Scuola

Didattica a distanza, da oggi si ricomincia. In realtà la didattica a distanza è rimasta in molte scuole, in forma alternata alla didattica in presenza o integrata nell’orario scolastico con diverse modalità, più o meno emergenziale. Negli ultimi provvedimenti decisi a ottobre era prevista al 75% dell’orario. Ora invece, con l’ultimo Dpcm del 3 novembre, la didattica a distanza (che si chiama nel documento didattica digitale integrata) torna al 100% nelle scuole superiori. E, per le regioni in zona rossa, anche in seconda e terza media.

Scuola, in vigore da oggi il nuovo Dpcm

Il Dpcm entra in vigore da oggi. Saranno 4 milioni gli studenti delle scuole statali e paritarie che parteciperanno alle lezioni da casa, in remoto. La didattica a distanza per le superiori coinvolgerà oltre il 47% della popolazione scolastica in tutta Italia, con le percentuali più alte in Calabria, Lombardia e Piemonte (attualmente in zona rossa) e col dato della Campania al 100% perché la regione ha sospeso tutta la scuola in presenza, infanzia compresa. I numeri vengono da Tuttoscuola che ha elaborato i dati del Ministero dell’Istruzione.

Il Dpcm che entra in vigore oggi prevede che tutto il ciclo della scuola superiori passi alla didattica a distanza. «Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica (…)in modo che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata. Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell’istruzione n. 89 del 7 agosto 2020, e dall’ordinanza del Ministro dell’istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata».

Rimangono in presenza gli altri cicli scolastici, con obbligo di mascherina per gli studenti sopra i 6 anni.

«L’attività didattica ed educativa per la scuola dell’infanzia, il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, con uso obbligatorio di dispositivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina».

Nelle zone rosse la didattica a distanza parte dalla seconda media.

«Fermo restando lo svolgimento in presenza della scuola dell’infanzia, della scuola primaria, dei servizi educativi per l’infanzia (…) e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado, le attività scolastiche e didattiche si svolgono esclusivamente con modalità a distanza».

 

didattica a distanza
Didattica a distanza per regioni. Fonte: Elaborazione Tuttoscuola su dati 2019-20 del Ministero Istruzione

 

Tuttoscuola: didattica a distanza per il 47% della popolazione scolastica

In tutto passeranno alla didattica a distanza 4 milioni di studenti, oltre il 47% della popolazione scolastica su base nazionale, per almeno un mese.

In questa cifra, spiega Tuttoscuola che ha elaborato i dati, rientrano tutti gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, oltre 2,7 milioni.

«In aggiunta a questa limitazione generale, per le regioni individuate in area rossa (Lombardia, Piemonte e Calabria) la DaD si estenderà ad oltre 316 mila alunni del secondo e terzo anno della secondaria di I grado».

Si aggiungono i casi di Campania e Puglia che hanno sospeso con ordinanza regionale la scuola in presenza: la Campania per tutti e la Puglia a partire dalla scuola elementare.

Scrive Tuttoscuola: «Dopo la Campania e la Puglia (rispettivamente con il 100% e l’84% di alunni a casa), seguono con percentuali tra il 43 e il 47% la Calabria, il Piemonte e la Lombardia, le regioni dell’area rossa. In fondo a questa specie di graduatoria regionale, con percentuali comprese tra il 31 e il 32% si trovano le tre regioni del Nord Est (Friuli, Emilia e Veneto)».

Sono intorno al 33% gli alunni in didattica a distanza nelle Marche, Liguria, Sicilia e Toscana, al 32% in Abruzzo e Lazio.

Parliamone ;-)