Rapporto delle Nazioni Unite, cresce il numero di quanti hanno fame nel mondo: 828 milioni nel 2021 (foto pixabay)

Fame zero entro il 2030 è sempre più lontana. Nel mondo è cresciuto il numero delle persone che hanno fame: sono 828 milioni nel 2021, il 9,8% della popolazione mondiale. Stanno aumentando dall’inizio della pandemia. Ci sono 2,3 miliardi di persone che hanno vissuto in condizione di insicurezza alimentare e oltre 3 miliardi di persone che non hanno potuto permettersi una dieta sana nel 2020. 45 milioni di bambini sotto i cinque anni soffrono di deperimento. Sono numeri da choc, quelli diffusi dall’ultimo Rapporto sullo Stato della Sicurezza Alimentare e della Nutrizione (edizione 2022 di The State of Food Security and Nutrition in the World  – SOFI). Il mondo ha fatto passi indietro negli sforzi per eliminare fame e malnutrizione. Che sono sempre più diffusi.

Il mondo si sta allontanando dall’obiettivo di porre fine alla fame, all’insicurezza alimentare e alla malnutrizione in tutte le sue forme entro il 2030, evidenzia il rapporto, che contiene aggiornamenti sulla situazione della sicurezza alimentare e della nutrizione in tutto il mondo, comprese le ultime stime sul costo e sull’accessibilità di una dieta sana. Lo studio è stato pubblicato ieri congiuntamente dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), dal Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), dal Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF), dal World Food Programme (WFP) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

«Questo rapporto evidenzia ripetutamente l’intensificarsi di questi principali fattori di insicurezza alimentare e malnutrizione: conflitti, shock climatici estremi e economici, combinati con crescenti disuguaglianze – hanno scritto nella prefazione di quest’anno i capi delle cinque agenzie delle Nazioni Unite – La questione in gioco non è se le avversità continueranno a verificarsi o meno, ma come intraprendere azioni più audaci per costruire la resilienza contro gli shock futuri».

 

 

Fame nel mondo, i numeri di un dramma crescente

I numeri diffusi dalle agenzie restituiscono un quadro cupo e allarmante.

Ben 828 milioni di persone hanno sofferto la fame nel 2021: 46 milioni di persone in più rispetto all’anno precedente e 150 milioni in più dal 2019.

Dopo essere rimasta relativamente invariata dal 2015, la percentuale di persone affamate è aumentata nel 2020 e ha continuato a crescere nel 2021, raggiungendo il 9,8 per cento della popolazione mondiale, rispetto all’8 per cento nel 2019 e al 9,3 per cento nel 2020.

Circa 2,3 miliardi di persone nel mondo (29,3 per cento) hanno vissuto in condizioni di insicurezza alimentare moderata o grave nel 2021, 350 milioni in più rispetto a prima dello scoppio della pandemia di COVID 19. Quasi 924 milioni di persone (l’11,7 per cento della popolazione mondiale) hanno affrontato gravi livelli di insicurezza alimentare, un aumento di 207 milioni in due anni. Continua a crescere il divario di genere: nel 2021 il 31,9 per cento delle donne nel mondo ha sofferto di insicurezza alimentare moderata o grave, rispetto al 27,6 per cento degli uomini, un divario di oltre 4 punti percentuali, rispetto ai 3 punti percentuali nel 2020 .

La malnutrizione nel mondo

La malnutrizione comprende la sia denutrizione (deficit di sviluppo e deperimento dei bambini e carenze di vitamine e minerali) sia la situazione di sovrappeso e obesità.

Ci sono quasi 3,1 miliardi di persone che non hanno potuto permettersi una dieta sana nel 2020, 112 milioni in più rispetto al 2019, e questo è “un riflesso degli effetti dell’inflazione sui prezzi dei generi alimentari al consumo derivante dagli impatti economici della pandemia di COVID-19 e dalle misure messe in atto per contenerla”.

Fra i bambini, il dossier stima che circa 45 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni abbiano sofferto di deperimento, la forma più mortale di malnutrizione, che aumenta il rischio di morte dei bambini fino a 12 volte.  149 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni hanno avuto deficit di sviluppo a causa di una mancanza cronica di nutrienti essenziali nella loro dieta, mentre 39 milioni erano in sovrappeso.

Si stanno facendo progressi nell’allattamento al seno, con quasi il 44 per cento dei bambini di età inferiore ai sei mesi che, in tutto il mondo, sono stati allattati esclusivamente al seno nel 2020, anche se si è al di sotto dell’obiettivo del 50 per cento entro il 2030.

La fame nel 2030

Fame zero è lontana. Le proiezioni dicono che nel 2030 quasi 670 milioni di persone (l’8 per cento della popolazione mondiale) dovranno ancora affrontare la fame, anche prendendo in considerazione una ripresa economica globale. Si tratta di un numero simile al 2015, quando l’obiettivo di porre fine alla fame, all’insicurezza alimentare e alla malnutrizione entro la fine di questo decennio fu lanciato nell’ambito dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Nel frattempo, sottolineano le agenzie, la guerra in Ucraina, che coinvolge due dei maggiori produttori mondiali di cereali, di olio di semi e di fertilizzanti, “sta sconvolgendo le catene di approvvigionamento internazionali e facendo aumentare i prezzi di grano, fertilizzanti, energia, nonché degli alimenti terapeutici pronti all’uso per bambini che soffrono di malnutrizione grave. Ciò accade mentre le catene di approvvigionamento sono già colpite negativamente da eventi climatici estremi sempre più frequenti, specialmente nei paesi a basso reddito, e ha implicazioni potenzialmente preoccupanti per la sicurezza alimentare e la nutrizione globali”.


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