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Tassonomia verde europea, sabato mobilitazione contro gas e nucleare (foto pixabay)

Mobilitazione europea contro la proposta di tassonomia verde europea. All’insegna dello slogan NotMyTaxonomy, le associazioni ambientaliste e della società civile scendono in piazza in Europa e in Italia per protestare contro la proposta di considerare “green” gas e nucleare.

Sabato 21 maggio, in occasione della mobilitazione europea contro la proposta di tassonomia verde Ue, diverse realtà ecologiste ed associazioni scenderanno in piazza per manifestare «contro l’inserimento di nucleare e gas come investimenti sostenibili equiparandoli alle energie rinnovabili. Si tratta di una scelta insensata e non giusta, che allontana dalla giusta transizione ecologica verso le fonti rinnovabili», dicono le associazioni.

Tassonomia europea, la mobilitazione e i flash mob

Oltre a Francia, Belgio, Germania, Austria, anche l’Italia sarà in prima linea sabato 21 maggio con due flash mob in programma a Roma e Milano alle ore 17.00 presso le sedi delle istituzioni europee e che vedranno in piazza oltre venti sigle tra associazioni, comitati e movimenti ambientalisti. 

A Roma l’appuntamento sarà a Piazza Sant’Apostoli dove confluirà anche l’arrivo di una biciclettata, mentre a Milano sarà a Corso Magenta n.61. In entrambi le città alle ore 17.00 sarà realizzato un flash mob che avrà per tema la menzogna letale della tassonomia verde. La mobilitazione italiana è promossa da diverse sigle ambientaliste, studentesche e della società civile, fra cui Earth Day Italia, Fridays for Future, Greenpeace Italia, Legambiente, Link, Mondo senza Guerre e senza Violenza, No al Fossile Civitavecchia, Sbilanciamoci e WWF Italia.

«Nei prossimi mesi il Parlamento Europeo sarà chiamato ad approvare il progetto di Tassonomia Verde in cui gas fossile e nucleare sono inseriti come investimenti sostenibili, equiparandoli alle energie rinnovabili – dice Legambiente – Una grande operazione di greenwashing dietro cui si nasconde un gravissimo attacco alle vere fonti pulite».

 

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Gas e nucleare nella tassonomia Ue, gli ambientalisti denunciano: operazione greenwashing

 

Tassonomia europea, perchè è importante?

Qual è la questione che investe gas e nucleare e cos’è la tassonomia europea? Si tratta di una classificazione degli investimenti ritenuti sostenibili in Europa dal punto di vista ambientale. Nell’ottica del Green Deal Europeo e del passaggio a impatto climatico zero entro il 2050, la tassonomia serve a dire agli investitori privati cosa viene considerato green e cosa no.

La tassonomia europea è insomma il provvedimento con cui Bruxelles stabilisce quali attività siano ecocompatibili e meritevoli di sostegno finanziario agli investimenti e ha l’obiettivo di «contribuire a migliorare i flussi monetari verso attività sostenibili in tutta l’Unione europea. Permettere agli investitori di riorientare gli investimenti verso tecnologie e imprese più sostenibili sarà fondamentale per rendere l’Europa climaticamente neutra entro il 2050».

La pietra dello scandalo è la previsione che gas e nucleare rientrino nella tassonomia verde europea. L’atto delegato complementare Clima della tassonomia che la Commissione europea ha presentato all’inizio dell’anno prevede infatti che gas e nucleare, a determinate condizioni, possano avere l’etichetta green. Gas e nucleare, è insomma la sintesi del provvedimento, sono considerate fonti energetiche utili alla transizione ecologica e a determinate condizioni possono avere l’etichetta green.

Per Bruxelles «gli investimenti privati nel settore del gas e del nucleare possano svolgere un ruolo nella transizione» ecologica dell’Unione.

Parlamento europeo e Consiglio hanno tempo fino a luglio per sollevare obiezioni e bocciare il documento. In realtà all’approvazione dell’atto non c’è stata unanimità neanche in Commissione, raccontano le cronache, e di recente si è messa di traverso la Germania, per la quale l’energia nucleare non è sostenibile e dunque non dovrebbe rientrare nella tassonomia europea.

Greenpeace Francia denuncia il ruolo della Russia

Nel frattempo, ieri Greenpeace ha denunciato l’influenza della Russia nella tassonomia verde europea. Un’indagine di Greenpeace Francia, informa una nota della sezione italiana, «svela come i giganti russi degli idrocarburi Gazprom e Lukoil e l’azienda nucleare di stato russa Rosatom abbiano influenzato la definizione della tassonomia europea, l’elenco delle attività considerate sostenibili e quindi finanziabili dalla UE».

Secondo i dati raccolti da Greenpeace Francia, «la Russia sarebbe il maggior beneficiario dell’inclusione del gas e del nucleare nell’elenco degli investimenti sostenibili dell’UE, con il conseguente aumento del peso negoziale della Russia nei confronti dell’UE e dunque indirettamente un aumento del flusso di denaro che, tra l’altro, alimenta la guerra in Ucraina».

 

 

Non sono tecnologie di pace

«Con la crisi climatica che non accenna ad arrestare la sua corsa, non possiamo tollerare che una risorsa inquinante come il gas fossile ed una tecnologia estremamente controversa come il nucleare possano essere rilanciate come investimenti sostenibili, togliendo così risorse alle uniche vere soluzioni: le energie rinnovabili, l’efficientamento energetico e la riduzione dei consumi», dice Legambiente.

L’associazione sottolinea che gas e nucleare non sono tecnologie di pace. «Le fonti fossili, così come il nucleare, non sono tecnologie di pace, considerando i tanti conflitti legati alla contesa di queste risorse che continuano ad aumentare il rischio di proliferazione di armi nucleari».


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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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