Assoutenti: rischio rincari per l’ortofrutta (Foto Pixabay)

Non solo caffè, c’è il rischio di rincari anche per l’ortofrutta. Assoutenti contesta la smentita di Confesercenti, per la quale i listini del caffè espresso al bar sono fermi a quattro anni. Dice infatti il presidente dell’associazione Gabriele Melluso: «L’apposito osservatorio sui prezzi del Ministero ha certificato infatti come nelle singole province italiane la tazzina del caffè servita al bar sia aumentata senza sosta a partire dal 2021, al punto che oggi, solo considerando le principali città, i rincari dei listini sono nell’ordine del +15%. Stesso andamento rilevato dall’ Istat, che ha registrato nell’ ultimo biennio aumenti medi dei prezzi del +9% nei bar italiani: +4,4% nel 2022, +4,6% nel 2023».

Ma oltre al caro caffè, c’è un’altra voce che rischia di aumentare nel carrello della spesa dei prossimi giorni. Ed è l’ortofrutta. Sempre Assoutenti spiega infatti che il calo delle temperature che negli ultimi giorni si è verificato in Italia “rischia di farsi sentire anche sulle tasche dei consumatori, attraverso un incremento dei prezzi al dettaglio dell’ortofrutta”.

“«Dal nord al sud Italia i coltivatori segnalano problemi legati all’andamento delle temperature, salite sopra la media nelle scorse settimane e poi improvvisamente scese – ha detto il presidente Gabriele Melluso – Un’altalena che potrebbe danneggiare alberi e piante, decimando alcune produzioni tipiche del periodo primaverile. Questo significa che nelle prossime settimane i consumatori rischiano di fare i fare i conti con sensibili rincari per la frutta di stagione come albicocche, ciliegie, pesche, nettarine e susine ma anche pere e mele, e per una moltitudine di ortaggi, come conseguenza delle minori produzioni agricole e dei maggiori costi sostenuti dai coltivatori per salvare le piante».

Questi rincari fra l’altro si aggiungerebbero agli aumenti dell’ortofrutta che ci sono già stati nell’ultimo mese.

I prezzi della frutta fresca, ricorda Assoutenti, sono saliti in media del 7,3% su base annua, con punte del 20,1% per le pere e del 18,5% per la frutta con nocciolo (albicocche, ciliegie, susine.) e del +7,2% le mele. Sono saliti anche i prezzi di carote, cipolle, asparagi, carciofi e patate.

«In tale contesto, poi, è altissimo – conclude Melluso – il rischio speculazione, con incrementi di prezzo anche per quei prodotti che non hanno subito alcuna conseguenza dal calo delle temperature».

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