Oggi la Giornata della Terra. Dove sono finiti clima e ambiente? (Foto Pixabay)

Clima fuori dal radar mediatico nella Giornata mondiale della Terra. Dove sono finiti la crisi climatica e l’ambiente? Soffocati dalle guerre, dalle crisi geopolitiche, dalla crisi economica legata allo shock petrolifero. I conflitti e l’instabilità rischiano di far arretrare le politiche ambientali nel momento in cui bisogna accelerare. E così, in occasione della Giornata della Terra che ricorre oggi, Kyoto Club richiama l’attenzione sull’urgenza di riportare al centro del dibattito pubblico la crisi climatica e ambientale.

Spiega Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana: “Dove sono finiti clima e ambiente? Guerre, corsa al petrolio e conflitti ideologici occupano tutto lo spazio mediatico. L’America di Trump attacca senza mezzi termini la scienza del clima e smonta decenni di politiche di sostenibilità, mentre l’Europa sembra pensare più alle armi che ai pannelli solari. La realtà fisica però se ne infischia e galoppa verso un pianeta sempre più caldo, più estremo, più inquinato e sovra sfruttato. Dobbiamo riposizionare il nostro navigatore globale sui valori sociali e ambientali stabiliti dalle Nazioni Unite, altrimenti perderemo il tempo, sempre più scarso e prezioso, della prevenzione”.

La crisi climatica non aspetta

La crisi climatica non aspetta, richiede azioni immediate e coraggiose. E non può aspettare il Pianeta: è uno, è sempre più sfruttato e soggetto a una crisi ambientale sempre più devastante.

Dal 22 aprile 1970 la Giornata della Terra mobilita ogni anno oltre un miliardo di persone nel mondo per difendere l’unico pianeta che l’umanità ha a disposizione. È il più grande evento internazionale dedicato alla tutela della Terra. Nata nel 1970 negli Stati Uniti come mobilitazione civica per la protezione dell’ambiente, oggi la Giornata della Terra è oggi un momento chiave per fare il punto sulle sfide globali legate al cambiamento climatico, alla perdita di biodiversità, all’inquinamento e all’uso insostenibile delle risorse naturali.

Ma nella Giornata della Terra c’è poco da festeggiare. La Terra è “un’unica “scialuppa di salvataggio” per l’umanità, sempre più fragile e insostituibile”, evidenzia il WWF, che ricorda come la crisi ambientale stia avanzando e alimentando povertà, disuguaglianza e instabilità mondiale.

Le crisi che schiacciano il Pianeta

Il Pianeta è schiacciato fra crisi climatica e crisi di natura, due emergenze che si alimentano a vicenda. Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, gli ultimi tre anni sono stati i più caldi mai registrati e la concentrazione della CO₂ in atmosfera la più alta da almeno 800mila anni. Dal 2000 i ghiacciai continentali, esclusi Artico e Antartide, hanno perso tra il 2% e il 39% del loro ghiaccio a livello regionale e circa il 5% a livello globale, una quantità pari al consumo d’acqua dell’intera popolazione mondiale in 30 anni. Le foreste stanno scomparendo al ritmo di oltre 4 milioni di ettari l’anno, il suolo continua a degradare con 24 miliardi di tonnellate di suolo fertile perse in media ogni anno. Solo nel 2025 sono andati in fumo, bruciati da incendi e maxi roghi, 390 milioni di ettari.

La biodiversità mondiale declina e negli ultimi 50 anni i vertebrati selvatici hanno subito un crollo medio del 73%. Il pianeta è invaso dalla plastica: più di 20 milioni di tonnellate si disperdono annualmente in fiumi, laghi e oceani mentre le microplastiche sono ovunque, contaminano acque e suoli, aria e catena alimentare.

Per il WWF la Giornata della Terra deve essere una chiamata all’azione.

Proteggere la natura e il clima significa anche prevenire conflitti, ridurre la competizione per risorse sempre più scarse e costruire le basi di una pace duratura”, spiega il WWF. Per l’associazione, infine, “accelerare la transizione verso energie rinnovabili, diffuse e pulite per frenare gli impatti del cambiamento climatico significa anche scegliere un sistema energetico che garantisce pace, autonomia e sicurezza”.

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