eseguiti, le modalità con cui i clienti vengono informati delle caratteristiche e dei limiti degli stessi test, le modalità di esecuzione delle prestazioni, se vengono svolte in sede o a domicilio, e i prezzi dei test.

Il fattore prezzo è di tutto rilievo, anche perché la Regione Lazio, in una comunicazione dello scorso 9 aprile, ha fissato dei parametri di riferimento e ha fornito una stima dei costi che i clienti dovrebbero pagare per questo tipo di test, auspicando l’applicazione di prezzi simili da parte delle strutture private. Come ricorda l’Antitrust, la stima dei costi è di 20 euro per il test rapido da sangue capillare (a fronte di costi sostenuti dalla struttura erogante di 15 euro) e di 45 euro per il test sierologico con prelievo venoso (a fronte di costi sostenuti dalla struttura erogante di 30 euro).

L’Antitrust chiede dunque alle strutture private, in caso di differenza fra i prezzi indicati dalla Regione Lazio e i prezzi praticati per gli stessi test, di giustificare la differenza. Entro lunedì.


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