Milano a 30 km/h, si solleva la polemica. Gli ambientalisti chiedono un incontro al MIT

Milano a 30 km/h, si solleva la polemica. Gli ambientalisti chiedono un incontro al MIT (Fonte immagine: Pixabay)

Milano a 30 km/h, si solleva la polemica. Gli ambientalisti chiedono un incontro al MIT

Il Consiglio comunale di Milano ha approvato un ordine del giorno della maggioranza che invita all’approvazione di una delibera per introdurre il limite di velocità a 30 km/h su tutto il territorio cittadino a partire dal 2024. La decisione ha scatenato reazioni favorevoli e contrarie

Dal 2024 Milano potrebbe diventare una città 30 km/h. Pochi giorni fa, infatti, il Consiglio comunale “ha approvato un ordine del giorno della maggioranza che invita il sindaco, Beppe Sala, e la sua giunta a proclamare Milano Città 30, istituendo il limite di velocità in ambito urbano a 30 chilometri orari, a partire dal primo gennaio 2024″. È quanto si apprende dall’Ansa.

Una decisione che si pone l’obiettivo di favorire la riduzione degli incidenti stradali. Secondo gli ultimi dati Istat, pubblicati nel mese di luglio 2022 e relativi al 2021, la velocità rientra, infatti, fra i tre comportamenti errati alla guida più frequenti: la distrazione, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata. La guida troppo veloce, in particolare, è il comportamento più sanzionato, rappresenta infatti il 36% del totale.

“Il documento approvato dal Consiglio comunale di Milano – si legge nella nota Ansa – prevede anche delle deroghe, che potranno essere previste su alcune strade selezionate a grande scorrimento, dove potranno essere previsti limiti più alti di 50 chilometri all’ora”.

Intanto il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha dichiarato, a margine del Congresso della Camera del Lavoro Metropolitana di Milano, che “Milano a 30 km/h non può essere l’unica soluzione. Va verificato, e gli uffici ci stanno lavorando, dove si può applicare: non su tutta la città”. (Ansa)

Milano Città 30 km/h, le reazioni

L’approvazione dell’ordine del giorno ha scatenato alcune reazioni contrarie nel mondo della politica, a partire dal ministro alle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini, che su Twitter ha scritto “Ricordo al sindaco e al Pd che a Milano la gente vorrebbe anche lavorare“.

Contrario anche Geronimo La Russa, presidente di Automobile Club Milano, secondo cui si tratta di una “scelta demagogica”, che “nel medio e lungo periodo non garantirà alcun beneficio per la città e i cittadini”. “Se introdurre i limiti davanti alle scuole e in alcune vie di quartiere è sensato, estenderli a tutta la città è una follia – ha spiegato in una nota. – Un provvedimento del genere non diminuirà la circolazione dei veicoli e l’inquinamento ma complicherà e rallenterà la vita della città”.

L’iniziativa del Consiglio comunale di Milano è stata contestata anche dall’Associazione Codici: “La sicurezza stradale è importante così come la lotta all’inquinamento – ha dichiarato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –, ma questa proposta che arriva da Milano, e che ha aperto un dibattito su scala nazionale, non ci convince”.

 

 

Città 30 km/h, le Associazioni ambientaliste chiedono un incontro al MIT

 

“Al di là del caso specifico, introdurre in un grande centro urbano il limite di velocità a 30 km/h non è una soluzione. Iniziative simili fanno venire il dubbio che dietro ci sia un tentativo di favorire il mercato dell’auto elettrica – ha sottolineato Giacomelli. – Nelle metropoli italiane il limite di velocità è già di per sé ridotto a causa del traffico. Le soluzioni, a nostro avviso, sono altre. Andrebbe rivisto il piano del traffico, istituendo l’onda verde lungo le direttrici principali così da evitare le code ai semafori. Bisognerebbe, inoltre, potenziare ed incentivare il trasporto pubblico locale. I cittadini devono essere messi nelle condizioni di rinunciare all’auto e prendere un autobus che passa in orario o una metro che non resta bloccata in galleria per un incidente, su mezzi dove è possibile salire senza dover sgomitare o dove si viaggia accalcati”.

La posizione degli Ambientalisti

Diverso il parere di Legambiente, che insieme ad un gruppo di associazioni, ha scritto al Ministro Salvini per chiedere un incontro al MIT e l’apertura di tavolo di discussione sul tema, promuovendo un modello che unisce mobilità sostenibile e sicurezza stradale.

“L’istituzione delle Città 30 è il provvedimento più innovativo ed efficace per contrastare l’incidentalità sulle strade urbane, in quanto coniuga una drastica riduzione delle stragi stradali, l’integrazione tra le diverse composizioni modali di trasporto, il rispetto degli impegni climatici, il miglioramento della vivibilità, oltre che una significativa fluidificazione del traffico”, hanno ribadito Legambiente, Fiab, Asvis, Kyoto Club, Vivinstrada, ANCMA, Salvaiciclisti, Fondazione Michele Scarponi, AMODO, ricordando anche che “il modello Città 30 è stato già realizzato in diverse città europee“.

Inoltre, le associazioni ricordano che in Italia anche altre città stanno avviando percorsi per diventare Città 30: dopo Olbia e Cesena, anche Bergamo, Torino, Bologna e solo ultima Milano.

“Moderare la velocità come previsto dalle Città 30 ― concludono le associazioni ― non rappresenta un limite alla libera e celere circolazione delle persone e delle merci, in quanto attualmente com’è a tutti noto la velocità media all’interno delle città è di 29,4 km/h (secondo l’Osservatorio UnipolSai sulle abitudini al volante), scendendo fino a 7-8 km/h nelle ore di punta (secondo l’ultimo libro bianco dei trasporti di Confcommercio). L’automobile privata non è il mezzo più veloce e affidabile nei centri urbani, solo con l’intermodalità tra i vari mezzi di trasporto, quali trasporto pubblico urbano, sharing e mobilità attiva, si potrà ottenere una riduzione del tasso di motorizzazione, di cui l’Italia detiene primato europeo con relativa congestione del traffico, difficoltà negli spostamenti e aumento degli agenti inquinanti, oggetto spesso di procedure di infrazione da parte dell’Europa”.


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