rifornimento benzina

Partire per le vacanze con un grande cruccio: il prezzo di benzina e diesel. I viaggi in auto portano con sé, infatti, il grande tema del prezzo dei carburanti, una delle spese che più grava sui viaggi estivi. Si può fare qualcosa per risparmiare?

Da questa domanda è partita Altroconsumo che, usando i dati dell’Osservatorio Prezzi Carburanti del Mise, Ministero dello Sviluppo Economico, ha condotto un’inchiesta (che sarà pubblicata su Inchieste di settembre) analizzando i prezzi della benzina praticati da 1.100 distributori in 6 città italiane per capire quali siano le scelte più convenienti quando parliamo di carburante, scelte che possono arrivare a far risparmiare 672 euro l’anno (considerando 2 pieni al  mese, da 50 litri ciascuno).

L’associazione ha preso in esame i prezzi medi dichiarati nelle seguenti città:  Milano e Roma, le due più grandi città italiane; Trieste in quanto città transfrontaliera prossima a due Paesi – Croazia e Slovenia – con prezzi sensibilmente più bassi dell’Italia; Palermo e Cagliari, due città vicine ad importanti raffinerie e che quindi dovrebbero beneficiare di un accesso ai rifornimenti più rapido e, almeno in teoria, avere prezzi più bassi; Perugia, perché è una città interna.

 

benzina diesel

 

Le scelte più convenienti e il peso delle accise

Risultato? Self service e distributori dei centri commerciali sono le scelte più convenienti e fanno risparmiare oltre 670 euro l’anno. Perugia è la città con i prezzi medi più bassi.

In generale, poi, il prezzo di benzina e gasolio in Italia è più alto della media europea, con con 13-15 centesimi in più a litro.

«Oltre ai limiti della rete distributiva, sul prezzo italiano influiscono soprattutto le accise: su 10 euro spesi, 6,30 sono di tasse (nel caso del diesel 5,90 euro) – ricorda Altroconsumo – Nel nostro Paese il fisco trattiene (sempre su 10 euro) 1,60 euro in più rispetto alla media europea, in percentuale il 17% in più sulla benzina e il 21% in più sul diesel. Oltre alle accise, però, c’è anche l’Iva che viene applicata non solo sul prezzo del carburante, ma anche sulle accise stesse».

Quanto costa la benzina: risultati a sorpresa

Contrariamente ai pronostici, dice Altroconsumo, è proprio a Perugia che i prezzi medi sono più bassi, mentre a Palermo e Cagliari ci sono i prezzi più alti. Le differenze tra città però non sono particolarmente ampie: la variazione di prezzo non arriva infatti al 6% (per il gasolio al 7%).

Le differenze più rilevanti si riscontrano invece confrontando diversi distributori nella stessa città. Si arriva a oscillazioni del 30% (picco del 40% per il diesel a Roma). Trieste è la città con i prezzi più stabili con variazioni del 17% per la benzina e 20% per il gasolio.

Se si trasformano le percentuali in euro, con due pieni al mese da 50 litri ciascuno si arriva a risparmiare 670 euro l’anno se si possiede un’auto a gasolio (Roma), e 672 se l’auto è a benzina (Cagliari).

«Utilizzando il self service rispetto al servito si può risparmiare tra il 5 e il 10%, ma questo non significa che il prezzo self di un distributore non possa essere più alto al prezzo servito di un altro – spiega Altroconsumo – La vera differenza, infatti, la fa il tipo di insegna: all’interno di una stessa città i centri commerciali offrono i prezzi più convenienti, seguono le insegne minori o low-cost. Le insegne di marca presentano generalmente i prezzi più elevati, anche se questo non è vero in assoluto: a Cagliari e Trieste, ad esempio, distributori di marca propongono prezzi mediamente più bassi dei low-cost. A chiudere il quadro dall’inchiesta è emerso che nelle circonvallazioni il prezzo è in media più alto (+13%), e che anche in autostrada si spende di più rispetto alle insegne più convenienti situate all’interno delle città».

Una distribuzione considerata inefficiente

L’indagine restituisce dunque un panorama abbastanza vario e complesso. Commenta Ivo Tarantino, Responsabile Relazioni Esterne Altroconsumo:  «Per essere certi di risparmiare suggeriamo di controllare sempre i prezzi esposti dal distributore. In linea più generale, l’elevato prezzo dei carburanti in Italia è dovuto principalmente all’inefficienza della rete distributiva. Nel nostro Paese ci sono 21mila distributori, il doppio di quelli presenti in Francia o in Germania: uno scenario che non garantisce maggiore concorrenza e quindi prezzi più bassi ma, al contrario, una vendita minore di carburante (un terzo rispetto a quello di altri Paesi europei) e quindi prezzi più elevati. Una rete efficiente avrebbe bisogno di meno distributori e di un’offerta maggiormente diversificata».

Parliamone ;-)