Design ingannevole su app e siti web, Garante Privacy: in arrivo indagine internazionale (Foto di Joshua Woroniecki da Pixabay)

Al via un’indagine internazionale sui modelli di design ingannevole presenti su app e siti web. I dark pattern, o modelli di progettazione ingannevole, saranno infatti l’oggetto del “Privacy Sweep”, l’indagine conoscitiva a tappeto coordinata dal Global privacy enforcement network (GPEN), una rete internazionale di cui fa parte anche il Garante italiano della Privacy. In Italia l’indagine si concentrerà sui siti web e il giorno sarà scelto dall’Autorità in una data compresa tra il 29 gennaio e il 2 febbraio, periodo individuato dal GPEN per coordinare l’azione.

I modelli di design ingannevole

Secondo la definizione del Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB), i modelli di progettazione ingannevoli sono interfacce e percorsi utente che cercano di influenzare le persone a fare scelte inconsapevoli riguardo al trattamento dei loro dati personali, non volute e potenzialmente dannose, spesso contrarie agli interessi degli utenti, ma favorevoli a quelli delle piattaforme.

I modelli di progettazione ingannevoli, o dark pattern, mirano dunque a influenzare i comportamenti degli utenti e possono influenzare la capacità di proteggere i dati personali.

Fra le situazioni più frequenti di dark pattern, ci sono quei messaggi che invitano ad affrettare un acquisto perché è l’ultima disponibilità di prezzo scontato e ci sono altri potenziali acquirenti sono interessati; oppure i casi di prodotti che vengono aggiunti rapidamente alla fine del processo dell’ordine online, banner evidenziati appositamente per cliccarci sopra, messaggi di “rimprovero” per aver rifiutato uno sconto, abbonamenti che si attivano con un click, ma che sono quasi impossibili da disdire.

Fra i modelli di progettazione ingannevoli, ci sono i casi in cui gli utenti si trovano di fronte a una enorme numero di richieste, informazioni, opzioni o possibilità finalizzate a spingerli a condividere più dati possibili e consentire involontariamente il trattamento dei dati personali contro le loro aspettative (overloading). Oppure quando le scelte degli utenti vengono influenzate facendo appello alle loro emozioni o usando sollecitazioni visive. (Qui la scheda del Garante Privacy).

Come si svolgerà l’indagine

I siti web e le app oggetto dello Sweep saranno analizzati, spiega il Garante Privacy, secondo una serie di indicatori che vanno dalla chiarezza dei testi alla progettazione dell’interfaccia, e che riguarderanno, ad esempio, la presenza di messaggi assillanti o di ostacoli o interazioni obbligate frapposti alle scelte.

In base ai risultati, ogni Autorità privacy potrà organizzare attività di sensibilizzazione sul tema, contattare i titolari per segnalare le criticità emerse dall’indagine o avviare istruttorie nei loro confronti.


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