Rincari beni alimentari, Consumatori: "il prezzo della pasta deve scendere"

Rincari beni alimentari, Consumatori: "il prezzo della pasta deve scendere" (Foto di Couleur da Pixabay)

Rincari beni alimentari, Consumatori: “il prezzo della pasta deve scendere”

Le Associazioni richiamano l’attenzione sullo squilibrio tra il costo del grano, in leggera flessione, e il prezzo della pasta, che risulta invece in salita. Il Codacons sta studiando un nuovo esposto da inviare all’Antitrust e alle Procure per indagare eventuali anomalie sul mercato

Il prezzo della pasta deve scendere: è questo il parere delle Associazioni dei Consumatori in merito alla polemica nata in questi giorni sullo squilibrio tra il prezzo del grano e quello della pasta. I rincari, infatti, sembrano non rispecchiare il costo del grano, che risulta invece in leggera discesa.

Prezzo della pasta, alcuni dati

È quanto osservato anche nella Ricerca Eures-Adoc Il prezzo è giusto?, secondo cui “l’incremento del costo dei beni alimentari risente dei “passaggi” interni alla filiera, talvolta non del tutto “coerenti”: sebbene infatti il costo del grano nel primo trimestre 2023 abbia registrato una leggera flessione (da 0,39 a dicembre 2022 a 0,38 a gennaio 2023), il prezzo del pane a gennaio 2023 sfiora i 4 euro al Kg (3,93, contro i 3,44 del 2022 e i 3,1 euro/kg del 2019). Analogamente, il costo di un kg di pasta al dettaglio si attesta mediamente nel 2023 a 2,28 euro, con un rincaro di circa 50 centesimi sul 2021
e di circa 1 euro sul 2019“.

A parlare di speculazioni è la Coldiretti, che riporta anche i dati dell’Osservatorio del Ministero del Made in Italy, secondo cui i prezzi per la pasta variano da 2,3 euro al chilo di Milano a 2,2 euro al chilo di Roma, da 1,85 di Napoli a 1,49 euro al chilo di Palermo, mentre le quotazioni del grano sono pressoché uniformi lungo tutta la Penisola a 38 centesimi di euro al chilo.

“La pasta – continua la Coldiretti – è ottenuta direttamente dalla lavorazione del grano con l’aggiunta della sola acqua e non trovano dunque alcuna giustificazione le divergenze registrate nelle quotazioni, con la forbice dei prezzi che si allarga e mette a rischio i bilanci dei consumatori e quelli degli agricoltori. Occorre lavorare da subito per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione, come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali”.

L’Unione Italiana Food (Uif) ha risposto, quindi, alla Coldiretti in merito all’accusa di speculazioni sul prezzo della pasta, affermando “che il grano ha prezzi troppo fluttuanti e non è l’industria della pasta a determinare il prezzo del grano duro, a farlo è il mercato globale con meccanismi e quotazioni internazionali”. (Ansa)

 

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Pasta (Foto di Craig Melville da Pixabay)

 

L’analisi dell’UNC sull’andamento dei prezzi

Non ci sta l’Unione Nazionale Consumatori, secondo cui “il prezzo della pasta deve scendere immediatamente”.

“È vero che a fare il prezzo è il mercato globale, peccato che il prezzo del frumento duro sia sceso”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’UNC. Secondo gli indici dei prezzi alla produzione del frumento duro pubblicati sul sito Ismea, nel mese di marzo sono scesi del 3% su febbraio 2023 e del 21,8% su marzo 2022, mentre i prezzi medi mensili alla produzione sono scesi del 2,6% sul mese precedente e del 19,3% su base annua.

Il prezzo della pasta (fresca e secca), secondo i dati Istat, nello stesso periodo di riferimento, è invece salito dell’1,3% su febbraio 2023 e del 18,2% su marzo 2022. Se a questo aggiungiamo che le bollette di luce e gas dall’inizio dell’anno stanno diminuendo, ecco che non ci sono più giustificazioni: i prezzi devono calare senza se e senza ma”, prosegue Dona.

Secondo lo studio dell’Unc, i prezzi della pasta stanno salendo ininterrottamente dal giugno del 2021 e sono esplosi a partire da agosto 2021, per via dei cattivi raccolti in Canada e negli Stati Uniti. Da allora i prezzi sono rincarati del 37% su giugno 2021 e del 35,6% su agosto 2021. Ma ora la situazione nei mercati all’ingrosso è completamente cambiata – sottolinea l’associazione. – Se ad esempio in Canada la produzione nella stagione 2021/22 era scesa del 59,6% rispetto a quella del 2020/21, in quella 2023/22 è risalita del 129,8%.

Prezzo della pasta, Codacons: pronti a ricorrere ad Antitrust e Procure

Intanto il Codacons, a seguito delle denunce di speculazioni lanciate da Coldiretti, sta studiando un nuovo esposto all’Antitrust e alla magistratura penale, “affinché accerti possibili illeciti sull’andamento dei listini al dettaglio”.

“Oggi la pasta è rincarata in media del 18,2% rispetto allo scorso anno, con ricadute pari in media a +25,5 euro annui a famiglia – spiega il presidente Carlo Rienzi – Aumenti dei listini che, tuttavia, non sembrano giustificati dall’andamento delle quotazioni del grano. È necessario quindi verificare cosa, nello specifico, determina incrementi così forti dei listini, e se vi siano anomalie sul mercato tese a mantenere elevati i prezzi al dettaglio di un prodotto molto presente sulle tavole degli italiani, al punto che ogni cittadino consuma circa 23 chili di pasta all’anno”.

Rincari che, secondo il Codacons, “potrebbero configurare l’ipotesi di cartello anti-concorrenza e la fattispecie di manovre speculative su merci”.


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