salmonella

Le zoonosi nella Ue

In Europa i casi di campylobacter e di salmonella sono stabili. Si tratta delle due malattie zoonotiche più diffuse nell’Unione europea.

La campilobatteriosi ha colpito oltre 220 mila persone nel 2019. La seconda malattia zoonotica segnalata con più frequenza nella Ue è stata la salmonellosi, che ha colpito circa 88 mila persone. In Europa comunque il numero di casi di malattia provocata nell’uomo da batteri Campylobacter e Salmonella sembra essersi stabilizzato negli ultimi cinque anni.

L’andamento delle zoonosi

Questo quanto emerge dall’ultima relazione sulle malattie zoonotiche dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).

La relazione contiene i risultati dell’attività di monitoraggio delle zoonosi, le malattie che si trasmettono dagli animali agli esseri umani, svolte nel 2019 in 36 paesi europei.

La prima e la seconda zoonosi più segnalate negli esseri umani erano dunque la campylobacteriosi e la salmonellosi. Dal 2015 al 2019 la tendenza di queste due malattia è alla stabilità. La terza infezione più segnalata è invece quella da Escherichia coli ed è in aumento dal 2015 al 2019.

«Dall’esame di 66.113 campioni di alimenti pronti al consumo, ossia alimenti che non necessitano di cottura prima di essere consumati, lo 0,3% è risultato positivo a Salmonella, mentre su 191.181 campioni di alimenti non pronti al consumo è risultato positivo l’1,5 %», dice l’Efsa.

Diciotto dei 26 Stati membri che comunicano dati sui programmi di controllo di Salmonella nelle popolazioni di pollame hanno centrato tutti gli obiettivi di riduzione rispetto a quanto hanno fatto 14 Stati membri nel 2018.

Le altre zoonosi

Le altre malattie più segnalate sono state le infezioni da Escherichia coli produttore di tossine Shiga (STEC), yersiniosi e listeriosi.

«Dopo una lunga fase di incremento, i casi conclamati di listeriosi nell’uomo si sono stabilizzati nel periodo 2015-2019. Nel 2019 i casi segnalati sono stati 2.621 e hanno riguardato perlopiù soggetti di oltre 64 anni di età. A causa degli elevati tassi di ospedalizzazione (92 %) e di mortalità (17,6 %), si è rivelata la malattia zoonotica più grave».

I focolai infettivi

Nel 2019 sono stati registrati complessivamente 5.175 casi di focolai infettivi di origine alimentare, in calo del 12,3% rispetto al 2018.

La salmonella è l’agente più frequente, responsabile di 926 focolai, e le più comuni fonti di infezione da Salmonella sono state rappresentate da uova e ovoprodotti. I norovirus nel pesce e nei prodotti della pesca hanno provocato il più elevato numero di focolai (145) per i quali sono state riscontrate “solide evidenze” a sostegno di un’origine alimentare.

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