Ci sarà davvero una tassa sugli ascensori? La denuncia è stata lanciata nei giorni scorsi da Confedilizia ed è legata all’approvazione entro il 19 aprile di un decreto di attuazione della direttiva 2014/33/Ue. Lo schema, licenziato dal Mise, impone una verifica straordinaria degli ascensori esistenti, attribuendo ai soggetti verificatori la facoltà di prescrivere una serie di interventi di adeguamento a carico dei proprietari di casa. Ma il Ministero dello Sviluppo economico precisa: non c’è nessuna tassa ma solo un censimento su impianti vecchi e pericolosi.
Non esiste alcuna nuova tassa sugli ascensori, così come non esiste alcun provvedimento allo studio del Ministero dello Sviluppo economico che ne preveda l’istituzione”: queste le parole diffuse dal Mise in una nota stampa dopo le polemiche sollevate in questi giorni dalla Confedilizia. “La bozza di provvedimento all’esame del ministero, che deve comunque ancora essere portato all’esame del consiglio dei ministri, prevede soltanto il recepimento di una direttiva europea del 2014 in materia di sicurezza degli ascensori che richiama espressamente anche una raccomandazione del 1995 sugli impianti più vecchi (installati prima del 1999, e cioè l’80% circa del parco italiano) alla quale si è peraltro già adeguata la maggior parte dei grandi paesi europei”.
Per il Mise lo schema di decreto sul quale gli uffici tecnici stanno lavorando “prevede che entro i prossimi due anni un apposito nuovo provvedimento dovrà censire gli impianti più vecchi per stabilire – dopo aver coinvolto Parlamento, Regioni e tutti gli operatori economici interessati – casi, tempi e modalità per gli eventuali interventi necessari per l’adeguamento ai requisiti di sicurezza minimi in vigore in Europa”.

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