Carrello tricolore, Altroconsumo: “Non è mai decollato davvero” (Foto Pixabay)

Il carrello tricolore non è mai davvero decollato e i benefici per i consumatori sono stati davvero pochi. Anche perché molti prodotti ad alta frequenza di acquisto non sono mai entrati nel carrello. Luci e ombre per un’iniziativa “mai veramente decollata” è quelle che traccia Altroconsumo che ha monitorato l’iniziativa del Governo contro il caro prezzi, lanciata in pompa magna per l’ultimo trimestre del 2023 non fra poche polemiche.

L’associazione ha cercato di verificarne l’efficacia durante tutti i tre mesi. Dopo la partenza non facile ha riscontrato che “già a metà dicembre si è registrato un netto calo nel numero dei prodotti del Carello tricolore (-37%). Nel trimestre anti-inflazione i prezzi dei prodotti nel carrello tricolore – quasi sempre della marca del distributore – sono effettivamente diminuiti rispetto ai mesi precedenti, ma nel 65% dei casi non erano i più economici sullo scaffale”.

“In generale – spiega Altroconsumo – la scarsa numerosità di referenze selezionate e l’assenza di prodotti in alcune categorie molto acquistate dagli italiani hanno reso impossibile effettuare una spesa completa anche solo dei prodotti essenziali, limitando di molto la reale possibilità di risparmio per le famiglie”.

Carrello tricolore mai decollato davvero

Sostiene il responsabile relazioni esterne di Altroconsumo Federico Cavallo: «Nato tra migliori auspici e grandi annunci, il carrello tricolore non è mai veramente decollato e, anzi, in molti casi è rimasto abbandonato anzitempo tra le corsie: è questo il saldo finale che possiamo trarne, dopo averne accompagnato passo passo l’iter per verificarne la reale efficacia. Prova ne è che, dopo la partenza a rilento e disorganizzata che abbiamo raccontato, con diversi “distinguo” dai punti vendita, già a metà dicembre in gran parte delle catene distributive l’iniziativa è sembrata in via di dismissione».

«Di certo c’è – prosegue – che i benefici reali e aggiuntivi per i cittadini sono stati modesti: la scarsa numerosità di referenze selezionate dalla Gdo e l’assenza di prodotti calmierati in alcune categorie ad alta frequenza di acquisto (come olio, acqua minerale, dentifricio, oltre a tutto il fresco) hanno seriamente compromesso la possibilità di fare una spesa completa a prezzi ridotti, anche solo dei prodotti essenziali. A ciò si aggiunga che nel trimestre anti-inflazione i prodotti del carrello tricolore non erano i più economici a scaffale ben nel 59% dei casi. In più, nel mese di gennaio – a trimestre anti-inflazione terminato – i prezzi dei prodotti che prima erano in promozione con il carrello tricolore non sono tornati ad aumentare, come sarebbe stato normale al termine di offerte realmente significative, cioè che avessero realmente influenzato i prezzi. Nella stragrande maggioranza dei casi i prezzi sono invece rimasti esattamente gli stessi e in alcuni casi sono persino diminuiti. Le evidenze che questa promozione sia stata interpretata solo come un “logo” da apporre agli scaffali, in sostanza, restano».

Il trimestre anti-inflazione, l’andamento nei mesi secondo Altroconsumo

Ampiamente dibattuto e al centro di diverse considerazioni sulla sua reale efficacia già al momento del lancio, il carrello tricolore, o trimestre anti-inflazione, è l’iniziativa che si è svolta dal 1° ottobre al 31 dicembre 2023, concordata tra governo, Grande distribuzione e produttori. L’obiettivo dichiarato era di offrire un paniere di beni di largo consumo, fra cui molti beni alimentari, a prezzi ribassati per cercare di contenere i prezzi e tutelare il potere d’acquisto delle famiglie italiane.

Altroconsumo ha analizzato i prezzi di 125 categorie di prodotti in 15 punti vendita di 8 catene (super, iper e discount) tra Roma e Milano. Già a metà dicembre l’analisi dell’associazione mostrava che l’iniziativa stava avendo un impatto limitato in termini di risparmio per le famiglie. I dati, spiega, indicavano “un netto calo nel numero dei prodotti del carrello tricolore (-37%), che per il 97% erano prodotti a marchio commerciale, a cui si affiancava una generalizzata riduzione delle promozioni, -25% rispetto ad ottobre”.

A gennaio Altroconsumo ha continuato le rilevazioni, notando che in 6 punti vendita sui 15 del campione, nei primi 15 giorni di gennaio, c’erano ancora prodotti contrassegnati da questa promozione: ne sono stati trovati ancora 291. Come nelle rilevazioni precedenti, i prodotti inseriti nel carrello tricolore erano quasi tutti a marchio del distributore (96% dei casi).

L’andamento dei prezzi del carrello tricolore

E come sono andati i prezzi?

“Dall’indagine è emerso che solo per il 12% dei prodotti che prima erano nel carrello tricolore il prezzo è aumentato al termine del trimestre anti-inflazione (si tratta di 84 prodotti sui 689 totali prima nel carrello), per il 79% (543 prodotti) il prezzo è rimasto invariato e per il 9% (62 prodotti) il prezzo è addirittura diminuito. Ciò significa che per l’88% dei prodotti del carrello tricolore (605 su 689) il prezzo non è aumentato al termine della promozione, come sarebbe stato invece comprensibile se la promozione avesse davvero influenzato i prezzi. Non è un male che i prezzi non siano aumentati, anzi; ma questo risultato, ancora una volta, non conferma una vera efficacia dell’iniziativa di calmieramento dei prezzi, per come è stata presentata”.

Inoltre, anche se il carrello tricolore si era esaurito, a gennaio il numero delle promozioni totali è comunque aumentato ed è anche più alto rispetto a tutti i monitoraggi precedenti (+35%, ad esempio, rispetto a dicembre). “I punti vendita hanno rinforzato le loro classiche promozioni per invogliare i consumatori a continuare a fare acquisti dopo un periodo di forti consumi e spese come il Natale. Si può affermare comunque che – del carrello tricolore, una volta terminata l’iniziativa – non si sente la mancanza, neanche quanto a numero di promozioni sugli scaffali”.

Dalle rilevazioni emerge inoltre che i prezzi di gennaio 2024 (a iniziativa terminata) rispetto ai prezzi di dicembre/ottobre 2023 (quando era ancora in corso) sono rimasti praticamente gli stessi. Se insomma la promozione non ci fosse stata, non sarebbe cambiato quasi nulla per i consumatori.


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