MC chiede azione sul caso degli airbag Takata (Foto Pixabay)

Le campagne di richiamo delle auto con airbag Takata difettosi rimangono “volontarie, non coordinate dal Ministero e spesso tardive e inadeguate”. Così Movimento Consumatori che chiede al Ministero dei Trasporti di intervenire con urgenza sulle campagne di richiamo dei veicoli con airbag difettosi Takata per tutelare la sicurezza e l’incolumità di automobilisti e passeggeri.

«L’associazione – afferma Alessandro Mostaccio, segretario generale MC – ritiene necessario un immediato intervento da parte del Ministero dei trasporti per assicurare che i produttori concludano il richiamo di tutti i veicoli circolanti con airbag Takata difettosi entro un termine concordato; MC chiede di disporre che le campagne di richiamo informino in maniera accurata i consumatori del pericolo di morte e lesioni, di ordinare lo stop drive dei veicoli a rischio e di assicurare ai proprietari un mezzo alternativo fino alla sostituzione dell’airbag. La sicurezza dei cittadini non può essere lasciata alla sola iniziativa delle associazioni e alle decisioni dei tribunali nelle class action e nelle azioni rappresentative».

I richiami delle auto con airbag Takata

Il caso è quello degli airbag Takata, oggetto di una serie di campagne di richiamo internazionali perché a rischio. Con il tempo le sostanze chimiche contenute nell’airbag possono deteriorarsi, provocando in caso di incidente gravi lesioni o persino la morte. Alcune campagne sono state imponenti: negli Stati Uniti ci sono stati richiami per 67 milioni di veicoli; in Francia quest’estate il Ministero dei trasporti ha ordinato il richiamo di 2,5 milioni automobili, disponendone lo stop drive di circa 1,7 milioni.

“In Italia, invece, non è stata resa pubblica alcuna iniziativa da parte delle autorità per informare i proprietari dei rischi né per ordinare ai produttori rapide ed efficaci campagne di richiamo. Le campagne avviate restano volontarie, non coordinate dal Ministero e spesso tardive e inadeguate, come evidenziato dal tribunale e dalla Corte d’appello di Torino nelle azioni collettive per i veicoli C3 e DS3”, spiega Movimento Consumatori.

Negli Stati Uniti sono stati registrati finora 29 decessi e almeno 400 feriti. In Europa si contano 18 decessi, l’ultimo caso risale allo scorso 11 giugno 2025 a Reims in Francia. In Italia si sono verificati due episodi mortali che hanno coinvolto giovani donne: a maggio 2024 in Calabria e nei primi mesi del 2025 ad Acerra.

In Italia la campagna di richiamo è partita nel maggio dello scorso anno, con l’arrivo della comunicazione che notificava a migliaia di persone un difetto nei dispositivi di gonfiaggio dei cuscini salvavita delle automobili di cui erano proprietari. Nel maggio 2024 oltre 170.000 proprietari di C3 e DS3, prodotte dal 2009 al 2019, hanno dunque ricevuto da Stellantis lo “stop drive”, l’ordine di interrompere immediatamente la guida dei veicoli, fino alla sostituzione dell’airbag difettoso. Da gennaio 2025 anche i proprietari di veicoli Opel Zafira, Astra e Meriva sono alle prese con una campagna di richiamo per gli airbag Takata con una lettera che li avvisa dei rischi.

MC chiede stop drive per i veicoli Opel

«In assenza di ogni intervento da parte delle autorità di vigilanza -afferma Paolo Fiorio, coordinatore del servizio legale MC – l’associazione ha dovuto prima avviare l’azione di classe contro Citroen per la campagna di richiamo delle C3 e DS3 e nelle scorse settimane ha presentato un’azione rappresentativa per i veicoli Opel contro le società del gruppo Stellantis (Opel e Groupe PSA) oggetto di una massiccia, tardiva e inadeguata campagna di richiamo. Mentre per le C3-DS3 è stato, prudentemente imposto lo stop drive, per i veicoli Opel non è stata data alcuna indicazione di cessarne l’uso, nonostante si tratti di modelli in alcuni casi più vecchi, immatricolati nelle stesse aree e dotati di airbag Takata difettosi che possono provocare lesioni o morte».

MC ha chiesto che il tribunale ordini lo stop drive, fissi un termine per il completamento delle sostituzioni, assicuri la disponibilità di veicoli sostitutivi e imponga un’adeguata campagna di comunicazione. L’udienza per i provvedimenti d’urgenza è fissata il prossimo 2 ottobre.

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