Enel Energia, i Consumatori: impegni insoddisfacenti e troppi clienti esclusi dai ristori (Foto di andreas160578 da Pixabay)
Enel Energia, i Consumatori: impegni insoddisfacenti e troppi clienti esclusi dai ristori
Le associazioni dei consumatori guardano in modo critico gli impegni di Enel Energia sui rinnovi contrattuali: insufficienti, e non raggiungono le fasce più fragili dei clienti
Gli impegni di Enel Energia sui rinnovi contrattuali sono al centro delle reazioni dei consumatori, che guardano in modo critico il modo in cui si è chiusa l’istruttoria dell’Antitrust. L’Autorità ha accettato gli impegni dell’azienda, che porteranno una serie di ristori a oltre 40 mila clienti, con misure informative e un potenziamento del servizio assistenza. Nessuna infrazione per l’azienda. Per le associazioni dei consumatori, che reagiscono con sfumature diverse, gli impegni sono complessivamente insufficienti. Senza contare coloro che rimarranno esclusi dagli stessi ristori. Le compensazioni infatti sono coprono tutti i clienti interessati dai rinnovi contrattuali.
«Impegni insufficienti! – commenta ad esempio il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona – Al di là del fatto che avremmo preferito ci fosse anche una sanzione, pur se ridotta per via dei ristori ottenuti, gli impegni sono inadeguati sia rispetto alla campagna informativa sia rispetto all’ammontare degli indennizzi».

UNC: assenti le garanzie richieste
Spiega ancora Dona: «Le moral suasion e le chiusure con impegni non hanno alcuna efficacia dissuasiva nei confronti del mercato e delle altre imprese, visto che basta rimediare ex post per farla franca e non subire nemmeno un danno reputazionale, atteso che oramai è passato il messaggio mediatico, sbagliatissimo, che, se non c’è una sanzione, significa che l’impresa non ha commesso illeciti e le sue ragioni sono state riconosciute dall’Authority. Insomma, quasi una vittoria».
«Per quanto riguarda gli impegni, non c’è la certezza che quanto accaduto non possa ripetersi anche in futuro, ossia che le bollette vengano quadruplicate senza che il consumatore se ne accorga, dato che non ci sono le garanzie che avevamo chiesto, come la richiesta di conferma di lettura nel caso l’informativa con le nuove condizioni economiche sia inviata via email, o il blocco delle funzioni dell’App fino a conferma della lettura del messaggio o che sia indicato in modo più chiaro ed evidente l’incremento di spesa e di prezzo», prosegue Dona.
Critica anche la valutazione verso gli importi dei ristori, che rientrano in una forbice tra il 25 e il 50% della differenza fra il prezzo di rinnovo e il prezzo precedentemente applicato.
Dice Dona: «Al di là del fatto che c’è una bella differenza tra il 25%, cifra palesemente e gravemente insufficiente, e il 50%, pari alla metà dell’ingiusto rincaro patito dai clienti, è chiaro che almeno chi non ha neanche ricevuto l’informativa andava indennizzato al 100%, senza se e senza ma, come riusciamo ad ottenere in fase di conciliazione».
Il Codacons complessivamente si dichiara soddisfatto per i ristori ma afferma che “occorre fare di più: è necessario adottare tutte le misure tecniche per evitare che in futuro si ripetano casi simili e per eliminare qualsiasi ombra sulle comunicazioni delle modifiche unilaterali dei contratti da parte dei fornitori energetici”.
Enel Energia, la class action prosegue
Impegni del tutto insoddisfacenti è invece la valutazione che Assoutenti, Adusbef, Confconsumatori, CTCU e Codici affidano a un comunicato congiunto in cui annunciano che proseguirà la loro class action contro Enel Energia perché gli impegni della società “non garantiscono un equo riconoscimento al danno subito dai consumatori”.
La vicenda, ricordano le cinque associazioni, riguarda il rinnovo delle condizioni economiche di fornitura in scadenza, e con decorrenza dal 1° giugno 2023, che non garantivano la ricezione della comunicazione ed erano formulate in modo da essere potenzialmente ingannevoli in quanto la lettera di accompagnamento, cosiddetta “DEM”, poteva essere confusa con un messaggio promozionale. Molti consumatori non hanno esercitato il diritto di recesso nei tempi utili anche per il mancato recapito e la scarsa chiarezza.
Le misure approvate dall’Antitrust, secondo le cinque associazioni dei consumatori, non sono sufficienti e “non garantiscono la conoscibilità certa delle comunicazioni contrattuali, non assicurano la restituzione integrale delle somme percepite in assenza di valido rinnovo, sono strutturate in modo non uniforme per tutti i consumatori, escludono dalla tutela parte dei soggetti lesi”.
Udicon: migliaia di consumatori esclusi dai ristori
«Prendiamo atto del provvedimento dell’Autorità su Enel Energia ma non possiamo non sottolineare come restino escluse proprio le fasce più fragili della popolazione: coloro che hanno subito la variazione tariffaria, con tutte le sue criticità e non hanno saputo opporsi con un reclamo. È una scelta che lascia indietro migliaia di consumatori», afferma Fabrizio Ciliberto, vicepresidente nazionale Udicon (Unione per la Difesa dei Consumatori).
«Gli impegni accettati – aggiunge Ciliberto – prevedono un rimborso solo per chi ha ricevuto la comunicazione via posta con esito negativo o per chi ha presentato un reclamo. Che ne è di tutti gli altri? Degli anziani, dei disabili, delle persone in difficoltà che non hanno avuto gli strumenti per reagire? È inaccettabile che siano ancora una volta loro a restare esclusi. Accogliere questi impegni è stato un errore. Non riceveranno nulla coloro che non hanno compreso l’aumento e sono rimasti inermi. Lasciarli indietro è grave ed Enel si assume la responsabilità di questa esclusione».

