Agroecologia come scelta di sostenibilità
Agroecologia, lì dove passa il futuro dell’agricoltura
La transizione in agricoltura passa attraverso la sostenibilità e l’agroecologia, è il messaggio di Legambiente all’indomani della Pac. Nella giornata contro il femminicidio, un omaggio alla pastora Agitu Ideo Gudeta, uccisa barbaramente nel 2020
L’agroecologia come chiave per garantire la sostenibilità della filiera agroalimentare. Dunque, pratiche agricole che siano sostenibili dal punto di vista economico e sociale, riducano l’impatto sull’ambiente e producano cibo buono e di qualità per i consumatori.
La transizione in agricoltura passa attraverso la sostenibilità, è il messaggio che arriva dal Forum nazionale Agroecologia circolare organizzato oggi a Roma da Legambiente.
L’associazione ha presentato la sua “road map sull’agroecologia al 2030” che comprende una serie di azioni su quattro temi chiave: la sostenibilità ambientale delle filiere, l’innovazione, la ricerca, la cura del territorio.
Agroecologia, cosa bisogna fare
Gli interventi che richiedono priorità sono la diffusione del bio, la creazione di biodistretti strategici per la transizione ecologica dell’intero comparto agroalimentare e il taglio delle fonti fossili nel settore.
«La transizione ecologica e la lotta alla crisi climatica passano anche attraverso un’agricoltura sostenibile e di qualità – dice Legambiente – Per questo è fondamentale creare un nuovo modello agricolo ed economico sostenibile e innovativo, capace di affrontare le sfide attuali e rispondere in maniera adeguata ai consumatori che chiedono sempre di più prodotti più sani e di qualità. L’Italia, ad oggi in forte ritardo rispetto agli altri paesi europei nella definizione di un Piano Strategico Nazionale per l’agricoltura (PSN), deve accelerare su questo fronte».
Questo l’appello dell’associazione, che chiede obiettivi più ambiziosi – in linea con la strategia europea Farm to Fork, con la difesa della biodiversità e le esigenze della transizione ecologica.
Bisogna potenziare la diffusione della produzione biologica per ridurre l’uso dei pesticidi. Creare biodistretti, tutelare la biodiversità, garantire la fertilità del suolo. Tagliare la dipendenza dalle fonti fossili e ricorrere invece alle rinnovabili. Ancora: bisogna contrastare gli sprechi idrici ed energetici e puntare sull’innovazione tecnologica delle attrezzature agricole in chiave sostenibile.

L’agroalimentare italiano deve andare verso l’agroecologia
All’indomani dell’approvazione della Pac, la Politica agricola comune della Ue (con molte critiche perché l’impianto non è stato considerato adeguato alla transizione ecologica), il messaggio di Legambiente è che l’agroalimentare italiano «va accompagnato sulla strada dell’agroecologia, rispettando quanto previsto dalla strategia europea Farm to Fork al 2030».
«Per questo – sottolinea l’associazione – è fondamentale che il nostro Paese dimostri, attraverso azioni e politiche agricole concrete, di voler puntare davvero sull’agroecologia, un tema per altro dimenticato dal PNRR all’interno del quale manca purtroppo un qualsiasi riferimento puntuale e specifico. A livello territoriale molti agricoltori stanno già percorrendo la strada dell’agricoltura sostenibile e di qualità e anche gran parte dei consumatori sono orientati su questo percorso e scelta dei prodotti, ma oltre a questo impegno dal basso è fondamentale un’azione più decisa anche da parte della politica nazionale e comunitaria».
Trasformare l’agricoltura in chiave sostenibile è anche un modo per affrontare la crisi climatica.
«Il settore agricolo – ha dichiarato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – è responsabile di circa il 10% delle emissioni di gas serra dell’Unione europea. La transizione ecologica può e deve passare anche attraverso questo comparto, intraprendendo con determinazione la strada per ridurre gli input negativi chimici, idrici ed energetici e i metodi intensivi in ambito agricolo e zootecnico. Proprio l’allevamento incide per 2/3 sulle emissioni dell’intero settore: occorre favorire e incentivare gli esempi e i modelli di buone pratiche sostenibili, che pongono al centro la riduzione dei carichi emissivi, l’indipendenza mangimistica, puntando sull’approvazione di un’etichetta specifica, che definisca chiaramente il rispetto del benessere animale quale indicatore ombrello per i consumatori. Siamo convinti che dall’agroecologia arrivi la ricetta per garantire la sostenibilità ambientale, sociale ed economica della filiera agroalimentare».
🟢III Forum #AgroecologiaCircolare
Nella giornata internazionale contro la violenza e il #femminicidio, un omaggio a #AgituIdeoGudeta, pastora uccisa barbaramente nel dicembre 2020, simbolo di un’agricoltura a km zero e di comunità sull’arco alpino#EraDellaTransizione pic.twitter.com/UiUVhlxiYQ
— Legambiente Onlus (@Legambiente) November 25, 2021
Contro la violenza sulle donne
Oggi è la giornata contro la violenza sulle donne e contro il femminicidio.
Per questo il forum si è aperto con un omaggio a Agitu Ideo Gudeta, pastora uccisa barbaramente in Trentino a fine dicembre 2020 per mano di un suo collaboratore. Agitu è simbolo di un’agricoltura a km zero e di comunità sull’arco alpino, di riscatto e forza femminile, coraggio e passione nel portare avanti la difesa del territorio, imprenditoria sostenibile e integrazione. Aveva recuperato un terreno in abbandono decidendo di allevare un gregge di capre Mochena, altrimenti destinate all’estinzione. E avviato l’impresa “La capra felice”, che produce formaggi prelibati. Un’impresa non facile, costata alla donna anche minacce di morte di chiara impronta razziale.

