Buoni pasto, accordo al Mef su commissioni al 5% (fonte foto: pixabay)

Buoni pasto, raggiunto un accordo. Si prevede un tetto del 5% alle commissioni sui ticket. Poi arriverà la riforma complessiva del settore. È il frutto del tavolo di lavoro al Ministero dell’Economia e delle Finanze con gli esercenti, che lo scorso 15 giugno avevano lanciato lo “sciopero dei buoni pasto” come forma di protesta contro le commissioni.

Buoni pasto, l’accordo al Mef

«Nel primo provvedimento utile inseriremo una norma che ristabilisce equità, ed evita le storture di un settore che, di fatto, penalizzavano solo gli esercenti. In un momento di particolare crisi del settore, dovuto anche agli effetti negativi della Pandemia e della Guerra in Ucraina, assicuriamo un sostegno concreto con minori commissioni, a carico degli esercenti, che si possono stimare in quasi 150 milioni di euro, per le sole gare di prossima emanazione. Risorse che rimarranno quindi agli esercenti».

Così la Vice Ministra dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, al termine dell’incontro di questa mattina con i rappresentanti Fipe – Confcommercio, Fida, Fiepet – Confesercenti, Federdistribuzione, Ancc-Coop e Ancd-Conad, le organizzazioni di categoria che riuniscono la maggior parte di bar, ristoranti, alimentari, supermercati e ipermercati che quotidianamente accettano i buoni pasto e che, il 15 giugno, avevano deciso di non ritirare i buoni pasto.

«Si tratta di un provvedimento ponte, perché gli incontri di queste due settimane con le organizzazioni di categoria, e le riflessioni fatte con il Gabinetto e gli Uffici del Ministero, mi hanno, anzi ci hanno convinto, dell’esigenza di arrivare, entro fine anno, ad una riforma complessiva  del settore dei servizi sostitutivi di mensa. Anche per questo il tavolo tecnico continuerà a riunirsi e probabilmente verrà allargato anche ad altri attori. Prima dell’introduzione della norma – ha aggiunto Castelli –  su cui interveniamo, il meccanismo delle gare pubbliche registrava valori della commissione applicata agli esercenti non superiori al 5%, negli ultimi anni invece hanno visto lievitare notevolmente questa commissione».

«La disciplina transitoria,  che resterà in vigore fino a fine anno, permetterà alle centrali di committenza, e più in generale a tutte le stazioni appaltanti, di bandire procedure di gara per l’acquisizione di questi servizi con modalità che consentono di ridurre la misura della commissione applicata agli esercenti, in particolare svincolando l’entità della commissione dallo sconto praticato alla pubblica amministrazione. È una misura – prosegue – che fissa anche un tetto massimo alla Commissione, riportandolo ai valori precedenti che, peraltro, sono in linea con quello di molti Paesi europei».

 

Domani lo sciopero dei buoni pasto. I Consumatori: ci rimettono solo i cittadini (fonte foto: pixabay)

 

Esercenti: passo importante per la riforma del sistema

È un passo importante per la riforma del sistema dei buoni pasto, commentano in una nota ANCD Conad, ANCC Coop, FIEPeT Confesercenti, Federdistribuzione, FIDA e FIPE-Confcommercio, le organizzazioni che rappresentano il mondo dei pubblici esercizi e della distribuzione commerciale. «Il passo in avanti che registriamo oggi sulla questione dei buoni pasto è estremamente positivo e apre la strada a una soluzione che auspichiamo, una volta approvata, ponga fine al più presto ad una situazione ormai insostenibile per le nostre aziende, che pagano commissioni eccessive a fronte di un prezioso servizio erogato ogni giorno a milioni di lavoratori».


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