Airbag Takata, Bitonci (CNCU): “Da Stellantis risposte inadeguate” (Foto Pixabay)
Airbag Takata, Bitonci (CNCU): “Da Stellantis risposte inadeguate”
Bitonci, sottosegretario al Mimit e presidente del CNCU: “La lettera inviata da Stellantis ai 169 mila possessori di Citroen C3 e Ds3 inerente il richiamo degli airbag Takata è un chiaro tentativo di scarico di responsabilità su famiglie e consumatori”
Un tentativo di scaricare la responsabilità su famiglie e consumatori. Sono critiche le parole del sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Presidente del CNCU (Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti) Massimo Bitonci in relazione al caso degli airbag da sostituire su Citroën C3 e DS3.
La campagna di richiamo degli airbag difettosi è iniziata a maggio e continua a essere fonte di grande preoccupazione per gli automobilisti coinvolti. Dalle aziende è arrivata infatti a migliaia di persone una comunicazione che notificava un difetto nei dispositivi di gonfiaggio dei cuscini salvavita delle automobili di cui sono proprietari. Nella nota, trasmessa da Groupe PSA e DS Automobilies in qualità di aziende produttrici delle vetture coinvolte, veniva specificato che “le sostanze chimiche contenute in questi dispositivi di gonfiaggio potrebbero deteriorarsi nel tempo, esponendo guidatore e passeggero al rischio di rottura del dispositivo di gonfiaggi dell’airbag con una forza eccessiva in caso di incidente, in grado di provocare gravi lesioni o morte”. Si raccomandava quindi ai destinatari delle lettere di non utilizzare i veicoli.
I consumatori e i disagi per gli airbag Takata
In audizione in commissione assieme ai rappresentati delle associazioni dei consumatori ed i rappresentati della holding automobilistica, Bitonci ha espresso parole molto critiche sulla vicenda e annunciato che le associazioni dei consumatori stanno intraprendendo azioni legali.
«La lettera inviata da Stellantis ai 169 mila possessori di Citroen C3 e Ds3 inerente il richiamo degli airbag Takata è un chiaro tentativo di scarico di responsabilità su famiglie e consumatori – ha detto il sottosegretario, come informa una nota – Non si può intimare ai proprietari il fermo immediato del veicolo, costringendoli a procedure farraginose, come registrarsi a un portale e aspettare pazientemente un voucher per la riparazione ed una eventuale macchina sostitutiva, quando l’auto è l’unico mezzo per il raggiungimento del posto di lavoro e la gestione quotidiana di figli e anziani. Invece di inviare decine di migliaia di raccomandate, la multinazionale a mio parere, avrebbe dovuto indicare preventivamente una serie capillare di riparatori a cui rivolgersi direttamente».
«I consumatori necessitano di procedure semplificate, auto di cortesia, tempistiche chiare e celeri per le sostituzioni – ha proseguito Bitonci – Trovo inoltre inaccettabile la mancanza di ristori e le gravi conseguenze economiche per i proprietari, tra cui un evidente deprezzamento del valore dei veicoli».
Il sottosegretario si è poi soffermato su fatto che le eventuali vetture sostitutive « sembra siano messe a disposizione previo deposito cauzionale e carta di credito. Il mio ruolo, e quello del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti, è la tutela dei cittadini e la difesa dei loro diritti, per tale ragione, le associazioni dei consumatori hanno annunciato che stanno valutando di intraprendere alcune azioni».
Secondo il dossier presentato qualche giorno fa da Federconsumatori, che sta assistendo diversi automobilisti (fra i quali solo il 22% ha ottenuto a oggi la sostituzione dell’airbag difettoso), il richiamo riguarda in particolare un totale di 605.772 veicoli Citroën C3 (il modello più venduto del marchio) e DS3, commercializzati tra il 2009 e il 2019 in una ventina di paesi dell’Europa meridionale, del Medio Oriente e del Nord Africa.
L’azione di richiamo, in Italia, riguarda circa 160 mila airbag Takata.

