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Gas e nucleare nella tassonomia Ue, gli ambientalisti denunciano: operazione greenwashing

Sono durissime le reazioni delle associazioni ambientaliste al piano della Commissione europea di etichettare come sostenibili, green e utili alla transizione ecologica il gas e il nucleare. Si tratta di una delle più grandi operazioni di greenwashing di tutti i tempi, commentano infatti il WWF e Greenpeace.

Bruxelles ha presentato ieri il piano che introduce nell’ambito della tassonomia Ue, la liste degli investimenti ritenuti green, anche il gas fossile e il nucleare. A certe condizioni, dice la Commissione europea. Certo non può essere una correzione per le associazioni ambientaliste per le quali si tratta di una proposta che va bocciata senza dubbio alcuno. Si costruisce insomma (greenwashing) un’immagine falsamente positiva dal punto di vista ambientale di tecnologie che invece fanno danni e che non sono affatto “amiche” dell’ambiente e del clima.

Gas e nucleare, ambientalisti: grande operazione di greenwashing

«Oggi siano davanti a una delle più grandi operazioni ufficiali di #greenwashing mai viste in #Europa. L’atto delegato della Commissione Europea inquina la tassonomia verde e deve essere respinto dal Parlamento UE», dice il WWF.

Sostiene a sua volta Greenpeace: «Si tratta del più grande esercizio di greenwashing di tutti i tempi ed è esattamente il contrario delle pretese di leadership globale sul clima e sull’ambiente che l’Europa sbandiera. Inserire gas e nucleare nella tassonomia spacciandoli come green è un regalo a due industrie disperate, che non sarebbero in grado di stare sulle proprie gambe da sole e che hanno oltretutto potenti legami politici».

 

industria nucleare
Gas e nucleare entrano nella tassonomia Ue

 

WWF: l’atto della Commissione va respinto

Per il WWF l’atto delegato della Commissione deve essere respinto dal Parlamento europeo e dal Consiglio o danneggerà l’Europa e anche l’azione per l’ambiente. Per l’associazione «l’Atto Delegato della Commissione mina completamente la leadership della finanza verde europea e rischia di impedire all’Europa di raggiungere i suoi obiettivi climatici».

È un piano, spiega l’associazione, che crea problemi e divisioni anche sul mercato finanziario, perché molti investitori e banche non sono disponibili a sostenere una tassonomia con dubbi di greenwashing. Il testo insomma può rallentare la transizione, invece di facilitarla.

«Il rischio è un enorme caos nei mercati finanziari – dice il WWF – Le istituzioni finanziarie, infatti, usando questo Atto per prendere le proprie decisioni sulla finanza verde, si esporrebbero comunque ai rischi di greenwashing, danni alla reputazione, stranded assets, lock-in e complicazioni legali».

 

 

 

Gas e nucleare, gli schieramenti in Europa

Il WWF ripercorre anche la divisione politica interna agli Stati europei che ha condotto a una situazione del genere. Ci sono paesi che hanno spinto per far inserire il nucleare nella tassonomia, in primis la Francia, e altri che hanno interesse nazionale a sostenere il gas.

«La Commissione europea ha ceduto oggi alle pressioni della Francia e di altri Paesi, – scrive il WWF –  pubblicando una serie di regole di finanza sostenibile che faranno un danno enorme all’UE e all’azione globale per l’ambiente. La Commissione classifica ufficialmente il gas fossile e l’energia nucleare come ambientalmente sostenibili secondo la tassonomia dell’UE – la guida agli investimenti “verdi” dell’Unione – nonostante il fatto che il gas fossile generi enormi emissioni, e l’energia nucleare crei scorie altamente radioattive che non si sa ancora come gestire. Questo crea criteri di riferimento più arretrati rispetto all’attuale mercato dei green bond, che esclude gas e nucleare, e rischia di indirizzare miliardi di euro destinati agli investimenti sostenibili verso queste industrie nocive».

«La Francia sta spingendo da mesi per far rientrare il nucleare come sostenibile nella tassonomia dell’UE – prosegue il WWF – In cambio del sostegno sull’energia nucleare di Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e altri, il governo francese ha accettato di sostenere proattivamente l’inclusione del gas fossile, scientificamente insostenibile. La Germania sostiene l’inclusione del gas, ma si oppone al nucleare. L’Italia ha fatto il Ponzio Pilato sul nucleare, non potendo appoggiarlo anche alla luce della fortissima espressione della volontà popolare, ma ha sostenuto addirittura un ulteriore allargamento delle maglie a favore del gas».

La Spagna si oppone sia al gas sia al nucleare. Si oppongono al nucleare Austria, Danimarca, Lussemburgo e Portogallo e il governo austriaco ha promesso di impugnare legalmente  qualsiasi Atto che contenga il nucleare.

 

rinnovabili

 

Greenpeace: qualcuno cerca di togliere miliardi alle rinnovabili

C’è poi l’altro problema: i finanziamenti alle rinnovabili.

«Detto chiaramente: qualcuno sta cercando di togliere miliardi di euro alle rinnovabili per buttarli in tecnologie che, come il nucleare, non fanno nulla per contrastare la crisi climatica o che, come il gas fossile, peggiorano attivamente il problema – denuncia Greenpeace – Per trovare i responsabili basta cercare nella Commissione Europea: qualcuno fa solo finta di prendere sul serio l’emergenza ambientale e climatica».

Il rischio insomma è che il piano europeo dirotti “centinaia di miliardi di euro di investimenti privati” dalle rinnovabili al gas fossile o al nucleare. Una scelta, spiega l’associazione, discutibile non solo dal punto di vista ambientale (i rifiuti radioattivi che fine fanno?) ma anche per una serie di questioni economiche e pratiche per due motivi che non vengono messi in evidenza.

«I reattori nucleari richiederebbero così tanto tempo per essere costruiti da non poter entrare in funzione abbastanza rapidamente per contribuire a raggiungere gli obiettivi climatici che l’UE si è prefissa per il 2030, periodo che la comunità scientifica indica come decisivo per contrastare la crisi climatica. L’impennata del prezzo del gas ha già scatenato una crisi energetica nel Vecchio Continente».

E l’Italia? Bocciata pure lei. Conclude Greenpeace: «In questa figuraccia internazionale dell’UE spicca anche l’Italia, che prima ha dato la colpa del caro bollette alle rinnovabili, poi ha cominciato a straparlare di nucleare per distrarre l’opinione pubblica dal vero obiettivo: promuovere il gas».


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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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